Nel Comune di Verghereto, in Provincia di Forlì Cesena, scorre il Torrente Alferello, che era uno dei torrenti più belli, se non il più bello, dell’Appennino Romagnolo, per il suo meraviglioso alveo tumultuoso, costellato di massi calcarei ciclopici e fiancheggiato da rigogliosi boschi di Ontano nero. Il verbo è al passato perché i lavori per la costruzione del nuovo idroelettrico che insisterà sul suo alveo l’hanno pesantemente danneggiato.

Pubblichiamo la lettera del WWF Cesena

Pur con tutto il disappunto e il rammarico per le autorizzazioni concesse dalla Regione e, per ultima, per la presa di possesso dei terreni autorizzata recentemente dal Prefetto di Forlì, alcuni volontari della scrivente Associazione stanno tenendo sotto controllo i lavori avviati per la realizzazione della centrale idroelettrica di FGF Elettricità sull’Alferello.

Nella circostanza sono state documentate le dimensioni della pista già realizzata in direzione del previsto punto di presa sul torrente e l’acclività degli sbancamenti conseguiti sui terreni delle proprietà Fabbri e Giovannetti.

Si é rilevato al riguardo che la pista in oggetto per lunghi tratti supera abbondantemente i mt 3,5 previsti dalle prescrizioni impartite nell’atto deliberativo GR n° 390/2009.

Inoltre si é rilevato che in alcuni punti lo sbancamento realizzato ha una pendenza verticale alta anche mt 5/6 circa incombente sul torrente sottostante. Si é anche rilevato che lo stoccaggio di terreno e rocce di riporto non avviene lungo la pista, come stabilito dalle prescrizioni, per essere poi riutilizzato, ma in un’area appositamente predisposta come cantiere, di cui non ci risulta che fosse stata concessa alcuna autorizzazione, …cioè la stessa dove vengono tenuti in sosta gli escavatori.

Gli stessi mezzi impiegati nell’esecuzione degli scavi, appare evidente che non siano “miniescavatori”, come previsto dalle prescrizioni, ma grandi escavatori, e di peso ipotizzabile in circa 300 quintali!

Sono stati inoltre documentati i disboscamenti in atto in prossimità del torrente, e quelli conseguiti lungo il tracciato della pista, che hanno comportato una notevole perdita di vegetazione boschiva costituita da latifoglie nobili (come carpini bianchi, cerri, aceri, ciliegi selvatici, ecc.) in ottimo stato evolutivo.

Dato che i lavori in questione sembrano quindi violare diverse prescrizioni stabilite nell’atto deliberativo di riferimento, il WWF ha già chiesto al Sindaco e a tutti gli uffici pubblici responsabili del procedimento e dei controlli, di intervenire immediatamente ai fini dell’accertamento degli eventuali abusi ipotizzati, e/o di responsabilità penali e di trasmettere il risultato degli eventuali accertamenti alla Procura della Repubblica di Forlì.

Comunque vadano le cose e sperando che gli auspicati provvedimenti della magistratura e del Tribunale delle Acque possano ancora evitare l’irreparabile atto finale di questo disastro, chiediamo che tutti gli uffici responsabili dei controlli, in primis il CFS e il Servizio Tecnico di Bacino, prestino particolare attenzione all’eventuale proseguimento dei lavori dato che risulta probabile che alcuni volumi di materiali di scavo possano finire nell’alveo o nelle scarpate del torrente sottostante, considerata l’elevata pendenza del versante sul quale si sta lavorando.

Di fronte agli sbancamenti impressionanti effettuati su pendici quasi perpendicolari, che chiunque può ora osservare (e che documentiamo nelle foto allegate) non si può fare a meno di ripensare alle dichiarazioni, che appaiono ora beffarde, dell’Assessore Regionale, Muzzarelli, che in risposta alle richieste di un’interrogazione presentata lo scorso anno dal consigliere del Mov. 5 Stelle, Defranceschi, asseriva:

“la rispondenza agli elaborati di progetto, sulla base dei quali esso è stato valutato, dello stato effettivo dei luoghi post-operam può essere verificato solo ad opera realizzata. Al riguardo, e a titolo di esempio, si citano i rendering foto realistici di progetto realizzati per l’area dell’opera di presa e per quella della centralina di produzione, dai quali si può apprezzare come tali opere risultino poco invasive dal punto di vista paesaggistico ed adeguate ai caratteri di pregio ambientale dei luoghi”.

WWF Cesena, il Presidente, Ivano Togni

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