Quando la città “turistica” non ha una strategia per fronteggiare il cambiamento climatico

di Piero Vallenzasca (Segretario Sezione Verbano Cusio Ossola – Italia Nostra).

Mentre il caldo alza sempre più l’asticella dei termometri, i suoi effetti sulle città, ma non solo, rischiano di essere dirompenti. Le città diventano per alcuni mesi all’anno invivibili, trascinando nella loro crisi anche il turismo che, esausto, si sposterà verso i Paesi del nord Europa. Un recente articolo su “La Stampa” interroga l’urbanista di chiara fama Carlo Ratti circa le strategie da adottare: “la città più verde”, è la sua prima risposta.

Allora ci guardiamo in casa nostra e precisamente a Stresa, perla del Lago Maggiore, dove di fronte a noi si staglia quella “bella” immagine del “cantiere mostro”, che sta riempiendo di cemento quella che in origine era l’area parco delle ville, poi utilizzato di fatto (e non di diritto) come parcheggio privato del vicino hotel…

Quindi la città si attrezza per far fronte al cambiamento climatico azzerando il suo verde privato maltrattando in maniera indecente quello pubblico, preparandosi a un futuro dove i suoi ospiti saranno confinati dentro mura d’albergo refrigerate; perché fuori, tra livello di temperatura e di umidità, la vivibilità diurna sarà pressoché impossibile.

A questo punto, diventa d’obbligo domandarsi: dove vogliamo andare…!?.
La ricettività turistica, in questi ultimi anni, è pressoché raddoppiata, grazie ai tanto vituperati Air B&B, che però, senza consumare un metro quadrato di suolo libero e senza aver tolto di mezzo alcuna pianta, offrono 3.200 posti letto. Posti che, sommati a quelli disponibili nelle varie strutture alberghiere, portano al consistente numero di 6.600 posti letto. Se poi aggiungiamo i turisti residenziali e i 4800 residenti stabili, arriviamo a un totale di circa 15.000 abitanti equivalenti. Non ce n’è abbastanza…!?

Sembra proprio di no, a quanto stanno a indicare non solo il “cantiere mostro” ma anche altri progetti in agguato dietro l’angolo.
A fronte di questa crescita, la risposta della città pubblica è stata più che inesistente. Monetizzazione docet e avanti tutta in senso contrario: cementifichiamo le aree libere in mano agli alberghieri, rinunciamo ai nostri diritti, dimentichiamoci totalmente del verde urbano….