“I problemi da anni sono sotto gli occhi di tutti e continuano ad aggravarsi”. 41 associazioni hanno costituito un tavolo di confronto per intervenire sui gravi problemi del fiume, dovuti all’inquinamento e ai prelievi dell’agricoltura poco sostenibile. Il secondo Libro Bianco racconta l’esito di studi e ricerche e propone linee di intervento realmente utili ad affrontare il degrado che avanza.
A cura del Tavolo del Mincio
Lunedì 2 febbraio è la giornata internazionale delle zone umide.
Due anni fa il Tavolo del Mincio portò questa data all’attenzione pubblica locale per la prima volta, nonostante Mantova dal 1987 veda riconosciuta la zona umida delle Valli del Mincio come meritevole di essere inserita nella prestigiosa lista della Convenzione Di Ramsar.
In quell’occasione presentammo il primo Libro Bianco delle Valli del Mincio nel quale iniziammo a porre tutta una serie di controversie circa i principi di gestione e di salvaguardia del fiume Mincio e del suo territorio.
Dopo due anni abbiamo arricchito di contenuti questa impostazione condivisa e sostenuta da 41 associazioni del territorio (tante si sono aggiunte a questa impresa) che contestano le modalità con cui il soggetto gestore a tutela del Mincio continua a portare avanti la strategia di non-conservazione dell’ambiente, della natura e del territorio. Abbiamo realizzato il Libro Bianco delle Valli n.2, molto più argomentato e ricco di spunti e critiche documentate. Lo presenteremo nel giorno che dovrebbe celebrare le Valli del Mincio.
Purtroppo in questi due anni la risposta che abbiamo avuto da molte istituzioni locali, quelle in particolare che più di altre dovrebbero avere a cuore l’interesse dei cittadini che intendono difendere il valore del bene comune dell’ambiente del fiume con tutto quello che ne discende, è stata indicibile e offensiva.
Il Parco del Mincio infatti prosegue la sua politica di interventi che poco hanno a che fare con l’affrontare i problemi che mettono in discussione l’esistenza stessa delle aree naturali del fiume e che porteranno ad un impoverimento dell’intero territorio naturalistico e produttivo della parte più significativa della provincia.
La Regione Lombardia con l’intervento dell’Assessore all’Agricoltura di fine anno, è stata la sorpresa più deludente: non avendo alcun argomento per confutare la situazione drammatica che il Tavolo ha messo in piazza, si è lanciata nell’offesa gratuita ad un lavoro impeccabile che le associazioni hanno portato avanti con l’aiuto delle Università di Parma e Ferrara e dello stesso Ente Regionale ERSAF. Talmente delirante da poter persino promettere (per l’inizio dell’anno ?!?!) un approfondimento per smentire le “fake news” che il Tavolo avrebbe diffuso; evento che però non sembra essere ancora in programma, forse perché in difetto di argomentazioni…
La morale è che i cittadini attraverso le associazioni che li rappresentano studiano, analizzano, approfondiscono i problemi che da anni sono sotto gli occhi di tutti e continuano ad aggravarsi, ma queste istituzioni “politiche” si permettono di insultare questo fulgido esempio di partecipazione e democrazia gestendo posizioni di potere che anziché garantire il rispetto dei beni comuni finiscono per favorire situazioni e interventi “di parte” che peggiorano giorno dopo giorno la qualità dell’ambiente mettendo a rischio la qualità della vita di tutti.
Il Tavolo del Mincio continuerà quindi a smascherare questo modo degradato di fare politica annunciando un tour nel territorio per raccontare quello che sta succedendo davvero.
Siete quindi tutti invitati a partecipare a questi incontri, a cominciare da Lunedì 2 febbraio, giornata internazionale dedicata alle zone umide, a Rivalta sul Mincio, sala Bruno Ascari alle ore 21.
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