Spacchiamo l’asfalto della città: il verde non è un arredo

In questa torrida estate, si moltiplicano le iniziative (quasi sempre da parte dei cittadini e senza soluzione di continuità!) per migliorare la vivibilità dei nostri centri urbani, ormai pericolosamente sempre meno adeguati a fronteggiare gli effetti devastanti del cambiamento climatico. Stavolta è il turno di Parma e proponiamo puntualmente la lettera inviata dal “Manifesto Per San Leonardo” a tutti gli Amministratori, che contiene l’invito a tutta la comunità: ‘Spacchiamo l’asfalto della città: il verde non e’ un arredo’…

Ecco il testo integrale del documento trasmesso:

Oggetto: SPACCHIAMO L’ASFALTO DELLA CITTA’: IL VERDE NON E’ UN ARREDO

Egregio Signor Sindaco,

e p.c. Giunta Comunale
e p.c. Consiglio Comunale
e p.c. Laboratorio di Quartiere San Leonardo – Cortile San Martino

e p.c. Spett.li Organi di Informazione

Negli ultimi anni, ed anche in questi ultimi giorni a causa del grande caldo, abbiamo sentito parlare molto dell’importanza del “verde” nel contrasto al cambiamento climatico, all’aumento delle temperature … in una parola alla crisi climatica.

E’ una evidenza ormai nota a tutti e quindi siamo ben contenti che anche a livello locale si parli di forestazione, di boschi urbani, di rivoluzione verde, di deasiling, di natura espansiva, di città-parco…

Certo negli ultimi anni – grazie anche all’intervento dei privati (con particolare riferimento a Kilometroverde ma non solo) – la città ha visto nascere nuovi boschi urbani e la messa a dimora di alberi in vari luoghi.

Anche a Parma Nord (San Leonardo e Cortile San Martino) abbiamo assistito ad interventi in tal senso ma quando sentiamo parlare di “rivoluzione verde” ci vengono i brividi…

Sembra che a nessuno appaia evidente quello che invece si palesa davanti ai nostri occhi: tanto asfalto, tante strade senza alberi, cementificazione in aumento, parcheggi senza alberi, traffico in crescita, alberi abbattuti da anni e mai sostituiti, alberi secchi da tempo …

Con la prospettiva, purtroppo, che il consumo di suolo non si fermerà: nuove strade, nuovi fabbricati produttivi, fotovoltaico a terra e chissà cosa dobbiamo aspettarci in questa parte della città (logistica?, data center?, biometano? …) che, come dicevamo alcuni anni fa, non sembra affatto la porta della città ma lo zerbino.

Leggi qui: 11/06/2019

Leggi qui: 28/10/2018

Giustamente potreste obiettare che state facendo il possibile per affrontare questa “sfida epocale”, ma a nostro parere il passo è troppo lento e non sufficiente.

E purtroppo anche i Rifugi Climatici (idea assolutamente valida) diventano inutili se non ci sono percorsi “ombreggiati” per raggiungerli senza colpi di calore….

In attesa di una reale transizione ecologica-ambientale, salutiamo cordialmente.

Nelle due foto: area verde in via del Popolo e la nuova via del Popolo dopo la rivoluzione green (ma merita di essere visitata sul posto…).

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