Pubblichiamo l’abstract esteso della tesi di laurea magistrale premiata il mese scorso nella sezione A del Premio BiRO, dedicato alla memoria di Bernardino Romano e istituito dal Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile-Architettura e Ambientale dell’Università degli Studi dell’Aquila.
di Jacob Schlechtendahl
Introduzione
A causa del cambiamento globale e del conseguente aumento dei pericoli legati al clima, negli ultimi anni lo studio dei servizi ecosistemici e del loro potenziale di riduzione del rischio di catastrofi ha acquisito maggiore rilevanza. La valutazione dei servizi ecosistemici è diventata uno strumento importante per la ricerca, le decisioni politiche e la pianificazione dell’uso del suolo (UNDRR, 2015). Tuttavia, i servizi ecosistemici vengono spesso trascurati nella valutazione del rischio e non esiste un consenso generale su come e in quale punto dell’equazione del rischio (pericolosità × esposizione × vulnerabilità) debbano essere integrati (Hagenlocher et al., 2019; Peng et al., 2023; Sebesvari et al., 2016).
Consulta qui la tesi integrale “Incorporating Ecosystem Services and Environmental Justice into Climate Risk Assessment: The Case of Valencia” di Jacob Schlechtendahl.
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Caso di studio: Valencia
Lo studio è stato condotto nel contesto di RescueME, un progetto Horizon Europe volto ad aumentare la resilienza dei paesaggi culturali costieri (RescueME, n.d.). Valencia è sempre più colpita da inondazioni e ondate di calore e, allo stesso tempo, deve affrontare sfide legate all’urbanizzazione e alla demografia, come l’invecchiamento della popolazione. Tuttavia, Valencia è anche tra le città più ambiziose in materia di azione climatica, e ciò la rende un’area di studio ideale per una prospettiva multi-pericolo e di giustizia ambientale urbana (“Floods in Valencia, Spain”, 2024; Ayuntamiento de València, 2022).
Metodi
È stato sviluppato un quadro metodologico adattato che considera la capacità dei servizi ecosistemici di ridurre il rischio di catastrofi come parte della vulnerabilità (Peng et al., 2023). Per concentrarsi sulle dimensioni socio-ecologiche del rischio, lo studio prende in esame la combinazione di esposizione e vulnerabilità, definita rischio interno. L’esposizione è stata rappresentata mediante la densità di popolazione normalizzata. La vulnerabilità è stata suddivisa in vulnerabilità sociale ed ecologica ed è stata calcolata come media non ponderata delle due componenti.
La vulnerabilità sociale è stata calcolata sulla base della percentuale di residenti stranieri, di adulti privi di diploma di scuola secondaria superiore e di anziani, nonché del tasso di disoccupazione. La vulnerabilità ecologica si riferisce alla fornitura di servizi ecosistemici o alla loro assenza. Il modello InVEST Urban Cooling ha stimato la mitigazione del calore, mentre il modello InVEST Urban Flood Risk Mitigation ha stimato la ritenzione del deflusso superficiale (Natural Capital Project, 2023). I risultati sono stati invertiti e normalizzati prima di calcolare gli indici di rischio interno specifici per ciascun pericolo e multi-pericolo a livello di quartiere. Inoltre, sono stati creati tre scenari ipotetici di uso del suolo utilizzando InVEST Scenario Generator. Lo scenario di densificazione (Densification) ha convertito 100 ettari di spazi verdi urbani in aree edificate all’interno del centro cittadino; lo scenario della espansione urbana (Sprawl) ha convertito 500 ettari di prati e terreni coltivati situati in periferia; lo scenario di un centro più verde (Greener Centre) ha convertito 100 ettari di superfici edificate in copertura arborea. Questi scenari rappresentano tendenze generali di sviluppo urbano, anziché previsioni realistiche.
Risultati
Le aree periferiche della città presentavano la maggiore disponibilità di mitigazione del calore e di ritenzione del deflusso superficiale. L’eccezione più evidente era costituita dalla fascia lineare dei Giardini del Turia, che attraversa il centro cittadino. A livello di quartiere è stata osservata una chiara correlazione positiva, che evidenzia la relazione sinergica tra mitigazione del calore e ritenzione del deflusso superficiale. La ritenzione del deflusso era distribuita in modo più uniforme, mentre la mitigazione del calore mostrava una diminuzione graduale verso le aree urbane più dense.
Non è emersa alcuna correlazione tra la vulnerabilità sociale complessiva e nessuno dei due servizi ecosistemici. Tuttavia, entrambi erano correlati negativamente con la percentuale di residenti stranieri, mentre la ritenzione del deflusso era correlata negativamente con il tasso di disoccupazione. Al contrario, entrambi mostravano una correlazione positiva con la percentuale di adulti privi di diploma di scuola secondaria superiore.

Come mostrato nella Figura 1, i quartieri periferici presentavano generalmente il rischio interno più basso, mentre un anello frammentato intorno al centro cittadino mostrava i valori più elevati. I quartieri più centrali presentavano valori medi, poiché una vulnerabilità ecologica molto elevata si combinava con una vulnerabilità sociale relativamente bassa e un’esposizione media.
Tutti gli scenari hanno determinato cambiamenti evidenti nel rischio interno multi-pericolo, come illustrato nella Figura 2.

La densificazione (Densification) ha causato un aumento dell’1,82%, l’espansione urbana (Sprawl) un aumento dell’1,63%, mentre il centro più verde (Greener Centre) ha determinato una riduzione dell’1,66% del rischio interno. Non sono state riscontrate differenze significative tra i quartieri socialmente più vulnerabili e il resto del territorio comunale. Tuttavia, la densificazione era associata a una tendenza verso aumenti assoluti del rischio più marcati nei quartieri socialmente vulnerabili, mentre il centro più verde mostrava una tendenza opposta.
Discussione e conclusioni
La mitigazione del calore e la ritenzione del deflusso superficiale hanno mostrato una chiara sinergia, dimostrando come le infrastrutture verdi e blu urbane possano essere utilizzate in modo efficiente ed economicamente vantaggioso nella gestione del rischio di catastrofi. Tuttavia, nelle decisioni di pianificazione dovrebbero essere considerate le differenze tra i due servizi. La graduale diminuzione della mitigazione del calore verso il centro cittadino evidenzia l’importanza di corridoi verdi collocati strategicamente.
L’approccio basato sugli scenari ha dimostrato che le decisioni relative alla pianificazione dell’uso del suolo incidono significativamente sulla fornitura di servizi ecosistemici e sul rischio interno. I risultati non dovrebbero essere interpretati come un argomento a favore dell’espansione urbana diffusa, ma sottolineano invece l’importanza e la necessità di proteggere le infrastrutture verdi esistenti all’interno delle aree urbane dense. Questo studio ha dimostrato che anche una riduzione relativamente contenuta della loro superficie può avere un effetto negativo sproporzionato sulla vulnerabilità complessiva. Nel complesso, questi risultati confermano le attuali ambizioni di Valencia, tra cui l’inverdimento urbano strategico (Ayuntamiento de València, 2022). In generale, il quadro di valutazione del rischio sviluppato è stato in grado di evidenziare la rilevanza dei servizi ecosistemici quali fattori determinanti della vulnerabilità a molteplici pericoli. Mostra come il software InVEST possa essere integrato nel processo di valutazione del rischio per identificare adeguatamente, nelle condizioni attuali, le aree che richiedono particolare attenzione in termini di vulnerabilità e giustizia ambientale. Può inoltre illustrare i possibili impatti dei futuri cambiamenti nell’uso del suolo e delle iniziative di pianificazione urbana. Grazie a un’equazione relativamente semplice e ai limitati requisiti di dati del software InVEST, questo approccio può essere facilmente riprodotto per altre aree di studio e altri scenari. Idealmente, l’approccio potrebbe essere perfezionato e superare gli attuali limiti dello studio attraverso la valutazione dell’intensità e della probabilità dei pericoli, la ponderazione degli indicatori specifica per pericolo e sito e il coinvolgimento di esperti e portatori di interesse. Ciò consentirebbe di tenere maggiormente conto delle condizioni locali. Nonostante questi limiti, lo studio sottolinea l’importanza di integrare i servizi ecosistemici nella pianificazione urbana e il ruolo cruciale della giustizia ambientale.
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Ayuntamiento de València. (2022). Local Action Plan (València 2030 Urban Strategy). https://estrategiaurbanavlc2030.es/wp-content/uploads/2023/02/3_PLAN-DE-ACCION-en.pdf
Floods in Valencia, Spain: Then and now – in pictures. (2024, November 29). The Guardian. https://www.theguardian.com/artanddesign/2024/nov/29/floods-in-valencia-spain-then-and-now-in-pictures
Hagenlocher, M., Meza, I., Anderson, C. C., Min, A., Renaud, F. G., Walz, Y., Siebert, S., & Sebesvari, Z. (2019). Drought vulnerability and risk assessments: State of the art, persistent gaps, and research agenda. Environmental Research Letters, 14(8), 083002. https://doi.org/10.1088/1748-9326/ab225d
Natural Capital Project. (2023). InVEST (Version 3.14.2) [Computer software]. Stanford University, University of Minnesota, Chinese Academy of Sciences, The Nature Conservancy, World Wildlife Fund, Stockholm Resilience Centre and the Royal Swedish Academy of Sciences. https://naturalcapitalproject.stanford.edu/software/invest
Peng, Y., Welden, N., & Renaud, F. G. (2023). A framework for integrating ecosystem services indicators into vulnerability and risk assessments of deltaic social-ecological systems. Journal of Environmental Management, 326, 116682. https://doi.org/10.1016/j.jenvman.2022.116682
RescueME. (n.d.). RescueME | Project. Retrieved 18 September 2024, from http://resilientculturallandscapes.eu/about/project
Sebesvari, Z., Renaud, F. G., Haas, S., Tessler, Z., Hagenlocher, M., Kloos, J., Szabo, S., Tejedor, A., & Kuenzer, C. (2016). A review of vulnerability indicators for deltaic social–ecological systems. Sustainability Science, 11(4), 575–590. https://doi.org/10.1007/s11625-016-0366-4 UNDRR. (2015). Sendai Framework for Disaster Risk Reduction 2015—2030. United Nations Office for Disaster Risk Reduction (UNDRR).







