Lo sfruttamento indiscriminato del suolo ha raggiunto livelli preoccupanti con conseguenze sulla vivibilità ed il benessere dell’uomo. Comprendere e descrivere efficacemente il fenomeno è un essenziale punto di partenza nelle battaglie per la difesa del territorio. Come in Lombardia, dove il degrado ha ormai lasciato un segno profondo. 

E’ senza dubbio singolare quanto complessa la descrizione del rapporto tra l’uomo e l’ambiente: il primo dipende imprescindibilmente dal secondo ma contemporaneamente con la sua azione ne è la causa principale di degrado. E’ quindi importante comprendere il fenomeno dell’alterazione dovuta all’azione umana, per poter promuovere, decidere ed agire nella speranza che non venga generato ulteriore danno.

Serve una precisa valutazione degli impatti e del conseguente grado di degenerazione che si manifesta in termini di salute e vivibilità. Un’analisi fatta a livello locale è di estrema importanza e permette anche di estendere l’attenzione sugli effetti globali generati dalla preoccupante situazione in cui versa il territorio nel nostro Paese.

La valutazione del degrado ambientale:  il progetto ACI

E’ il momento di capire che si deve dire basta, lo pensano in molti. Il degrado dell’ambiente è presente quotidianamente nelle colate di cemento, nello sfruttamento indiscriminato del suolo e nelle conseguenti forme di inquinamento sempre più preoccupanti.

Per descrivere al meglio il problema ci aiuta il progetto ACI (Antropentropia Comuni Italiani) di cui è possibile trovare tutte le informazioni al sito www.albanesi.it (a cura di Roberto Albanesi). Qui viene trattato il tema del benessere, affrontandolo su numerosi campi tra cui quello dell’ambiente.

Il progetto si basa sulla definizione del concetto di antropentropia, un paramentro che quantifica il livello di antropizzazione e  quindi di degrado ambientale. Da questo calcolo è possibile ottenere l‘analisi dello stato dell’ambiente a livello regionale e nel dettaglio di Province e Comuni. I risultati numerici sono chiari e vengono in più geolocalizzati, collegati cioè a rappresentazioni cartografiche, comunicando efficacemente attraverso le mappe l’entità del problema.

Questa analisi, oltre all’importanza tecnica e storica, rappresenta soprattutto un concreto sostegno alle battaglie di associazioni e movimenti impegnati nella tutela del territorio. Si tratta infatti di dati utili per costruire l’opposizione ai pericolosi progetti di chi ignora volontariamente il problema del degrado pur di realizzare nuove strade e nuove case per interesse privato e a danno di tutti. Come avviene in particolar modo in Lombardia.

La macchia scura nel cuore del territorio lombardo

La Lombardia è inserita, nelle analisi effettuate dal progetto, tra le regioni virtuose, non certo nell’ attenzione alla tutela del territorio ma quanto per la disponibilità di dati idonei e accessibili. La mappa regionale dell’ Antropentropia evidenzia una grande zona dal viola al nero (colori che rappresentano le situazioni ormai compromesse) a Milano e soprattutto nella zona nord ed in Brianza.

La graduatoria dei valori della Provincia di Milano, ad esempio, descrive la preoccupante situazione di Sesto San Giovanni e Bresso che raggiungono con un valore di FA (fattore antropentropico) pari a 0,99. E’ il valore più alto, descritto dal colore nero che indica la condizione più critica.
Migliore la situazione a sud della città dove si scorge maggiormente un livello descritto dal colore giallo (comunque da tenere sotto controllo) e si intravede anche qualche piccola traccia di verde che rappresenta situazioni buone (come Morimondo che ha il valore più basso pari a 0,16)

La mappa del degrado mostra  inoltre che la distribuzione del fenomeno segue i principali assi autostradali verso Bergamo e verso nord. Con le nuove autostrade previste nella regione l’alterazione del territorio potrebbe trovare altre direzioni di espansione.

Il 16 febbraio a Milano sarà organizzato presso il Salone Acli di Via delle Signora 3, l’evento LE GRANDI OPERE INUTILI IN LOMBARDIA. L’iniziativa promossa da Coordinamento Nord Sud del mondo e Rete Civica Italiana a cui aderiscono inoltre numerose associazioni, tratterà di nuove autostrade lombarde, tra dissesto finanziario e consumo di territorio.

Per gli esperti e comitati che si confronteranno, alla presenza inoltre dei candidati alla presidenza della Regione Lombardia invitati all’evento, quella evidente estensione delle macchie scure nel cuore del territorio lombardo che è stata descritta sopra, sarà sicuramente il punto di partenza della discussione.

Luca D’Achille

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