Il grande e antico Uliveto del Mago, cuore storico rurale della Grecìa Salentina ubicato tra i comuni di Soleto, Corigliano d’Otranto, Zollino, Sternatia, San Donato di Lecce – Galugnano, sarebbe in pericolo. Alto è il rischio, infatti – paventano i cittadini riunitisi in un apposito Comitato civico di salvaguardia – che questo immenso patrimonio paesaggistico venga depauperato dall’avidità di quanti vorrebbero creare opportunità di profitto.

L’uliveto si colloca in un vasto pianoro carsico di altissimo pregio paesaggistico connotato dalle suggestioni delle migliaia di ulivi monumentali e pluri-secolari, ma anche da un mosaico di pascoli rocciosi e seminativi, antiche e diffusissime masserie, dedali di muretti a secco, testimonianze archeologiche di diverse epoche.

La preziosità ambientale del vasto fitosito è stata anche confermata dagli studi dei botanici e biologi dell’Università del Salento che hanno concentrato le loro ricerche nei preziosi ecosistemi dei cosiddetti ‘Lacchi’ (trattasi di depressioni carsiche vagamente ricordanti nella forma i suggestivi crateri di impatto di meteoriti, con le acque piovane che tornano a riempirli temporaneamente talvolta anche per più mesi nelle stagioni di maggiore piovosità).

In particolare Paola Ernandes, ricercatrice biologa del Dipartimento Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali dell’Università del Salento, rileva l’esistenza di un ecosistema unico per la presenza di specie endemiche di felce.

Biodiversità, inoltre, che l’Europa punta a tutelare e a promuovere attraverso il progetto “Rete Natura 2000” che ha come massimo obiettivo proprio la conservazione di questi essenziali e rarissimi habitat naturali assieme alla loro flora e fauna selvatica ivi presente, disciplinata peraltro da un’apposita Direttiva Comunitaria, la 92/43/CEE, “Direttiva Habitat”, per l’individuazione dei Siti di Importanza Comunitaria (S.I.C.).

I cittadini hanno deciso di mobilitarsi in difesa di questo immenso patrimonio naturalistico, perché temono, nonostante le incoraggianti rassicurazioni fornite da Dario Stefano, Assessore Regionale all’Agricoltura, che l’antico uliveto venga violentato dal cemento, inquinato dalle discariche abusive o deturpato irrimediabilmente dalle costruzioni spontanee e palesemente illegali come pure da parchi eolici o fotovoltaici sorti in un territorio dove i controlli di legalità scarseggiano.

I comitati locali, pertanto, richiedono alle Istituzioni territoriali preposte di revocare tutti gli eventuali provvedimenti già adottati per la riconversione territoriale e di adottarne prioritariamente un altro: l’istituzione del Parco di Massima Valorizzazione, Salvaguardia e Tutela del Parco de ‘Lu Levitu’ delle terre del Mago, con studio delle peculiarità caratterizzanti tutta l’area rurale.

Siano esse botaniche, idrogeomorfologiche, paesaggistiche: partendo da un urgente censimento degli esemplari di ulivi secolari e monumentali, di tutte le specie arboree, essenze e biospecie rare e di pregio ivi presenti; individuazione degli elementi paesaggistico rurali, quali i tipici trulli e muretti in pietra calcarea locale fatti in muratura ‘a secco’ con recupero e ripristino di elementi preesistenti attraverso un puntuale restauro paesaggistico-botanico; una più che necessaria rimozione e bonifica di elementi stridenti e deturpanti quali manufatti in cemento e costruzioni aliene, non di rado illegittime.

Si auspica, perciò, da parte delle Istituzioni locali e territoriali con le quali in questi mesi mai è mancato il dialogo o la voglia di concertazione per la salvaguardia di un territorio dalle grandi prospettive di valorizzazione anche da un punto di vista turistico, agricolo o enogastronomico, una sintesi posta sui seguenti punti:

  1. Decementificazione

  2. Rimboschimento

  3. Rinaturalizzazione

  4. Restauro storico-naturale del paesaggio nel rispetto del Genius Loci del territorio

  5. Bonifica dagli inquinanti

  6. Ciclo Rifiuti Zero

  7. Stop al Consumo di Territorio

  8. Agricoltura biologica ed ecosostenibile

  9. Recupero della biodiversità naturale e agro-pastorale

  10. Conoscenza partecipata del territorio