Nel comune del cremonese è in corso l’iter di approvazione per realizzare un data center di 270 mila mq, su terreni agricoli e nonostante la vicinanza con un altro impianto impattante per il territorio circostante.
di Maria Grazia Bonfante, Mariella Zeliani, Enrico Duranti
Quando un territorio è sfruttato e accoglie attività speculative, senza informazione e partecipazione dei cittadini, ignorando centinaia di firme contrarie e mobilitazione contro impianti inquinanti e inutili per i cittadini, si dà un messaggio chiaro agli investitori: è un territorio che si presta a essere svenduto…
Succede a Pozzaglio (CR), comune situato nella provincia più inquinata d’Italia, che già registra numerosi casi di leucemie. A poca distanza dall’enorme impianto di biometano (già diffidato perchè presenta varie violazioni legge, a partire dalle biomasse che dovrebbe digerire), in itinere un abnorme data center di 270 mila mq: una follia!
Terra agricola ceduta per un enorme data center!
Ieri, mentre nel milanese si svolgeva la prima manifestazione in Italia contro i Data Center, che ha attirato l’attenzione di numerose testate giornalistiche nazionali, abbiamo iniziato finalmente (dopo settimane di tribolazione per ottenere i documenti) la lettura dell’istanza per la costruzione di un data center, presentata al Comune di Pozzaglio.
Eh già, il nostro territorio non poteva proprio farne a meno…!?
I numeri
- Un “mostruoso” DATA CENTER di 270 mila mq!
- 7 Comuni coinvolti: Cremona, Castelverde, Corte De Frati, Robecco, Casalbuttano, Olmeneta, Persico Dosimo.
- Impianto a Rischio di Incidente Rilevante (Legge Seveso).
- Troppo vicino alla Scuola di Brazzuoli.
- Migliaia di cittadini all’oscuro di tutto. Eppure non si tratta di un progetto sorto dall’oggi al domani, ma frutto di un’interlocuzione con il Comune iniziata nel 2024 e sfociata in una Variante al PGT per renderlo conforme‼

I data center sono ormai noti anche per documentati progetti e per gli effetti che provocano nei territori resi pubblici, a partire dai comitati in America, avanguardia del disastro.
- Abnorme consumo di energia;
- Abnorme cementificazione suolo;
- Abnorme aumento temperature;
- Abnorme consumo d’acqua per il raffreddamento;
- Rischio incidente rilevante (abbiamo giá scordato il disastro di ecmesa del 1967!?);
- Stessi consulenti legali del data center lacchiarella;
- Emissioni in quantitá….durissimo l’istituto superiore di sanitá.
Siamo tutti chiamati a difendere il territorio che viviamo, Compresi i proprietari terrieri, che invece svendono per rendita un patrimonio agrario che, pur privato, ha utilitá sociale.
Maria Grazia Bonfante, Mariella Zeliani ed Enrico Duranti







