Piano Nazionale di Ripristino: i report degli incontri con i portatori di interesse

Nel mese di luglio il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha organizzato, insieme a MASAF, ISPRA e CREA, una serie di incontri online con le diverse categorie di portatori di interesse collegabili al Piano Nazionale di Ripristino della Natura.
Cinque appuntamenti, dedicati rispettivamente alle associazioni ambientaliste, dei pescatori, agricole e forestali, venatorie e ai soggetti impegnati negli ambiti urbani con lo scopo di illustrare struttura e contenuti del Piano, governance, cronoprogramma, stato di avanzamento del lavoro tecnico-scientifico e ruolo degli stakeholder.
Salviamo il Paesaggio ha partecipato all’incontro del 15 luglio con le associazioni ambientaliste e a quello del 23 luglio dedicato agli ecosistemi urbani.

Alla data di pubblicazione di questo articolo, nella pagina del MASE dedicata alle consultazioni non risultano ancora disponibili le registrazioni degli incontri. In attesa che il Ministero renda accessibili i video e i materiali ufficiali, mettiamo quindi a disposizione i nostri report, predisposti sulla base degli interventi e delle presentazioni illustrate durante le riunioni in modo che associazioni, amministratori e cittadini possano conoscere i temi discussi e seguire consapevolmente una fase decisiva per il futuro del Piano Nazionale di Ripristino della Natura.
Condividiamo anche la nota inviata al MASE sulle criticità del dispositivo di consultazione pubblica del Piano Nazionale di Ripristino della Natura nel giugno scorso.

Nel primo appuntamento il MASE ha presentato il Piano come uno strumento ancora in costruzione. La prima bozza dovrà essere trasmessa alla Commissione europea entro il 1° settembre 2026 e sarà poi sottoposta alle osservazioni della Commissione, alla Valutazione ambientale strategica e a una successiva fase di revisione.
È stata illustrata anche la distribuzione delle responsabilità: il MASE mantiene il coordinamento generale, il MASAF segue in particolare gli ecosistemi agricoli e forestali, mentre ISPRA svolge il supporto tecnico-scientifico, raccoglie e organizza le misure, collabora alla redazione del Piano, realizza la Piattaforma Ripristini e cura il caricamento e la validazione dei dati nel sistema europeo Reportnet 3.

Nel nostro intervento abbiamo richiamato la necessità di rendere trasparente il percorso delle proposte presentate nella consultazione pubblica. Non è ancora chiaro quali schede siano state accolte, quali trasmesse agli enti attuatori, quali confluite nel Piano e quali eventualmente escluse. Abbiamo inoltre chiesto che la partecipazione non si esaurisca con l’invio di questionari e proposte, ma prosegua durante la VAS, la revisione del Piano e il successivo monitoraggio.
Il confronto ha evidenziato anche un forte squilibrio tra le misure raccolte: alla metà di luglio risultavano inserite 1.648 misure riferite prevalentemente agli habitat e agli habitat di specie, ma soltanto 50 per gli ecosistemi urbani e appena 7 per quelli forestali.
Qui il Report: “Incontro online MASE–MASAF–ISPRA sul Piano Nazionale di Ripristino della Natura – 15 luglio 2026”.

L’ultimo incontro del ciclo è stato dedicato all’attuazione dell’articolo 8 del Regolamento europeo sugli spazi verdi e la copertura arborea urbana.
La necessità di tutelare e incrementare il verde, gli alberi, i suoli permeabili e le connessioni ecologiche nelle città sono stati elementi comuni sottolineati nei diversi interventi. Sono però emerse profonde divergenze sul rapporto tra il Piano e gli strumenti urbanistici, sul regime transitorio, sulla perimetrazione degli ecosistemi urbani e sulle compensazioni ecologiche.
Nel nostro intervento abbiamo sottolineato come l’articolo 8 non possa ridursi a una ricognizione quantitativa del verde, ma il Piano deve rispettare il dettato del regolamento e quindi poter incidere concretamente sulla pianificazione, orientandola alla riduzione del consumo di suolo, alla deimpermeabilizzazione, all’aumento della copertura arborea e al rafforzamento delle reti ecologiche.
Abbiamo inoltre chiesto un livello minimo nazionale di salvaguardia, fondato sul principio di non regressione, per evitare che durante la lunga fase di costruzione del Piano continuino a diminuire spazi verdi, suoli permeabili e alberature.
Qui il Report: “Incontro MASE–MASAF–ISPRA con i portatori di interesse sugli ecosistemi urbani – 23 luglio 2026”.

Il MASE ha illustrato nei due incontri la governance del regolamento europeo che riconosce a ISPRA un ruolo centrale e ben definito: supporto tecnico-scientifico, raccolta e organizzazione delle misure, elaborazione e validazione dei dati, predisposizione della documentazione tecnica per la VAS, realizzazione della Piattaforma Ripristini e gestione delle informazioni destinate al sistema europeo.
Le proposte ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), con l’appoggio dell’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili), sulle misure per gli ecosistemi urbani intervengono però proprio sulle misure predisposte da ISPRA, chiedendo la cancellazione di quelle più direttamente legate alla salvaguardia, alla pianificazione e alle compensazioni e proponendo di trasferire al MASE il coordinamento del monitoraggio degli ecosistemi urbani.

La trasparenza non può limitarsi alla pubblicazione finale del Piano. È necessario che il MASE renda noti i criteri con cui sono state valutate le osservazioni e le schede presentate, indicando quali proposte siano state accolte, trasmesse agli enti competenti o escluse e con quali motivazioni.
Il Forum Salviamo il Paesaggio ha contribuito attivamente a far conoscere il Regolamento europeo e, con la campagna nazionale #RipristiniamoLaNatura, ha raccolto segnalazioni di ecosistemi da ripristinare e sostenuto numerose associazioni nella predisposizione delle misure inviate durante la consultazione pubblica.
Chiediamo ora che la partecipazione prosegua attraverso la costituzione di ambiti strutturati, permanenti e rappresentativi, nei quali associazioni, comunità locali, enti scientifici e portatori di interesse possano seguire la revisione del Piano, la procedura di VAS, l’attuazione delle misure e il monitoraggio dei risultati. In questo percorso dovrà essere preservato il ruolo tecnico-scientifico di ISPRA, condizione essenziale affinché il Piano sia fondato su dati verificabili, criteri uniformi e valutazioni indipendenti e possa conseguire realmente gli obiettivi europei di ripristino della natura.

Qui trovate una Nota sulle criticità del dispositivo di consultazione pubblica del Piano Nazionale di Ripristino della Natura che il nostro Forum nazionale ha inviato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica lo scorso 22 giugno.

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