FreePlanine: per salvare centinaia di ettari di prati e territorio agricolo nelle Valli del Natisone

Il Planino

Tra i mesi di maggio e giugno 2012, l’amministrazione comunale di Stregna (Valli del Natisone, Udine) ha iniziato l’iter per rendere edificabili, principalmente per fini agrituristici, gran parte delle superfici prative del territorio.

Ha inoltre presentato uno studio di fattibilità e fruzione del paesaggio che prevede, tra i numerosi interventi, la creazione di un polo di attrazione turistica comprensivo di un’area caravan stanziali oltre ad una struttura agrituristica. L’ubicazione di questo si sovrappone alle aree agricole prative che caratterizzano il comune di Stregna e le Valli del Natisone sia dal punto di vista naturalistico che paesaggistico.

Il territorio di Stregna ed i suoi prati

Il comune di Stregna si trova nell’estremo nord-est d’Italia ed è caratterizzato da un territorio completamente montano, da un’esigua popolazione (circa 300 residenti effettivi) e vanta la presenza di estese superfici prative stabili, in particolare in prossimità delle frazioni di Tribil Superiore e Tribil Inferiore (Tribil: dallo sloveno trebiti, dissodare). Secondo l’attuale piano regolatore generale comunale (PRGC) tali aree si estendono per più di 2.500.000 mq e sono caratterizzate, oltre che da un suggestivo paesaggio seminaturale, anche da un elevatissima biodiversità, con una media di 70 specie per ettaro.

Anche a causa dello spopolamento subito negli ultimi decenni, attualmente, le superfici prative si sono ridotte in larga scala, anche se ne permangono decine di ettari conservati.

La variante n.3 al PRGC

Nel maggio 2012, l’amministrazione comunale di Stregna rinvia per la prima volta l’adozione della variante. In seguito ad un ulteriore rinvio, lo scorso settembre viene comunque adottata.

La variante è di iniziativa privata e nasce dalle manifeste necessità di un privato di costruire una nuova struttura agrituristica nel prato, il Planino.

Prevede lotti minimi da 3.000 mq, superficie massima edificabile di 450 mq, un’altezza all’ultima trave di 6,5 m, un posto macchina ogni due persone di capienza dell’agriturismo.

La variante è sostanziale, in quanto riguarda la ridefinizione di tutte le aree a superficie prativa del territorio.

Nonostante non sia contemplata dalle direttive della variante, è da segnalare che, nella modifca delle norme tecniche di attuazione, non è più presente, esteso a tutto il territorio agricolo (quindi anche ai boschi) il divieto di ubicazione di cave e discariche.

Gran parte dell’area interessata dalla variante e dalla possibile edificazione è interessata da un elevato rischio idrogeologico con evidenti manifestazioni superficiali di fenomeni carsici.

Il Movimento FreePlanine e la contrarietà dei cittadini

In seguito al primo rinvio dell’adozione della variante, sul territorio è sorto un gruppo spontaneo di cittadini che si oppone a queste intenzioni.

Il nome del movimento si richiama all’uso locale di chiamare i prati “planine”, appunto.

Il Movimento FreePlanine si è fatto promotore di una raccolta firme contro questi intenti: fin’ora si può contare sul supporto di circa 1500 firme, tra le quali più del 40% dell’elettorato attivo del comune di Stregna. E’ da segnalare anche il supporto ottenuto da alcuni esponenti politici di rilievo: gli onorevoli Carlo Monai e Ivano Strizzolo, oltre che dell’europarlamentare Debora Serracchiani.

Inoltre, il movimento si è fatto promotore di diverse iniziative a carattere culturale per continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica su questi temi. Ha organizzato numerosi incontri informativi sul territorio oltre diverse escursioni sui luoghi interessati dalla variante. Queste attività stanno tutt’ora proseguendo. Il Movimento FreePlanine ha ottenuto una buona visibilità anche sulla stampa, in particolare sul quotidiano Messaggero Veneto e sui media radiotelevisivi locali.

Ma perchè si è contrari?

La grande estesione dei territori interessati dalla variante è uno “scrigno di biodiversità” come descritto dal botanico e professore emerito Livio Poldini.

Il paesaggio del quale si può godere da quei luoghi è uno dei più apprezzati delle Valli del Natisone, non a caso compare sovente nelle brochures e nelle locandine di promozione del territorio.

Inoltre, le frazioni prossime alle aree interessate dalla variante prevedono già delle aree di espandibilità edilizia, abbondantemente sovrastimate rispetto le necessità.

Sono presenti anche decine di edifici in disuso che meglio si presterebbero ad accogliere strutture turistiche anche per le loro tipiche caratteristiche architettoniche.

Ci si trova di fronte ad una minaccia di deterioramento del territorio, irrispettosa delle peculiarità paesaggistiche e natuali di ettari ed ettari ancora non antropizzati.

Le prossime iniziative

Nelle ultime settimane, il Movimento FreePlanine è entrato in contatto con diverse associazioni ambientaliste (WWF, Legambiente, ecc.) ed alcuni professionisti, esperti di pianificazione del territorio, per cercare collaborazione nella stesura delle osservazioni ed opposizioni all’adozione della variante, che devranno essere presentate al comune di Stregna entro il 16 novembre 2012.

Continua inoltre l’opera di sensibilizzazione della popolazione anche con la raccolta firme.

All’indirizzo http://luca.postregna.name/tag/freeplanine/ sono disponibili ulteriori approfondimenti.

Per informazioni o suggerimenti l’invito è a contattare i portavoce del Movimento FreePlanine all’indirizzo email freeplanine@gmail.com. Il Movimento FreePlanine è anche su facebook e twitter.

Luca Postregna
Movimento FreePlanine

6 commenti

  1. Recuperare l’esistente se proprio serve, valutando caso per caso per non aprire porte che devono restare chiuse, il cemento non ha mai risolto problemi, anzi, ne procura a cascata. Una volta che si svende il patrimonio ambientale, che è la vera ricchezza del nostro stupendo paese, non si recupera più| Anche sul Garda abbiamo problemi simili e lottiamo…
    Bisogna fare fronte comune contro la possibilità di aprire la strada ad infiltrazioni “particolari” coraggio|||

  2. L’ennesimo scempio del paesaggio friulano piegato agli interessi privati. Sosteniamo, da Roma, l’ iniziativa.

  3. Purtroppo l’attuale amministrazione che governa il Friuli V.G. e molti amministratori locali sono troppo spesso miopi ritenendo che solo con la creazione di opere ad ampia cementificazione si possa uscire da una crisi economica e occupazionale, quando invece troppe esperienze precedenti hanno dimostrato che le ripercussioni positive sono limitate nel tempo, e quello che rimane poi è solo un degrado ambientale (e non solo) su cui spesso neppure ci si riflette sopra.

  4. Fate bene a difendere i prati. Sono disposta a sostenere le vostre iniziative

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