Un’inchiesta collettiva analizza una Pisa depredata, ma non ancora perduta…

Nei giorni scorsi “Diritti in Comune” (coalizione formata da Una Città in Comune e Rifondazione Comunista Pisa) ha pubblicamente presentato i dati di un’approfondita inchiesta dal titolo “Pisa Depredata” contro il sacco della città e la rendita finanziaria. Una città delineata come soffocata dagli interessi privati, in cui gli spazi di fruizione pubblica vengono sempre più “cannibalizzati” dalla speculazione, monetizzati in favore di pochi e in cui le procedure della macchina amministrativa paiono piegate e semplificate per favorire la realizzazione di grandi operazioni speculative. Si tratta di Pisa, ma potrebbe essere l’Italia intera…

L’inchiesta è parte di un processo che mira a collegare analisi e intervento, conoscenza e conflitto; una ricerca realizzata sulla base di un metodo e di strumenti di impianto scientifico, che si affianca ad iniziative pubbliche, momenti di partecipazione e riflessione, in una lettura politica-programmatica in cui la direzione è sempre quella di provare ad invertire la tendenza con la costruzione di un’altra idea di città.

Dal punto di vista degli strumenti, il lavoro si sviluppa attraverso una combinazione di fonti e pratiche: analisi di documentazione pubblica (atti amministrativi, piani urbanistici, bilanci, delibere), ricostruzione delle operazioni immobiliari e dei soggetti coinvolti, osservazione diretta delle trasformazioni urbane e confronto collettivo con la città. Al contempo segue un modello orizzontale di partecipazione dal basso, grazie a informazioni raccolte tramite questionari sottoposti alla cittadinanza, a segnalazioni e proposte emerse dal dialogo con i quartieri, a momenti di riflessione collettiva con iniziative pubbliche.

A questi elementi si è affiancata una rielaborazione teorica, necessaria per collocare i fenomeni osservati dentro processi più ampi — in particolare quelli legati alla finanziarizzazione dell’abitare e alla trasformazione del ruolo dello Stato e del mercato immobiliare. La finalità non è quella di produrre una mappatura esaustiva, ma di individuare nodi significativi, casi esemplari e linee di tendenza capaci di restituire una lettura complessiva della città.

Contestualmente è stato realizzato un sito, concepito come uno strumento “vivo” in costante aggiornamento, che possa rappresentare uno strumento di produzione di conoscenza e un punto di riferimento per approfondimenti teorici e programmi concreti, attraverso l’uso di mappe interattive e contenuti grafici in grado di permettere una lettura accessibile ed efficace dei contenuti.

Non si tratta di una ricerca neutrale, ma un’analisi di impianto scientifico che punta a collegare la conoscenza al conflitto, fornendo strumenti per smontare le narrazioni dominanti della Giunta in carica.

Secondo l’inchiesta, i dati e le proiezioni future smentiscono ad esempio categoricamente il cavallo di battaglia della Giunta Conti sbandierato anche in questi giorni in vista della approvazione del Piano Operativo Comunale: il ritorno ai 100.000 abitanti.

La realtà descrive una città ferma a quota 90-91.000, destinata a calare ulteriormente entro il 2050.

A questo si aggiunge che per chi a Pisa ci vive (o, meglio, prova a viverci…) è ben chiaro come sia sempre più difficile l’accesso al mercato abitativo tra aumento degli affitti, a fronte di 4000 case sfitte, e nuovi 1300 posti letto in hotel studenteschi che i grandi fondi immobiliari intendono realizzare in città, e anche come l’overtourism con il dilagare degli affitti brevi che stanno “mangiando” inesorabilmente ogni spazio cittadino.

L’inchiesta suggerisce come le politiche attuali, basate su grandi opere (dalla Darsena Euopa, alla Tangenziale nord-est per arrivare alla nuova base militare nel Parco di San Rossore) e “mattone”, non attraggono residenti ma li espellono. Puntare tutto sulla gentrificazione, l’overtouriusm e la rendita immobiliare con mega piano di svendita del patrimonio pubblico (solo il Comune di Pisa nel bilancio preventivo 2026 ha inserito 20 milioni di euro derivanti da alienazioni) è un errore e l’arrivo dei grandi Fondi immobiliari pare produrre un aumento del costo della vita che rende Pisa inaccessibile alle famiglie e agli studenti.

Indubbiamente il dossier “Pisa Depredata” si inserisce in un’azione politica proiettata verso il 2028 (anno in cui si terranno le prossime elezioni amministrative) ed oltre, ma ha il pregio di offrire dati e avviare approfondimenti non astratti e confronti in grado di stimolare una crescita di consapevolezza sul mondo intero e sulla/sulle città in cui viviamo.

Obiettivo: rimettere al centro il dialogo e la (ri)affermazione del Bene Comune.

Un buon esercizio di stile, da prendere in esame come utile strumento per la crescita di una comunità consapevole…

Qui potete trovare l’inchiesta integrale “Pisa Depredata”.