La nuova legge regionale è incompatibile con gli obiettivi climatici e rappresenta un sussidio ai combustibili fossili: lo dice un Comunicato Stampa firmato da molte Associazioni e Comitati del Parmense, che riceviamo e volentieri pubblichiamo.
La nuova legge regionale sul sistema aeroportuale e logistico dell’Emilia-Romagna (n. 2183 del 2026), voluta e promossa dalla Giunta Regionale e sostenuta dalla maggioranza guidata dal Partito Democratico, solleva gravi criticità sul piano ambientale e climatico. Dietro l’anacronistica retorica dello sviluppo e dell’attrattività territoriale si nasconde, infatti, una scelta politica che va in direzione opposta rispetto agli impegni di decarbonizzazione e transizione ecologica.
Le risorse pubbliche stanziate, incluse quelle destinate alla compensazione delle tasse aeroportuali, configurano a tutti gli effetti un sussidio al trasporto aereo e ai combustibili fossili (si parla di 12 milioni di euro nei primi tre anni). Il trasporto aereo è uno dei settori a più alta intensità di emissioni climalteranti: ridurre i costi per le compagnie aeree significa impiegare il denaro dei contribuenti per incentivare l’aumento del traffico, e quindi delle emissioni, in netto contrasto con gli obiettivi europei e nazionali.
In questo contesto, risulta particolarmente problematico il sostegno pubblico a un modello di sviluppo fondato sulla crescita del traffico aereo e logistico nel suo complesso e non di una sua mera ridistribuzione. È evidente a qualunque osservatore, dotato di un minimo di conoscenza della materia, che lo sviluppo aeroportuale e quello logistico non sono compatibili con un modello di sviluppo che voglia definirsi sostenibile, ma sono inestricabilmente legati ad aumento dell’inquinamento atmosferico e acustico, consumo di suolo, pressione sulle infrastrutture e incremento delle emissioni dirette e di quelle indirette legate alla mobilità indotta. Tutti elementi che aggravano una situazione ambientale già critica in tutta la regione.
Per quanto riguarda gli emendamenti proposti da componenti della stessa maggioranza e approvati, pur introducendo solo alcuni richiami alla sostenibilità e alla transizione ecologica e un irrisorio e ambiguo impegno economico sull’intermodalità, non modificano la sostanza del provvedimento. Rimane infatti intatto l’impianto complessivo della legge, che continua a prevedere il sostegno pubblico al trasporto aereo e alla logistica senza vincoli stringenti di riduzione delle emissioni, azzeramento del consumo di suolo, compensazioni adeguate; per non parlare di una riconversione strutturale dell’intero sistema.
In questo quadro, la dichiarazione congiunta di tutte le forze politiche di maggioranza che esprime soddisfazione per l’approvazione del progetto di legge in Commissione Territorio e Ambiente, contribuisce a veicolare un messaggio di presunta compatibilità tra espansione aeroportuale, crescita logistica e sostenibilità. Una mistificazione fuorviante e dannosa, perché rafforza nell’opinione pubblica l’idea che non siano necessari cambiamenti nei modelli di sviluppo, mobilità e consumo, indebolendo al contempo la diffusione tra cittadinanza e società civile della consapevolezza su questi temi e sull’urgenza di comportamenti coerenti.

In definitiva, questa legge rappresenta un significativo passo indietro, accompagnato da un rilevante impegno finanziario e strutturale orientato in direzione opposta rispetto alla necessaria transizione ecologica.
Il percorso legislativo non è ancora concluso. È necessario fermare una legge che appare nettamente in contrasto con gli articoli 9 e 41 della costituzione, ignora l’idea stessa di futuro, e di certo non sarà migliorabile con singoli emendamenti. È urgente aprire un confronto pubblico, trasparente e basato sulle evidenze scientifiche, su come attuare un modello di sviluppo realmente sostenibile. Sebbene appaia improbabile che ciò avvenga a questo punto del percorso, le prese di posizione e ancor più le scelte delle varie forze politiche coinvolte saranno di certo valutate dagli elettori alle prossime elezioni.
A questo link il testo della legge.
Sottoscrivono il Comunicato Stampa: Parma Sostenibile APS, WWF Parma, Associazione Donne Ambientaliste, ISDE Medici per l’Ambiente sezione di Parma, FIAB Parma, Parma Città Pubblica, Comitato Tardini Sostenibile. Manifattura Urbana, I Monnezzari di Parma, Parma Etica, ENPA, Kilometro Verde Parma.







