Alla fine di maggio Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, aveva annunciato il suo prossimo tour “PalaJova 2025” nei palazzetti dello sport di tutta Italia. Una notizia che aveva fatto tirare un respiro di sollievo alle migliaia di persone che negli scorsi anni si erano opposte alla scelta di utilizzare (e sconvolgere) spiagge, dune, lembi di natura costiera per spettacoli sonori popolati da masse di spettatori. Pare, però, che questa sorta di tregua tra il “ragazzo fortunato” e la natura possa essere tutt’altro che duratura, tanto che a Barletta si discute con accanimento dell’ipotesi di una terza proposizione dell’evento…
Gli amministratori del comune pugliese non nascondono la possibilità che “Jova” torni ad esibirsi dopo le polemiche delle precedenti edizioni e le forti critiche di associazioni animaliste ed ambientaliste, a cui il cantautore aveva replicato definendoli «eco-nazisti mitomani pericolosi» appartenenti ad un loro mondo «più inquinato dello scarico della fogna di Nuova Delhi».
Parole, soltanto parole… In questo caso anche senza musica.
Nell’edizione del 2022 le associazioni avevano protestato per la distruzione dell’habitat del fratino, un volatile in via di estinzione che nidifica soltanto su spiagge e dune naturali come quelle che l’evento musicale aveva provveduto a spianare, cancellando a colpi di ruspe un percorso di rinaturalizzazione che durava da almeno tre anni.
E proprio quella fase di accese discussioni aveva portato alla firma di un Protocollo d’intesa tra il Comune di Barletta, il circolo locale di Legambiente e l’associazione di Geologia Ambientale SIGEA per il “Ripristino e rinaturalizzazione dei cordoni dunali lungo la Litoranea di Ponente – Barletta”. Un processo già in atto, ad esempio, nel Salento, nel Gargano settentrionale o in Sardegna.
Nel protocollo si individuano diversi obiettivi:
– promuovere una corretta gestione degli arenili, degli habitat naturali e delle specie della flora e della fauna presenti lungo la linea di costa, dalla spiaggia ai cordoni dunali caratterizzanti la litoranea di Ponente di Barletta a proseguire lungo la Strada detta delle Salinelle;
– favorire procedure di gestione delle biomasse spiaggiate in ottemperanza alle Linee guida della Regione Puglia;
– fornire elementi di conoscenza, per gli operatori addetti alle operazioni di pulizia delle spiagge e per i fruitori della costa in generale (bagnanti, orticoltori, gestori lidi balneari), affinché acquisiscano consapevolezza sul reale impatto che le risorse naturali e l’ambiente costiero subiscono a causa della intensa fruizione estiva, delle operazioni meccanizzate di pulizia delle spiagge (arature profonde);
– promuovere attività di tutela, recupero, restauro e valorizzazione delle aree di pregio naturalistico presenti lungo la costa, con attenzione particolare agli arenili.
Un “patto” che, ovviamente, pare parecchio in disaccordo con la possibile nuova tournè di Jovanotti e che ha immediatamente messo in allerta il presidente di Legambiente, Raffaele Corvasce, duramente attaccato dal presidente del consiglio comunale Marcello Lanotte che, nel commentare episodi di abbandono dei rifiuti sulle spiagge, ha dichiarato via Facebook «saranno colpa dell’amministrazione le erbacce incolte per tutelare le uova di un uccellino e inesistenti dune?».
Corvasce ha replicato: «Capisco che il presidente possa non avere sensibilità per la natura, simpatie per il circolo Legambiente o apprezzamento per gli sforzi dei nostri volontari, ma ci sarebbe da aspettarsi che abbia rispetto almeno per gli atti amministrativi della Regione Puglia, gli stessi licenziati dalla massima assise comunale e dalla giunta, che hanno approvato il progetto proposto da Legambiente e Sigea. Capisco anche che il terzo Jova Beach è alle porte, fervono i preparativi e fra questi c’è anche il tentativo di delegittimare il progetto di rinaturalizzazione delle dune costiere perché in questo momento torna utile, ma sarebbe auspicabile che si avesse quantomeno la decenza di astenersi dal ricorso ad una squallida gogna mediatica su un percorso di tutela della costa sottoscritto dalla stessa amministrazione di cui fa il presidente parte. Legambiente non avallerà mai alcun documento contenente dichiarazioni che non corrispondono alla realtà, come proposto dagli organizzatori in sua presenza, negando l’esistenza di specie di flora e fauna meritevoli di tutela».
Il dibattito è ora in corso e l’amministrazione dovrà faticare per dimostrare che la tutela delle dune costiere e del fratino possano convivere con l’esibizione di Jovanotti.
Siamo certi che non sarà sufficiente la scusa che la natura è “soltanto” la natura mentre il cantautore è “l’ombelico del mondo“…








Sono quelli che ci vanno che mi fanno incazz… , per ascoltare cosa? Il niente! E fan danni!