Una mancanza strutturale di infrastrutture verdi caratterizza i capoluoghi pugliesi, in cui, nonostante quanto prescrive la normativa nazionale e regionale, si riscontrano mancanza di Piani e Regolamenti del Verde, censimenti degli alberi solo parziali, Bilanci arborei realizzati in appena tre comuni e mancata sostituzione degli alberi abbattuti.
di Giacinto Giglio – Consigliere sezione Italia Nostra Bari e Coordinamento locale del Forum SALVIAMO IL PAESAGGIO
I più recenti dati ISTAT riguardanti il verde urbano nei comuni capoluogo di provincia e nelle città metropolitane della Puglia risalgono ormai al 2023; per gli anni precedenti sono stati esaminati gli Strumenti di pianificazione e governo del verde. Tali analisi hanno evidenziato come i comuni di Foggia, Andria, Barletta, Trani, Bari, Taranto, Brindisi e Lecce, non abbiano adottato Piani del Verde (obbligatori per comuni con oltre 15.000 abitanti) e non possiedano una rete ecologica locale (REL). In particolare, i comuni di Trani, Brindisi e Lecce non sono dotati neppure di un Regolamento del Verde, pubblico o privato. Per quanto riguarda il Censimento di verde urbano, tutti i comuni hanno realizzato un censimento del verde pubblico (ubicazione delle tipologie di aree verdi, specie botaniche presenti, caratteristiche del patrimonio arboreo, arbustivo pubblico e di prati, cespugli, aiuole, aree giochi, ecc.), ma va evidenziato che alcuni di questi Censimenti risalgono a oltre 15 anni fa (Foggia, Barletta, Andria e Brindisi) e solo Taranto l’ha esteso all’intero territorio comunale. Inoltre alcuni comuni (Foggia, Andria, Taranto e Brindisi) hanno anche georeferenziato i dati raccolti (cioè hanno associato a un elemento le coordinate della posizione della superficie terrestre) e Taranto li ha anche inseriti in un Sistema Informativo del verde (SIV). Tutti i comuni hanno conteggiato le alberature, in parte o per tutto il territorio comunale, mentre il comune di Trani è l’unico che non abbia effettuato un censimento, peraltro richiesto dalla Legge 10/2013 e dal Decreto n. 63 del 10 marzo 2020 emanato dal Ministero dell’ambiente sui “Criteri ambientali minimi (CAM). Dai censimenti realizzati sappiamo, ad esempio, che il comune di Bari ha una dotazione di 30.847 alberi, ma una disponibilità di 9,7 alberi ogni 100 abitanti, di molto al disotto della media regionale di 15,81 alberi per ogni 100 abitanti.

Se esaminiamo invece, il dato della messa a dimora di nuovi alberi per ogni nato o ciascun minore adottato registrato all’anagrafe (2022-2023), si osserva che Andria, Trani e Bari non hanno piantumato alcun albero, anche se previsto sempre dalla L.10/2013 e dal DM sui CAM. Per contro, sappiamo anche che nel 2023 il comune di Bari ha abbattuto 368 alberi per pericolo di caduta e il comune di Lecce 253 alberi, senza aver compiuto alcun monitoraggio del rischio di cedimento delle alberature stradali. Altro strumento fondamentale è il Bilancio arboreo (numero degli alberi piantati in aree urbane di proprietà pubblica, rispettivamente al principio e al termine del mandato del sindaco), che è stato pubblicato per 2023 dai comuni di Bari, Taranto e Lecce. Sempre dall’ISTAT apprendiamo che i comuni di Andria, Trani, Bari e Lecce hanno promosso iniziative locali per lo sviluppo degli spazi verdi urbani, come: il “rinverdimento di aree oggetto di nuova edificazione o di significativa ristrutturazione edilizia“; il comune di Lecce ha attivato iniziative per l’ “incremento, conservazione e tutela del patrimonio arboreo in aree scoperte di pertinenza degli edifici esistenti” e, infine, i comuni di Bari e Lecce hanno avviato iniziative di “rinverdimento delle pareti degli edifici (verticale e/o verde pensile)”. Per quanto riguarda le iniziative locali per la manutenzione e la gestione degli spazi verdi urbani affidati in gestione a cittadini o ad associazioni in forma gratuita, tali iniziative sono state adottate solo dai comuni di Andria, Trani, Bari e Lecce. I comuni capoluogo di provincia/città metropolitana hanno avviato iniziative in occasione della Giornata nazionale degli alberi – 21 novembre (in applicazione della Legge n° 10/2013), con attività di piantumazione di alberi e campagne di sensibilizzazione, fatta eccezione per i comuni di Taranto e Brindisi. Tutti i comuni pugliesi, eccetto Trani, hanno nel proprio territorio aree naturali protette (parchi e riserve naturali, siti Natura 2000) sulla superficie comunale, che varia dall’1,6 % di Bari al 36,11% di Andria, mentre Barletta e Bari dichiarano di possedere parchi agricoli. Analizzando la tabella sotto riportata si può notare che Bari ha una densità di verde urbano sulla superficie comunale del 2,6 % e Taranto dell’1,49%, mentre gli altri comuni non arrivano neppure allo 0,5%. Uno degli indicatori fondamentali del verde urbano è quello della “Disponibilità di verde urbano”, ossia metri quadri per abitante, che corrisponde a uno “standard urbanistico”, (spazi pubblici minimi riservati alle attività collettive di cui al DM 1444/68) pari a 9 mq/ab, che nel caso dei tre comuni della BAT non è raggiunto. Quest’ultimo dato va confrontato con la “Disponibilità di verde urbano accessibile”, che per Foggia, Andria, Barletta, Trani e Bari è inferiore ai 9,0 mq/ab.

Dall’analisi dei dati contenuti nella tabella sottostante, che riguarda la “densità di verde urbano per tipologie”, si possono individuare i comuni ai vertici della classifica per la singola tipologia di verde urbano.

Conclusione
Analizzando i dati relativi ai comuni capoluogo della Regione Puglia, si può notare la mancanza di Piani e regolamenti del Verde, mentre i censimenti degli alberi sono solo parziali. Il Bilancio arboreo è stato realizzato in appena tre comuni. Si abbattono alberi e non vengono piantumati, neppure a fronte della Legge che prescrive la messa a dimora di nuovi alberi per ciascun nuovo nato. Si attivano iniziative locali per sviluppare gli spazi verdi carenti, ma anche quelle per trasformare i lastrici solari in “giardini pensili” e rinverdire pareti degli edifici (verde verticale o pensile). Vi è una difficoltà di gestione del verde pubblico, ma solo alcuni comuni danno in gestione spazi verdi in forma gratuita a cittadini e associazioni. Ci sono mancanze strutturali delle infrastrutture verdi, nonostante la Legge regionale n.23/2024 “Disposizioni per la qualificazione e valorizzazione del sistema del verde” per la redazione di Piani comunali del verde. Ma senza l’emanazione del Regolamento di attuazione della stessa legge regionale non si possono erogare i contributi per la redazione di PdV e premiare i comuni “Verdi di Puglia”. Gli uffici regionali hanno bypassato l’obbligo di dotarsi di un Piano del Verde, di un “Avviso di selezione di proposte progettuali finalizzate alla realizzazione d’infrastrutture verdi urbane e periurbane”, oltre ai vari interventi infrastrutturali di “ecologia del paesaggio”. Eppure era previsto un contributo del 2,5% dell’ammontare complessivo dei progetti per la redazione dei Piani comunali del verde. E va sottolineato che la Puglia ha anche la Legge regionale n. 10/2024 sugli “Orti di Puglia, “Disposizioni in materia di orti urbani, collettivi, didattici e socio-terapeutici e modifiche in materia di governo e uso del territorio”.
Infine, sono state approvate, nell’ottobre 2024, le Linee Guida e il Regolamento-tipo per gli “Orti di Puglia”, ma solo quattro comuni (Andria, Bari, Taranto e Lecce) hanno destinato aree a orti urbani…







