Una delle questioni di cui dovrà occuparsi il nuovo consiglio regionale, prossimo all’insediamento, è quella che riguarda la “Città della Salute” di Sesto San Giovanni. Un progetto che prevede la costruzione di un nuovo polo ospedaliero dove trasferire l’Istituto Nazionale dei Tumori di via Venezian e l’Istituto Neurologico Besta. Il tutto sui circa 250000 metri quadri dell’area Falck.

Se n’è parlato anche in un incontro pubblico organizzato dal comitato locale di Salviamo il Paesaggio mercoledì 12 dicembre 2012.

Un incontro cui hanno preso parte vari rappresentanti dei due ospedali coinvolti nella questione, oltre agli esponenti dei comitati ambientalisti locali. E’ emerso chiaramente come non ci sia alcun collegamento tra i due ospedali, che nelle intenzioni di Regione Lombardia dovranno fondersi in questa nuova struttura. L’Istituto Nazionale dei Tumori ha recentemente speso decine di milioni di euro per rimodernare la sua struttura. Gli sarebbe sufficiente ottimizzare spazi già a disposizione e attualmente inutilizzati per avere il massimo dell’efficienza. Per quanto riguarda il Besta, invece, c’è la necessità di rinnovare una struttura obsoleta. Ma avrebbe bisogno eventualmente d’essere affiancata da una struttura ospedaliera di indirizzo generale. Non da un istituto ad indirizzo specifico com’è l’Istituto Tumori. Sono gli stessi dirigenti dei due ospedali a confermarlo.

“Non è un caso che due anni fa lo stesso Formigoni avesse parlato dell’ipotesi di unire il Besta al Sacco” – spiega nel suo intervento Orazio La Corte, del circolo Legambiente di Sesto San Giovanni. “Quattro o cinque anni fa inoltre, il direttore dell’ospedale Niguarda aveva fatto presente come in quella struttura ci fossero delle nuove strutture, con padiglioni attrezzati per la neurologia, e tanti spazi inutilizzati”.

Qual è dunque l’utilità di questa nuova struttura? “Ci chiediamo innanzitutto se in un momento in cui si parla tanto di “spendine review” non sia uno spreco intollerabile spendere 450 milioni di euro di soldi pubblici per realizzare qualcosa di cui non c’è alcun bisogno” – si chiede ancora La Corte. “Basta parlare di “città della salute”! Come se costruire questa nuova mega-struttura contribuisse davvero a migliorare la salute delle persone” – ci va giù duro anche il dottor Crosignani dell’Istituto Tumori, che spiega: “Qui si tratta di soldi pubblici che verranno spesi per una cosa che non serve e che poi mancheranno per le cose più importanti, ovvero la strumentazione e il personale. Mancanza di risorse oggi significa la morte di tutte quelle persone che hanno bisogno di cure e che senza fondi non possono riceverle. Questo è quanto.”

Il progetto, come confermato poi dall’ormai ex governatore Formigoni, sembra destinato a compiersi. “La disponibilità dell’area c’è. Le risorse sono state stanziate (330 milioni dalla Regione, più 120 di altri soggetti). Ci sono i permessi e gli strumenti urbanistici. E’ formalizzato il piano di bonifica. Non c’è dunque nessunissimo dubbio sul fatto che la Città della salute potrà essere realizzata. Naturalmente sarà compito della prossima Amministrazione regionale” – ha dichiarato Formigoni il 10 gennaio scorso, annunciando che il comune di Sesto ha sottoscritto un accordo che l’impegna a cedere alla Regione l’area opportunamente bonificata. Il comune di Sesto San Giovanni, dal canto suo, aveva reso noto attraverso il sindaco Monica Chittò di avere sottoscritto un accordo con Sesto Immobiliare, la società proprietaria dell’area Falck. Un accordo in base al quale Sesto Immobiliare si impegna a procedere alla bonifica del terreno, che verrà poi ceduto al comune.

E nell’ambito di questa operazione c’è stata una revisione del Piano di Governo del Territorio di Sesto, che prevede tra le altre cose la realizzazione di un nuovo centro commerciale. Altra cosa di cui la città non sembra avere bisogno. “Stando ai dati di una ricerca a cura del Politecnico di Milano, Sesto San Giovanni ha una superficie edificata pari al 90% del suo territorio. Una densità abitativa superiore a quella di Hong Kong” – incalza La Corte. “Con lo sviluppo delle nuove aree previste dal PGT, ci saranno 20000 nuovi abitanti, il che porterebbe la densità a 9900 abitanti per chilometro quadrato. Una situazione insostenibile!”.

Nel corso della serata del 12 dicembre scorso s’è poi  discusso anche di altri aspetti legati alla situazione ambientale di Sesto. Dalla vicinanza con la trafficatissima autostrada A4 alla presenza dell’inceneritore. Tutti aspetti che confermano l’impressione di un’opera che sarebbe fuori luogo. Soprattutto qui, dove ai tempi della chiusura della Falck s’era parlato di realizzare un grande parco, proprio per compensare la feroce urbanizzazione del territorio. Poi però è svanito tutto, seppellito da questo nuovo progetto edificatore. Cosa che la dice lunga su quali siano i principi più cari nel fare politica in Italia, purtroppo anche a livello locale.

Roberto Caravaggi


Per chi lo volesse, è possibile visualizzare il video dell’intera serata: