Il Governo non ha impugnato la legge urbanistica del Lazio (chieste solo modifiche)

del Laboratorio CarteinRegola

Sono passati 60 giorni dall’approvazione della legge 12/2025 Semplificazioni e misure incentivanti il governo del territorio, approvata il 30 luglio 2025 (1) e il Governo Meloni non ha impugnato la legge regionale per rischio di incostituzionalità, un provvedimento che Carteinregola aveva fortemente avversato (2).

Da fonti di stampa (3) abbiamo appreso che nelle scorse settimane sono pervenute alla Regione Lazio richieste di modifica da tre ministeri: Infrastrutture e Trasporti (Ministro Salvini) Cultura (Ministro Giuli) e Ambiente (Ministro Pichetto Fratin). Le richieste ministeriali sono solo suggerimenti, non avendo valore di prescrizioni, ma il Presidente Rocca le avrebbe già accolte e gli uffici regionali le avrebbero recepite in un testo che sarà approvato “nel primo veicolo normativo utile” (3).

A nostro avviso però si tratta di una legge inemendabile, che un Governo che avesse avuto a cuore l’interesse generale e il nostro patrimonio culturale e ambientale avrebbe dovuto impugnare alla Consulta, e non chiedere solo qualche modifica.

L’hanno  fatto, andando contro maggioranze regionali dello stesso colore politico, un  ministro del centro destra, Galan,  che nel 2011 ha impugnato il Piano casa Polverini Ciocchetti (4) (un ulteriore piano casa Polverini è stato  poi impugnato nel 2012 dal Ministro Ornaghi del Governo Monti) (5), e anche il ministro Franceschini, che ha impugnato il Piano Territoriale Paesaggistico Regionale  del Lazio di Zingaretti, che ha dovuto modificarlo e riapprovarlo due anni dopo (6).

Questo Governo invece antepone l’opportunismo politico al bene generale. Non c’è più il centro destra di una volta, neanche quando si tratta della tutela del patrio territorio.

AMBM

(In attesa di conoscere le modifiche richieste dai Ministeri, mettiamo in calce le informazioni tratte da Roma Today e La Repubblica) (3)

Riporta Roma Today* che Una delle modifiche richieste, per esempio, ha riguardato gli articoli 7ter e 7quater, sulla rigenerazione di ambienti urbani degradati. L’intervento, che in questo caso è arrivato dal ministero dell’Ambiente, ha portato al rafforzamento dei richiami normativi alla legge quadro sulle aree protette del 1991, all’eliminazione del vincolo della compatibilità con i piani di gestione e all’unificazione delle opere pubbliche con la riqualificazione urbana. Non solo. Le condizioni affinché si possano realizzare determinati interventi urbanistici adesso sono due, non più tre: le aree devono essere già antropizzate, con costruzioni, infrastrutture, canali di bonifica, elettrodotti o altre opere a rete e poi devono essere confinanti per almeno due terzi del perimetro con zone urbanizzate o con infrastrutture stradali* e ancora “Non è stata messa particolare mano alla parte relativa ai sottotetti o agli scantinati, per esempio, che restano trasformabili in abitazioni anche a scopo turistico. Lo si evince da come è diventato il comma 6 dell’articolo 25: “È consentito il recupero dei volumi, anche accessori, a livello terra, seminterrati e interrati esistenti e assentiti alla data di entrata in vigore della presente legge o realizzati in un’epoca nella quale non era obbligatorio acquisire il titolo abilitativo edilizio a condizione che il fabbricato principale fosse originariamente munito di titolo abilitativo legittimo o legittimato. Il recupero è subordinato, altresì, alla condizione che l’edificio principale sia servito dalle opere di urbanizzazione primaria o da sistemi alternativi conformi alla normativa vigente”. Un testo che differisce dall’originale per questo passaggio, che è stato aggiunto: “o realizzati in un’epoca nella quale non era obbligatorio acquisire il titolo abilitativo edilizio”. Mentre La Repubblica Roma (2) riporta che è stato contestato in particolare il meccanismo del silenzio assenso per una serie di interventi previsti dalla nuova norma gli incentivi volumetrici per diversi immobili partendo dalle disposizioni utili a trasformare sotto tetti abusivi e anche in B&B o in strutture sanitarie e alle sanatorie facili, consentendo di far colare il cemento nelle stesse aree naturali

1 ottobre 2025

Laboratorio CarteinRegola

Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com

vedi Urbanistica del Lazio 2023-24 cronologia materiali

PianoCasa/Legge rigenerazione urbana Lazio cronologia materiali

Piano Territoriale Paesistico Regionale della Regione Lazio – cronologia e materiali

NOTE

(1) Legge Regione Lazio Semplificazioni e misure incentivanti il governo del territorio Data BUR: 31/07/2025 Numero della legge: 12 Data: 30 luglio 2025 Numero BUR: 63

(2) vedi Pubblicato il testo della legge regionale del Lazio che moltiplica il cemento -9 Agosto 20251oContinua

Nell’indifferenza generale il centrodestra del Lazio cambia – in molto peggio – le regole dell’urbanistica (ma salva i cinema chiusi)-18 Luglio 2025 Continua

(3) vedi Roma Today 29 settembre 2025 Legge urbanistica, dal Governo “altolà” a Rocca. La Pisana interviene per evitare la bocciatura di Valerio Valeri

Vedi La Repubblica 29 settembre 2025 Tre ministeri scrivono a Rocca: “La legge sull’urbanistica va modificata subito” di Marina de Ghantuz Cubbe, Clemente Pistilli

(4) Il Ministro  ai Beni Culturali Galan nell’ottobre 2011 chiede di impugnare Il Piano casa Polverini in Consiglio dei ministri, minacciando le dimissioni. Dichiara il Ministro «Non sarò il ministro che permetterà abusi sul paesaggio senza controlli e che di fatto blocca la necessaria tutela del ministero su questo tema così delicato per il futuro del nostro Paese. Non permetterò che il Codice dei Beni culturali e del paesaggio venga smembrato da leggi regionali incostituzionali. Io sono a favore dei piani casa, anzi li sostengo con forza, basta vedere ciò che ho fatto in Veneto. Ma la legge del Lazio usa il suo per inserire norme che nulla hanno a che vedere con la casa….» Galan è determinato: «Non permetterò, al tempo stesso, che con la scusa della semplificazione normativa, che chiedo da mesi ed era nel nostro programma di governo, si compiano abusi e si cancellino cento anni di tutela sul paesaggio. Non sarò certo io ad avallare questo tipo di operazioni come ministro per i Beni culturali» Il 24 ottobre 2011  il Consiglio dei Ministri, su istanza del Ministro per i beni e le attività culturali Galan e di quello dell’Ambiente Prestigiacomo, impugna il Piano di fronte alla Corte Costituzionale, su punti che riguardano  soprattutto le norme di tutela delle aree protette e i vincoli paesaggistici 

(5) Il successivo Piano casa Polverini,a legge n.12 del 2012 si preannuncia subito ancora peggiore della precedente (scarica LR12_12) viene nuovamente impugnata dal Consiglio dei Ministri guidato da Monti, Ministro ai Beni Culturali Ornaghi, il 28 settembre 2012

(6) Il 6 aprile 2020 Il Consiglio dei ministri  solleva il ricorso per conflitto di attribuzione  per  portare  il Piano territoriale paesaggistico  della Regione Lazio davanti alla Corte Costituzionale. 6 maggio 2020 su richiesta del ministro per i Beni e le attività culturali (Mibact), Dario Franceschini, su proposta del ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia.

il 17 novembre 2020 La Corte Costituzionale si pronuncia sul ricorso del MIBACT accogliendolo e annullando  il PTPR approvato dalla Regione il 5 agosto 2019 vai alla sentenza sul sito della Corte Costituzionale Vai a La sentenza della Consulta che dichiara incostituzionale il PTPR della Regione Lazio  Vedi La Corte Costituzionale ha annullato il Piano Paesaggistico Regionale del Lazio contestato da Carteinregola e Italia Nostra

il 21 APRILE 2021: il PIANO TERRITORIALE PAESISTICO REGIONALE E’ APPROVATO DAL Consiglio regionale  con 33 voti a favore e 14 contrari, senza modifiche rispetto a quanto concordato con il MIBACT