Ambiente e Rifiuti: “Tribunale delle Comunità Ribelli” protesta in Campidoglio contro Giunta e Regione

Al centro della contestazione il Piano Rifiuti, le migliaia di alberi abbattuti e gli ettari di pinete e riserve naturali distrutti.

delle Comunità Ribelli

Sabato 16 maggio, in occasione della “Giornata Mondiale del Vivere Insieme in Pace” promossa dall’ONU, le “Comunità Ribelli di Roma e del Lazio” si sono costituite in un simbolico “Tribunale” in Piazza del Campidoglio contro le politiche ambientali romane, definite senza mezzi termini “criminali”. Al centro della contestazione il Piano Rifiuti di Roma Capitale e della Regione Lazio, le migliaia di alberi abbattuti e gli ettari di pinete e riserve naturali distrutti.

La manifestazione del “Tribunale delle Comunità Ribelli”, andata in scena in Campidoglio, ha rappresentato un momento di denuncia pubblica contro le politiche ambientali dell’amministrazione capitolina e della Regione Lazio. I partecipanti hanno ribadito la volontà di opporsi, sul piano etico e giuridico, a quella che definiscono “la piovra che avvelena e desertifica i nostri territori”, annunciando che la prossima mobilitazione si terrà il 5 giugno davanti alla sede della Regione Lazio. Le associazioni denunciano la violazione del diritto alla salute e delle norme a tutela dell’ambiente e del patrimonio storico, richiamando gli articoli 9 e 41 della Costituzione Italiana come fondamento delle loro vertenze. La critica al sistema romano sui rifiuti denuncia inoltre le recenti “ordinanze-vergogna” sui TMB. Grande la partecipazione e la raccolta firme contro la proroga ai poteri eccezionali di Roberto Gualtieri: il modello commissariale per un Giubileo ormai concluso viene definito un pericolo per la giustizia e la democrazia.

A Santa Palomba continuano le indagini erariali e penali sull’inceneritore (“non chiamatelo termovalorizzatore”, dicono le CR), mentre la recente “posa della prima pietra” viene definita “una farsa che segna l’inizio della fine di Gualtieri”. Gli fa eco il comitato Difendiamo Casal Selce, che parla di “gassificatore, altro che biodigestore”, uno degli “ecomostri” che le comunità combattono nelle aule dei tribunali fino al Consiglio di Stato. Insieme a loro, la vertenza sul bosco di Pietralata, che vuole “un parco e un ospedale al posto dello stadio”, e altri impianti che minacciano Cesano, Roma Est, Aprilia e Civitavecchia.

Municipi e comuni limitrofi – denunciano i comitati – sono assediati da ruspe e motoseghe in nome di “riqualificazioni arboree”, neolingua orwelliana che si traduce in strage di alberi sani, flora e fauna. Restrizioni a parcheggi e mobilità appaiono come  “ecofollie” ed “ecobugie”, mentre le principali arterie rischiano il blocco per i camion di centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti e biomasse incentivate. CURAA – Cittadini Uniti per Roma, i suoi Alberi e i suoi Abitanti denuncia abbattimenti di alberi sani e storici, la distruzione delle pinete monumentali di Ostia e una “propaganda dendrofobica” che alimenterebbe paura e interessi legati agli alberelli “usa e getta”, al falso “green” e alle biomasse senza controllo.

La mobilitazione delle Comunità Ribelli che vede riuniti: Comitati Uniti Contro l’Inceneritore, il Comitato Difendiamo Casal Selce  – NO BioDigestore, il Comitato Osteria Nuova – No BioDigestore a Cesano, C.A.I.O Comunità per le Autonome Iniziative Organizzate, C.U.R.A.A – Cittadini Uniti per Roma i suoi Alberi e Abitanti, il Coordinamento Si Parco – Si Ospedale – No Stadio di Pietralata, il Comitato Contro il Biodigestore di Roma Est, il Comitato NO Biodigestore di Civitavecchia, il Comitato Tormarancia Naturale, il Comitato Tutela Parcheggi e Mobilità nel Lazio, l’Associazione Aprilia Libera – No CSS, TMB, discarica, Biogas, Biomasse; il Comitato di Via Scrivia – No Discarica; il Comitato NO ZTL Fascia Verde, e il Comitato Roma Radici) proseguirà il 5 giugno davanti alla Regione Lazio e successivamente al Tribunale Penale di Piazzale Clodio.

Info e Ufficio Stampa: comunitaribelli@gmail.com ; soci.curaa@libero.it

Roma, 18.5.2026

Nelle immagini alcuni momenti della manifestazione e delle votazioni del Tribunale delle Comunità Ribelli. © Comunità Ribelli