Luca Martinelli di Altreconomia riflette su importante aspetto del Disegno di Legge sul Consumo del Suolo del Ministro Catania: il consumo superficie agricola potrebbe essere consentito per le grandi opere pubbliche, che continuano a prevalere nella scala delle priorità sulla salvaguardia dell’agricoltura, come sta succedendo per la tangenziale Est Esterna di Milano.

Abbiamo pubblicato qualche giorno fa il testo definitivo del Disegno di Legge sul consumo del Suolo presentato a luglio dal Ministro per le politiche agricole Mario Catania dopo gli emendamenti della Conferenza Stato-Regioni. L’articolo 8 del decreto dice che:

c1. Per 3 anni dalla data di entrata in vigore della presente legge al fine di consentire l’attuazione di quanto previsto all’art 3 non è consentito il consumo di superficie agricola.
c2. Sono fatte salve le opere pubbliche e di pubblica utilità e le previsioni degli strumenti urbanistici con contenuti conformativi della proprietà vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge, nonché gli interventi strumentali
all’esercizio dell’attività di cui all’art. 2135 del Codice civile.
c3. Sono fatte salve le competenze delle Regioni a statuto speciale e delle province autonome che provvedono alla finalità della presente legge ai sensi dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione.

Il comma n. 2 tratta un aspetto delicato. E’ evidente che per “opere pubbliche e di pubblica utilità” si intende la gran parte della grandi opere che, in questa fase di “ridotta nuova attività edilizia” consumano la maggior parte di nuovo suolo agricolo. La domanda cui dovremmo rispondere è: chi decide quali opere possano essere considerate di pubblica utilità? È prioritario salvaguardare l’agricoltura e promuovere la sovranità alimentare, o realizzare una nuova infrastrutture?

Succede già per la Tangenziale Est esterna di Milano.

Tra i cantieri aperti ci sono anche quelli nel territorio del Comune di Caponago (MB). Che “occupano” anche i terreni agricoli dove -fino a quest’estate- veniva seminato il grano biologico trasformato in pane nell’ambito del progetto “Spiga&madia”. Proprio per rispondere all’occupazione dei terreni da parte di Cmc -la ditta incaricata dei lavori nell’area “Nord” della TEM-, Spiga&madia e il Distretto di economia solidale della Brianza stanno “approntando un’istanza alla Comunità europea,che vorremmo presentare alla cittadinanza il 18 novembre, con una manifestazione sui campi che sino allo scorso giugno ospitavano il frumento del nostro progetto” spiega Marco Balconi. L’iniziativa è stata illustrata dall’avvocato Domenico Monci nel corso di un convegno che si è tenuto ad Osnago il 7 ottobre scorso. Il titolo, “Per il diritto al cibo contro la tangenziale” è evocativo del motivo del ricorso: l’ordinamento comunitario riconosce la priorità del diritto al cibo sano, e alla sovranità alimentare, rispetto alla realizzazione di una nuova infrastruttura? [L’intervento di Monci è visibile su You Tube.]

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