Fermiamo i tunnel TAV sotto Firenze

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Fra le grandi opere che sono in corso di realizzazione in Italia, il sottoattraversamento Alta Velocità di Firenze è una delle meno conosciute.

Il Comitato No Tunnel Tav si oppone da anni a questa opera che è altamente impattante sull’ambiente e sui cittadini, inutile da un punto di vista trasportistico e costituisce un enorme spreco di denaro pubblico.

A ulteriore conferma sono arrivate recentemente anche le indagini della magistratura, con provvedimenti contro personaggi della politica e delle imprese costruttrici.

Chiediamo perciò che il progetto venga abbandonato e le risorse risparmiate investite per migliorare la rete di trasporto pubblico locale.

IL PROGETTO DI SOTTOATTRAVERSAMENTO AV IN BREVE

monnalisa1Le FS, in accordo con le amministrazioni centrali e locali, hanno deciso di realizzare un sottoattraversamento ferroviario della città, con annessa stazione sotterranea, a uso esclusivo dell’Alta Velocità: si vogliono costruire due tunnel di oltre 7 km che passeranno sotto le abitazioni e anche sotto edifici di valore storico-artistico, come la cinquecentesca Fortezza da Basso, lambendo il centro storico (dichiarato dal 1982 patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO). La stazione sotterranea, progettata dall’architetto Foster, è un’enorme camera di circa 450m x 50m, in vetro e acciaio, con tre piani sotterranei ed uno rialzato, in buona parte destinati a centro commerciale.

IMPATTI SULL’AMBIENTE E SULLA POPOLAZIONE

Oltre agli effetti diretti dovuti alla costruzione (vibrazioni e pericoli di crolli), le paratie dei tunnel e della stazione sotterranea funzionano di fatto come una diga: la falda acquifera sotterranea, che dalle colline naturalmente scorre verso l’Arno, si innalzerà a monte e si abbasserà a valle. Questo comporterà cedimenti del terreno e metterà a rischio gli edifici della zona vicina ai cantieri: già con i soli lavori preliminari la falda si è sbilanciata di circa 1,5 m.

A causa della natura incoerente e disomogenea del sottosuolo fiorentino, che non è stata adeguatamente tenuta in conto in fase preliminare, ulteriori cedimenti superficiali aumenteranno il numero degli edifici soggetti a danni.

Durante e dopo i lavori ci saranno pesanti effetti sulla qualità della vita in città: incremento dell’inquinamento dell’aria e del rumore (già a livelli insopportabili), incremento del traffico, distruzione (già avvenuta) del parco storico dei Macelli che ospitava oltre 130 alberi per far posto alla stazione Foster, che sarà un ulteriore centro commerciale in una zona già satura e desertificata di attività di prossimità.

Ecco un’analisi sui rischi del sottoattraversamento:

 

LACUNE PROGETTUALI

Il progetto ha anche delle gravi lacune formali: manca la Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) per la stazione Foster, e tuttora non è chiaro dove e come si potranno smaltire i 3 milioni di metri cubi di terre escavate (che le norme europee considerano “rifiuti speciali”, ma il governo Monti ha tentato di derubricare a “sottoprodotti” consentendone il riutilizzo nel ripristino per esempio di cave dismesse).

Inoltre i tempi di realizzazione saranno lunghissimi: a fronte di una previsione di 8 anni di lavori, dall’allestimento dei primi cantieri (2009) ad oggi (luglio 2014) sono stati svolti solamente lavori preliminari. Nonostante i roboanti comunicati stampa del sindaco Nardella e dei ministri e sottosegretari competenti, tuttora la fresa non è in grado di scavare (come già risultava dalle intercettazioni telefoniche fatte dalla magistratura). Di fatto la tempistica reale non è prevedibile.

INUTILITÀ TRASPORTISTICA

Dal 2009 è in esercizio la direttrice AV Milano-Roma e da allora centinaia di frecce rosse transitano e fermano a Firenze ogni giorno, utilizzando l’attuale rete ferroviaria. È evidente perciò che i tunnel non sono necessari e non è neppure vero che velocizzerebbero il transito: infatti nel loro percorso saranno presenti due curve a 90 gradi che non potranno essere percorse a velocità maggiori di 70 km/h.

La nuova stazione Foster per di più sarà completamente scollegata da qualsiasi altro servizio di trasporto, così come dalla stazione centrale di S. Maria Novella, e servirebbero ulteriori infrastrutture di raccordo, che non sono affatto state progettate.

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COSTI ALLE STELLE

L’appalto è stato assegnato alla società Nodavia che fino ad oggi ha avuto come capofila Coopsette.

La gara d’appalto è stata vinta per 700 milioni, ma già adesso le previsioni finali di FS sono di 1,7 miliardi di euro. Le criticità insite nel progetto, che per certo obbligheranno a varianti in corso d’opera, suggeriscono che questa cifra sarà ampiamente superata, probabilmente si andrà oltre i 3 miliardi di euro.

Si consideri che in Italia i costi dell’Alta Velocità hanno storicamente subito incrementi oltre 5 volte rispetto a quelli previsti. I costi delle linee TAV italiane sono 6 volte quelli di altri paesi europei.

Questi costi incrementano il debito pubblico senza produrre benefici sociali, in un periodo di crisi economica e difficoltà sociale in aumento.

PROBLEMI GIUDIZIARI E FINANZIARI

Nel gennaio 2013 la magistratura di Firenze ha sequestrato la fresa e altro materiale da costruzione; infatti dalle intercettazioni telefoniche le attrezzature utilizzate risulterebbero difettose o contraffatte: la fresa sarebbe pericolosa in fase di scavo e i conci delle gallerie non garantirebbero la tenuta in caso di incendio.

Sono stati emessi oltre 30 avvisi di garanzia a manager delle Ferrovie, dei Ministeri e delle ditte costruttrici per gravi reati tra i quali corruzione e truffa.

Sono state documentate anche infiltrazioni della camorra nella gestione delle terre di scavo. Nel comune di Scarperia è stata sequestrata una discarica abusiva dove sono stati sversati i fanghi prodotti da gli scavi fiorentini.

Nel settembre 2013 le indagini hanno portato a 6 arresti eccellenti tra i quali quello di Mariarita Lorenzetti, ex presidente della Regione Umbria e, ai tempi, presidente di Italferr, società controllata dalle FS che gestiva la realizzazione dell’opera.

Infine la Coopsette, cooperativa di Reggio Emilia, capofila delle ditte appaltatrici, gravata dai debiti, ha chiesto nel 2013 il concordato preventivo per evitare il fallimento, e dopo vari tentativi di ristrutturazioni del debito si appresta oggi ad uscire dall’appalto, lasciando il posto alla multinazionale Condotte S.p.A. (già nota alle cronache per aver subappaltato a ditte della ‘ndrangheta dei lavori stradali in Calabria).

L’ALTERNATIVA C’È!

Un gruppo di ricerca dell’Università di Firenze, promosso dal LAPEI (Laboratorio di Progettazione Ecologica degli Insediamenti dell’Università fiorentina), ha elaborato un progetto alternativo di superficie che, con tempi e costi ampiamente inferiori, permetterebbe oltre al passaggio dei treni AV, la realizzazione di un sistema di trasporto su ferro per l’intera area metropolitana.

Nonostante tutto questo, le istituzioni centrali e locali si ostinano in questo progetto assurdo e non prendono neppure in considerazione l’idea di bloccare i lavori, peraltro già fermi, e ripensare alla possibilità di un progetto alternativo di superficie.

Per questo chiediamo ai cittadini di firmare la nostra petizione rivolta a Comune, Provincia, Regione, Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, Presidente del Consiglio dei Ministri perché accettino un confronto ascoltando le ragioni del buon senso e della coscienza civica.

Comitato no tunnel tav di Firenze
www.notavfirenze.blogspot.com

I video di alcuni interventi al recente convegno Il Passante Alta Velocità di Firenze – Da un progetto insostenibile ad un modello innovativo che abbiamo organizzato il 22 marzo 2014 possono essere visti direttamente al seguente collegamento:
http://notavfirenze.blogspot.it/2014/04/il-passante-alta-velocita-di-firenze.html

Un commento

  1. Il pappone di Stato Renzi antidemocratico e non eletto da nessuno, con il suo fare da ducetto insiste ancora con le grandi opere spesso inutili e dannose. Ma lui deve accontentare i suoi amichetti. Se ne vada a casa! Con lui al governo spiragli positivi non ci saranno.

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