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logo_salviamoilpaesaggioSiamo costretti ad un’altra allarmata denuncia per l’ennesimo episodio di distruzione del paesaggio: quello straordinario dell’Umbria, uno dei più ammirati d’Italia.

Infatti sabato 28 marzo scadono i termini entro i quali il Governo può impugnare davanti alla Corte Costituzionale il Programma Strategico Territoriale approvato dal Consiglio regionale dell’Umbria (legge regionale 1 del 2015).

E ci sono ottimi motivi per il quale dovrebbe essere il Ministro per i Beni culturali Dario Franceschini a proporre al Consiglio dei ministri di rivolgersi alla Corte.

Il Programma umbro non è soltanto finalizzato unicamente allo sviluppo economico, ma pretende di essere sovraordinato al futuro Piano Paesaggistico. In altre parole, quello stravolgimento del Piano in senso di consumo del territorio che i consiglieri toscani del Pd e di Forza Italia hanno fatto nella fase finale del lavoro delle commissioni del Consiglio Regionale, in Umbria si fa – più comodamente – prima ancora di scrivere il Piano. E i comuni umbri saranno addirittura obbligati a seguire il Programma Strategico (sovraordinato) e a disattendere il Piano Paesaggistico (sottoordinato), quando essi, prevedibilmente, saranno in contrasto. Chi parla più della “Verde Umbria”? Le stesse Soprintendenze non avranno, in pratica, più gli strumenti per far applicare i vincoli, che saranno ridotti a mere invocazioni. Un delitto perfetto.

Tutto ciò contrasta frontalmente con gli articoli 135 e 143 del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio, ma è soprattutto radicalmente incostituzionale. Perché straccia il secondo comma dell’articolo 9 della Carta Costituzionale, che essendo un principio fondamentale non può essere subordinato a nessun’altra esigenza. Non posso prima decidere cosa voglio cementificare e poi decidere cosa devo tutelare: devo fare esattamente il contrario, o sono fuori dalla Costituzione.

Il primo caso di applicazione di questo scempio giuridico è l’attuale superstrada Orte-Mestre trasformata in una inutile autostrada di 400 km promossa dal politico del Nuovo Centro Destra Vito Bonsignore (indagato nell’inchiesta di Firenze), finanziata con uno sgravio fiscale di 2 miliardi e mezzo di euro dallo Sblocca Italia Renzi-Lupi. In Umbria – che ne sarà integralmente attraversata, da sud a nord – e approvata, nel gennaio 2014 (mentre si lavorava a questa legge), dal Consiglio regionale col voto bipartisan di FI e PD all’unisono. Ormai sta emergendo che – oltre al consumo di suolo e al devastante scempio paesaggistico del ‘cuore verde’ d’Italia – i cittadini e le imprese umbri ne sarebbero robustamente penalizzati a causa dei pedaggi per remunerare il concessionario.

Soltanto un forte movimento di opinione può costringere il Partito Democratico a ricordasi di non essere (ancora) del tutto identico a Forza Italia. Solo così possiamo sperare di salvare il futuro dell’Umbria.

Bruno Toscano, storico dell’arte, Tomaso Montanari, storico dell’arte, Desideria Pasolini dall’Onda, fondatrice di Italia Nostra, Vezio De Lucia, urbanista, presidente Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, Vittorio Emiliani, presidente Comitato per la Bellezza, Paolo Berdini, urbanista, Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte, Maria Pia Guermandi, consigliere nazionale Italia Nostra, Andrea Emiliani, storico dell’arte, Sauro Turroni, architetto, Cesare De Seta, storico dell’arte e del paesaggio, Alberto Asor Rosa, scrittore e saggista, Massimo Bray, Enciclopedia Treccani, Ebe Giacometti e Maria Rita Signorini, consiglieri nazionali di Italia Nostra, Marisa Dalai storica dell’arte, Marilena Ballestriero, Salviamo il Paesaggio Legnano, Assotecnici, Cristiana Mancinelli Scotti, Salviamo il Paesaggio Roma, Maria Teresa Liguori, vice-pres. nazionale Italia Nostra, Edoardo Salzano, direttore Eddyburg, Antonio Pinelli, storico dell’arte, Anna Maria Bianchi Carteinregola, Anna Donati ambientalista, Domenico Finiguerra, fondatore Movimento Stop al consumo di suolo, Enzo Rossi direttore del mensile Altrapagina Città di Castello, Antonio Guerrini, presidente Centro Studi Altrapagina Città di Castello, Livio Marini, sindaco Corchiano (Viterbo), pres. Ass. Comuni virtuosi,Achille Rossi parroco di Riosecco di Città di Castello, Annarita Bartolomei, operatrice culturale, Sergio Brenna, architetto, docente Milano, Claudio Arbib, Università dell’Aquila, Giuliana Ricci, già Politecnico di Milano, Orietta Rossi Pinelli, storica dell’arte, Giovanni Emiliani, Ass. Economia della Cultura,Francesca Valli, storica dell’arte Brera, Angelo Torricelli, preside Scuola Arch. Politecnico Milano, Amedeo Bellini, prof. restauro architettonico, Politecnico Milano, Cecilia Ghibaudi, giù funzionario Mibac, Lorenzo De Stefani, Politecnico Milano, Fabrizio Cianci urbanista, Federico Sandrone, Salviamo il Paesaggio Cuneo, Alberto Tagliaferri, Graziella Tonon, Giancarlo Consonni, Politecnico Milano, Mario Cresci, Giorgio Panizza, docente Università Pavia, Giorgio Osti, Tor Carbone, Carlo Samori, Flaminio Borgonovo, Arturo Baron, Pellegrino Bonaretti, Maria Cristina Tanzi, Luca Marescotti, Stefano Crespi Reghizzi (tutti del Politecnico Milano), Bernado Peissel, Istituto Tumori, Giuliana Cardazzi, docente restauro, Michele Boato, pres. Istituto Alexander Langer, Oreste Magni, presidente Ist. Valle Ticino, Claudia Petrucci, Ist. Scienze Umane, Cristiana Quattrini, Beni culturali, Sony Kperia, Fernando Ferigno, giornalista e scrittore, Nino Criscenti, giornalista, Barbara Bonomi Slow Food, Gino Scarsi Salviamo il Paesaggio Roero/Cuneo, Fiorenzo Rossetto Salviamo Bracciano, Lorenza Bolognini, Salviamo il Paesaggio, Giorgio Zanchetti storico dell’arte, Giovanni Donato, storico dell’arte, Alessandra Pugassi.