Santa clementina - Benevento

Santa clementina – Benevento

Sembrava che il Comune di Benevento volesse esprimere un parere negativo sul progetto di un mega complesso abitativo in un’area  di grande interesse ambientale, archeologico ed agricolo, lì dove il comitato locale aveva proposto l’istituzione  di un Parco agricolo archeologico della via Appia per fermare l’espansione della città di Benevento.

Invece a più d’un anno dall’approvazione della delibera n. 56 del 21/12/2012, in cui è stato riconosciuto l’interesse pubblico sul progetto di costruzione di 426 alloggi in S. Clementina si è finalmente arrivati al nuovo pronunciamento del Consiglio Comunale del 25 febbraio 2014, il quale non è stato capace di esprimersi ma ha demandato questa sua prerogativa alla regione Campania.

Infatti, dopo ore di un estenuante consiglio in cui si è discusso dei contenuti emersi dalla Conferenza dei Servizi, mai chiusa, ed in particolare dei contenuti delle tre relazioni del Settore Urbanistico, si è arrivati ad un nuovo pronunciamento dell’organismo comunale. E con 15 voti a favore e 12 contrari è stato approvato un emendamento in cui  si riassumono per grandi linee le varianti al progetto originario, negando l’interesse pubblico su queste ultime; si ribadisce che sulla originaria delibera n. 56 c’era e c’è l’interesse pubblico; si  invia la delibera e l’emendamento alla Regione Campania per le opportune competenze incaricando il Settore Urbanistico ed i Responsabile Unico del Procedimento  di seguirne l’iter.

In pratica, il Comune è riuscito nel difficile compito di non esprimersi nuovamente e di non discutere di “interesse pubblico”. Non è riuscito a portare le ragioni di una eventuale bocciatura nè è riuscito a sostenere, con motivazioni puntuali ed alla luce del sole, l’interesse verso il progetto.

Infatti, l’emendamento approvato donabbondianamente prova a confondere tutti, consiglieri e cittadini, tant’è che i quotidiani del giorno dopo riportano notizie contrastanti: per alcuni il progetto è approvato per altri il progetto di Santa Clementina è ormai arenato.

Continua, quindi, l’ambiguità dell’Ammistrazione Pepe,  già iniziata con la citata delibera 56, la quale veniva approvata mentre era alle ultime battute il varo del Piano Urbanistico Provinciale che per la stessa area prevede l’inedificabilità assoluta, in quanto zona E1 (zona agricola protetta di primo grado).

Pertanto non è posta la parola fine al tentativo di aggressione a S. Clementina, perchè c’è una Conferenza dei Servizi ancora da chiudere ed il pronunciamento definitivo da parte della Regione Campania.

Il gruppo locale salviamo il Paesaggio era così intervenuto nelle ore immediatamente precedenti il consiglio, facendo emergere le proprie preoccupazioni ed i retroscenta della discussione che si andava a svolgere. Qui di seguito il testo integrale:

Abbiamo appreso da un quotidiano on line che nei giorni scorsi si è riunita una parte del gruppo consiliare del PD (leggiamo i nomi di nove consiglieri su 15), alla presenza del Sindaco Fausto Pepe,  per discutere del tema housing sociale di S. Clementina all’odg del prossimo Consiglio Comunale fissato per il 25 febbraio. In questa riunione si sarebbe valutata l’inopportunità di un nuovo pronunciamento del Consiglio Comunale sull’interesse pubblico già precedentemente manifestato e che invece tale prerogativa dovrebbe essere lasciata alla Conferenza dei Servizi.

La notizia, arrivando a seguito di un lavoro della Commissione Urbanistica, articolazione del Consiglio Comunale, di valutazione del progetto e dei documenti e pareri fin qui prodotti  ha convinto questa ultima della necessità di un nuovo pronunciamento del Consiglio.  Invece questa  notizia data da Gazzetta di Benevento di  segno opposto appare come  una grossolana provocazione inutile e dannosa atta solo ad intorbidire le acque; una provocazione, diffusa artatamente da qualcuno, degna di nessuna considerazione  se ieri non fosse stata diffusa un’altra notizia da un secondo web quotidiano:  l’Avvocato Soprano della Ditta Giustino Costruzioni  avrebbe inoltrato al Consiglio Comunale  una diffida a soprassedere sul nuovo pronunciamento all’ordine del giorno  di martedì 25 febbraio.

Allora tutti i conti tornano: si tratta di un’azione concertata dei sostenitori dell’housing sociale a S. Clementina capeggiata dal Sindaco Fausto Pepe, che abbiamo potuto seguire nelle sue precedenti esternazioni pubbliche , si sta preparando un attacco a quella che è la prerogativa principe del Consiglio Comunale: la podestà di potere stabilire qual è l’interesse pubblico.

Questo principio  sancito dalla legge sul  procedimento amministrativo L. 241/90 art 21 quinquies: secondo questa norma la pubblica amministrazione, in questo caso il Consiglio Comunale, massima espressione della comunità dei cittadini di Benevento, è  titolare a stabilire qual’ è  l’interesse pubblico  “… nel caso di mutamento della situazione di fatto o di nuova valutazione dell’interesse pubblico originario …” Infatti in questo caso solo a seguito  della delibera n. 56 del 21/12/2012 e dell’apertura della Conferenza dei Servizi,  sono  emersi elementi non focalizzati precedentemente e di una tale importanza  che è opportuno spendere qualche minuto per ricordarli in sintesi.

Quali sono questi elementi è presto detto:

1-      Con due distinte relazioni l’Ufficio Urbanistico del Comune è intervenuto  sul non rispetto degli emendamenti approvati ed acclusi alla delibera n. 56  e sulla destinazione diversa da quella abitativa prevista da PUC. Inoltre ha sottolineato come ci sia stato progressivamente uno  stravolgimento degli elementi costitutivi del progetto, quale il numero e dimensioni degli immobili, prezzo unitario, indice di convenienza pubblica; La Regione Campania AGC 16 con una sua nota ha affermato che la delibera deve essere rispettata e si riserva una propria valutazione della coerenza tra proposta preliminare e progettazione definitiva prima dell’avvio dell’Accordo di Programma.

2-      La Soprintendenza ai Beni Archeologici, il 14 ottobre 2013, ha emesso una nota in cui ha ribadito l’interesse archeologico dell’area per la presenza della Via Appia corredata di tombe e resti dei mausolei, il Ponte Leproso, il potenziale archeologico rappresentato dalla presenza nell’area della chiesa e convento di S. Pietro Fuori le Mura. Inoltre i risultati delle indagini archeologiche preventive hanno portato alla luce frammenti di vasi d’impasto e schegge di selce pertinenti alla fase protostorica; mentre le tracce di aratura nel paleo suolo sono databili all’età del Bronzo Antico. Per queste ragioni La Soprintendenza, ha espresso parere negativo al progetto in questione, ritenendo che non sussistono le condizioni necessarie, per realizzare le opere previste, garantendo l’efficace conservazione le evidenze di interesse archeologico.

3-      Il Forum Salviamo il Paesaggio e le Associazioni Ambientaliste hanno sostenuto sin dall’insediamento della Conferenza  dei Servizi il 17 luglio 2013: Un Parco Agricolo, Verde Archeologico dell’Antica Via Appia. Un modello di gestione del territorio che valorizzi il corridoio ecologico che lì è ampio 300 metri e parte delle costruzioni previste ricadrebbero su di esso.  Non lontano c’è il corridoio del Fiume Calore della Rete Ecologica Regionale che insieme darebbero ai cittadini degli spazi verdi da fruire.  Un modello di gestione che valorizzi l’antica via Appia mettendo in luce quanto è ancora sepolto ai suoi lati e che si colleghi alle altre preesistenze dell’area (Ponte Leproso, Anfiteatro Romano, Cellarulo, Santi Quaranta). Un modello di gestione che valorizzi l’agricoltura in funzione didattica al servizio degli scolari ed i cittadini e che si arricchisca con gli orti sociali e familiari che è una tradizione ancora oggi conservata. La Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici attraverso una propria nota si è detta in sintonia con questa impostazione.

Ricordato questo, occorre ancora ricordare ai Consiglieri che la Conferenza dei Servizi è stata sospesa e tutt’ora lo è su esplicita richiesta della Commissione Urbanistica, al fine di potere acquisire tutti gli elementi di cui sopra e  consentire un nuovo pronunciamento del Consiglio Comunale sulla nuova situazione emersa.

Il Forum Salviamo il Paesaggio e le Associazioni Ambientaliste (CAI Sezione di Benevento; FAI Delegazione di Benevento; LIPU Benevento; La Cinta ; Lerka Minerka;  Sannio in Bici; Entroterra; Slow Food Benevento;  WWF Sannio)  attendono con fiducia che il prossimo Consiglio Comunale possa pronunciarsi e porre una parola decisiva sul rischio di cementificazione di S. Clementina e per iniziare a confrontarsi sulla generale promozione di  quelle iniziative produttive leggere e rispettose dell’ambiente, per la tutela dei beni comuni come acqua , aria suolo, una vivibilità urbana a misura d’uomo nella cornice storica, dei monumenti e dell’urbanistica che la caratterizza.”

Forum Salviamo il Paesaggio di Benevento