otranto

Il progetto della società Condotte, che prevede un investimento di 50 milioni di euro e la creazione di 450 nuovi posti per imbarcazioni medio-grandi comprese piccole navi da crociera, è stato momentaneamente fermato dal parere negativo della Sovrintendenza al Paesaggio, in quanto “la trasformazione fisica, percettiva e visiva delle aree interferite dalle opere sarebbe eccessiva, con il conseguente otranto map sito nuovo portoannullamento dell’identità dei luoghi”.

otranto-map-attualeMa già si è levato un coro di contestazioni da parte degli idruntini, capeggiati dal primo cittadino che – invocando 100 posti di lavoro e l’ indotto turistico – chiedono alla Regione di procedere senza indugio alla cementificazione.

Qui di seguito l’Appello per la tutela di uno dei paesaggi più belli d’Italia promosso dal Presidente dell’Associazione Bianchi Bandinelli , Vezio De Lucia, al Presidente della Puglia Vendola, in vista dell’imminente decisione regionale.

Il testo dell’appello:

Al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola

e, per conoscenza, al Ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini

Signor Presidente,

ancora una Soprintendenza sotto il fuoco degli speculatori. Stavolta è quella per i Beni architettonici e paesaggistici delle province di Brindisi, Lecce e Taranto che si oppone con motivazioni incontestabili alla realizzazione del nuovo porto turistico di Otranto, progettato dalla società Condotte d’Acqua, che dovrebbe anche gestire l’opera in concessione demaniale per cinquant’anni. Accanto a circa 500 posti barca medio grandi e per maxi yacht fino a 40 metri, sono previsti attracchi per navi da crociera, un lungomare; servizi nautici e residenze per i diportisti, autorimesse interrate e vari servizi. L’investimento complessivo ammonta a circa 50 milioni. Secondo i promotori, l’opera dovrebbe intercettare i flussi turistici, diventando uno scalo di sosta e di transito decisivo lungo le rotte adriatiche per Albania, Grecia e Turchia.

Ma le conseguenze per il paesaggio e l’equilibrio ambientale sarebbero drammatiche. Il nuovo porto trasformerebbe irrimediabilmente la percezione e la vista da terra e dal mare, compromettendo il godimento del paesaggio. La fascia costiera sarebbe snaturata, come le visuali panoramiche da e verso il centro storico. Non solo di giorno, ma anche di sera e di notte, quando l’illuminazione della struttura portuale farebbe “scomparire” il centro storico di Otranto, i suoi monumenti, i bastioni, l’insenatura portuale storica.

Le è noto, signor Presidente, che chi sottoscrive il presente appello ha apprezzato con soddisfazione l’impegno suo e dell’Amministrazione per il Piano Paesaggistico della Regione Puglia, il primo approvato in Italia, primo anche per i contenuti rigorosi con il quale è stato formato.

Il porto turistico di Otranto è in contrasto con il Piano Paesaggistico, e ci appare incredibile che si possa perpetuare quel tradizionale e scandaloso metodo di governo consistente nell’accantonare con disinvoltura norme e regole di tutela per favorire interessi privati con esse incompatibili. Contiamo perciò sul suo autorevole intervento per scongiurare quest’opera dannosa per il paesaggio, e quindi per il benessere e il futuro di Otranto, della Puglia, del nostro Paese.

Vezio De Lucia, Alberto Asor Rosa, Vittorio Emiliani, Edoardo Salzano, Maria Pia Guermandi, Tomaso Montanari, Salvatore Settis, Pier Luigi Cervellati, Piero Guzzo, Paolo Berdini, Piero Bevilacqua, Tonino Perna, Paolo Baldeschi, Ornella De Zordo, Helen Ampt, Ilaria Agostini, Claudio Greppi, Tiziano Cardosi, Alberto Magnaghi, Sergio Morozzi, Gianni Mori, Nino Crescenti, Marisa Dalai, Rita Paris, Umberto D’Angelo, Paola Nicita, Lucinia Speciale, Elisabetta Simeoni, Sergio Vasarri, Sara Parca, Irene Berlingò, Giovanna Merola, Rosalia Varoli, Anna Maria Mandillo, Luisa Calimani, Giacinto Giglio, Emanuela Vesci, Ercole Guerra, Teresa Liguori, Gigliola Fioravanti, Roberto Scognamillo, Sergio Brenna, Stefano Boato, Stefano Fatarella, Sergio Brenna, Maria Paola Morittu, Cristiana Mancinelli Scotti.