Diserbanti killer: sulle strade e in città meglio l’intervento meccanico

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Con l’arrivo della stagione calda si ripresenterà l’esigenza del diserbo delle strade e degli spazi pubblici. Un’esigenza che si trasforma in problema. Dalle strade provinciali a quelle cittadine, preoccupa lo spargimento di sostanze riconosciute come pericolose per l’uomo e l’ambiente.

Lungo le strade provinciali l’impiego di trattori con bracci taglia-bordi è da preferire allo spargimento su larga scala di diserbanti. In ambiente urbano il diserbo con decespugliatore o manuale per piccole aree è ancora più facile da realizzare e sicuramente più opportuno rispetto all’impiego di sostanze dannose.

Effetti dei diserbanti sulla salute e sull’ambiente

Non è solo una questione di estetica: il passaggio del diserbante, oltre all’effetto visivo dell’ingiallimento dei bordi di tanti tratti di strada, porta con sé pesanti conseguenze che si protraggono nel tempo a causa dell’accumulo nel terreno.

E’ stata segnalata in particolare la pericolosità del Glifosate, prodotto usato anche in agricoltura.

Se n’è parlato lo scorso maggio al convegno “Alternative al diserbo chimico sulle strade e nei campi”, a Piticchio di Arcevia (AN), riportiamo qui sotto un dettagliato dossier che analizza studi fatti in diversi paesi del mondo.

Scarica il dossier:
“Effetti degli erbicidi sulla salute umana”
(pdf, 6,5 Mb) >

Il Glisofate è stato ritrovato nel latte materno: anche in minime concentrazioni questo favorisce la proliferazione di cellule del tumore della mammella. E’ stato rilevato anche nelle urine, non solo di agricoltori che lo utilizzavano, ma anche di individui residenti in città. Concentrazioni tali da collegare la presenza con l’aumento di infezioni intestinali, obesità, diabete, problemi cardiovascolari, depressione, autismo, cancro e Alzheimer

E’ un “killer dei meccanismi di riproduzione delle specie vegetali, animali ed umana” in quanto causa di aumento dell’infertilità.

Oltre agli effetti diretti sulla salute, sono altrettanto preoccupanti gli impatti sull’ambiente, che prima poi ricadranno nuovamente sull’uomo. Tali prodotti danneggiano la biodiversità: acque superficiali e profonde colpite dal prodotto, vegetazione più vulnerabile alle malattie. Sono particolarmente colpiti i funghi. La biodiversità rappresenta la capacità dell’ambiente di superare le criticità: questo ulteriore attacco, che si aggiunge a quello perpetrato con gli insetticidi (leggi anche l’articolo: Insetticidi e chimica contro l’ambiente e l’uomo) e con i fertilizzanti, deve essere evitato.

I danni dei diserbanti superano largamente i benefici

Occorre sapere peraltro che l’uso estensivo e sistematico del diserbo prevede una lunga serie di controindicazioni:

  • mette a rischio la salute degli operatori e della popolazione (automobilisti, motociclisti, ciclisti, pedoni, raccoglitori, agricoltori, cittadini);

  • espone le scarpate sottoposte al diserbo a frane e smottamenti e conseguente elevato rischio di provocare incidenti stradali;

  • abbassa drasticamente la biodiversità vegetale ed animale e la capacità di autoregolazione dei numerosi habitat seminaturali che garantiscono l’aspetto e la funzionalità delle scarpate stradali;

  • riduce sensibilmente l’assorbimento dell’anidride carbonica e l’assimilazione delle sostanze azotate da parte della copertura vegetale eliminata.

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Metodi alternativi al diserbo chimico sono possibili e vantaggiosi?

Lo studio sottolinea che usare il diserbante non è agronomicamente intelligente: viene danneggiato l’humus e la produzione di sostanza organica, viene compromesso l’apporto di aria portato dalle radici delle infestanti, si rende il terreno più vulnerabile dal punto di vista idrogeologico, si riduce la longevità delle piante da frutto. 

Così come per i fertilizzanti, si ricorda che l’agricoltura tradizionale non ha bisogno di ricorrere alla chimica per mantenere la fertilità di un terreno.

Il diserbo meccanico o manuale viene considerato meno efficace e duraturo, ma è sicuramente più adatto al nostro ambiente già pesantemente compromesso da antiparassitari e inquinamento.

Valutando pressoché equivalenti i consumi e le emissioni dovute all’impiego lungo le strade di un mezzo decespulgiante e di uno destinato allo spargimento di disseccante chimico, nel primo caso sarà probabilmente necessario qualche passaggio in più per garantire la stessa resa. In un bilancio complessivo però vanno considerati anche i costi ambientali di produzione e trasporto del prodotto.

L’intervento meccanico è da preferire perché si risparmia il pesante impatto chimico dei trattamenti e i conseguenti danni sanitari e ambientali. Se questi ultimi venissero anch’essi valutati dal punto di vista economico, non ci sarebbero dubbi su quale sia l’alternativa peggiore.

6 commenti

  1. Irrinunciabili i pesticidi per la lotta contro piante non autoctone ed altamente infestanti come l’Ailanto (Ailanthus Altissima) che purtroppo si moltiplica facilmente per talea dei polloni basali, dei rami o delle radici. In pratica, piú viene falciata piú si riproduce (con un rapporto uno a sette secondo uno studio USA).

    Pensate per combatterla, la Forestale Italiana li utilizza eccezionalmente anche nella riserva integrale di Montecristo.

    Quindi, invece, attenti a falciare tutto!

  2. Per dovere di cronaca vi segnalo che alla Camera dei deputati è già in discussione una proposta di legge per abolire l’uso di questi prodotti per la manutenzione delle strade. Trovate tutte le informazioni al seguente link ed inoltre troverete anche le bozze di due mozioni, una comunale ed una regionale, da poter presentare a questi enti attraverso consiglieri comunali o regionali.
    http://www.patriziaterzoni.it/stopaldiserbo/
    http://www.patriziaterzoni.it/pesticidi-nelle-acque-dai-dati-ispra-un-cocktail-di-sostanze/

  3. Io mi sono sempre chiesta: ma perché non si usano pecore o mucche, o asini? Sul serio. È un po’ scomodo, ma in fondo sensato. Anche l’erba è una ricchezza.

    1. E’ un’idea. Irrealizzabile per un sacco di motivi. Ma è una buona idea. Quantomeno gli automobilisti si vedrebbero costretti a ridurre la velocità per non ritrovarsi una mucca sul cofano dopo aver fatto una curva.

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