20130924_Salviamo_Arbizzano

Invia anche tu una mail al Sindaco e agli assessoriper chiedere loro di non approvare il progetto >>

L’obiettivo è accendere i riflettori su quanto sta accadendo in una delle zone più belle d’Italia, la Valpolicella (provincia di Verona), e in particolare nell’area di Arbizzano (Comune di Negrar). L’attuale Amministrazione del Sindaco Giorgio Dal Negro ha deliberato in data 29 luglio 2013 un Piano degli Interventi che presenta aspetti e decisioni in grado di stravolgere per sempre il patrimonio storico e paesaggistico di uno dei biglietti da visita del Paese, la Valpolicella appunto. Ciò attraverso una distribuzione dei crediti edilizi a privati secondo linee di pensiero inquietanti.

Con questo breve documento vogliamo informare e fornire i numeri di ciò che sta per abbattersi su Arbizzano e chiedere che venga data visibilità, oltre i confini di un “paese” per arrivare all’attenzione del “Paese”. Solo così si può fermare.

BREVE PREMESSA

La distribuzione dei metri cubi di cemento e dei permessi di costruzione era stata delineata attraverso un PAT, Piano di Assetto Territoriale, costruito per:

  • favorire una distribuzione ragionata delle concessioni di costruzione a privati da parte del Comune. In questo modo, l’insediamento edificativo poteva essere utilizzato per ripopolare frazioni collinari portandovi case e edifici.
  • salvaguardare le aree che in anni precedenti erano state sottoposte a una forte edificabilità. Come, appunto, Arbizzano di Valpolicella.

A tale fine il territorio del comune è stato suddiviso in tanti micro ATO (25 Ambiti Territoriali Omogenei, ovvero porzioni di territorio) indicando un carico insediativo residenziale limite da non superare per ciascuno di essi. Così il territorio comunale poteva essere gestito in maniera più efficace.

COSA STA ACCADENDO

In data 29 luglio 2013 è stato deliberato il nuovo Piano degli Interventi, e qui si scopre che qualcosa stride rispetto al PAT: i carichi insediativi massimi per ciascun ATO vengono completamente stravolti. Il motivo è da ricercare nel concetto di “credito edilizio”.

DEFINIZIONE.Per credito edilizio si intende una quantità volumetrica o di superficie edificabile riconosciuta a seguito della demolizione di opere incongrue, l’eliminazione di elementi di degrado, la realizzazione di interventi di miglioramento della qualità urbana, paesaggistica, architettonica e ambientale, anche all’interno dei ambiti di riqualificazione e riconversione urbanistica e ambientale”.

In altri termini, se abbatti un capannone fatiscente, hai diritto a costruire.

All’attuale Amministrazione guidata dal Sindaco Giorgio Dal Negro pervengono circa 250 richieste di edificabilità da parte di privati, di cui una parte determinata da crediti edilizi ottenuti grazie all’eliminazione di capannoni fatiscenti nella zona montana: di che richieste si tratta? Richieste di trasferimento dei loro crediti dalle aree montane – aree poco appetibili dal punto di vista speculativo – al territorio di Arbizzano, il biglietto da visita della Valpolicella, ovvero un territorio ben più appetibile commercialmente per costruirci, vendere e trarre un maggiore profitto.

Per l’attuale Amministrazione, un privato che demolisce uno stabile o un capannone fatiscente acquisisce un diritto a edificare una cubatura residenziale. Può chiedere di trasportare il credito in un’altra porzione di territorio (ATO), e l’approvazione o meno di tale richiesta è a totale discrezione dell’Amministrazione. Ma (si noti) l’approvazione delle richieste dovrebbe tener conto del limite massimo di cubatura indicato per ciascun ATO. In altre parole: va bene approvare, ma senza andare oltre la capacità massima che ogni porzione può sostenere.

Nonostante questo, l’attuale Amministrazione permette l’atterraggio di “crediti edilizi” sempre nelle zone commercialmente più favorevoli, cioè Arbizzano, Santa Maria, ecc superando – e in tal modo eludendo – il vincolo di cubatura massima prevista (si veda l’esempio di Arbizzano Est, nella figura in basso: dai 2400mc previsti come limite indicato, ne sono stati concessi ai privati oltre 18mila).

L’Amministrazione del Sindaco Giorgio Dal Negro ha approvato tutte le richieste dei privati, con l’aggravante di aggiungere, proprio nelle zone più richieste, una cubatura propria (credito Novare) per espandere ancor più l’edificabilità (pag. 7 delibera).

RISULTATI

La zona maggiormente colpita da questa lottizzazione selvaggia è quella che comprende le splendide ville venete – tra cui Villa Serego Alighieri, Villa Fedrigoni, Villa Beraldini, Villa Zamboni – la pieve romanica – che ospita anche la celebre iscrizione di Nevia Neviola – e altre costruzioni di enorme interesse storico.

Per costruire cosa? Circa 393 appartamenti da 100 mq più un centro commerciale e un albergo/grattacielo.

Il pensiero del privato che chiede di trasferire i propri crediti edilizi è chiaro: i miei crediti li prendo a Torbe (zona montana), ma li voglio usare ad Arbizzano. Si notino “è interesse della proprietà” e “Arbizzano per la sua localizzazione, accessibilità, dimensione e condizione appare urbanisticamente vocata ad usi edificatori”. Riecheggiano qui formule e linee di pensiero che spesso si trovano associati a casi di speculazione edilizia.

Come detto, l’Amministrazione comunale ha completa discrezionalità nel concedere o meno tali trasferimenti. Sono state approvate tutte le richieste.

COSA SUCCEDERA’

Ecco una visione aerea dei blocchi di cemento previsti e approvati dal Piano degli Interventi dell’Amministrazione del Sindaco Giorgio Dal Negro.

mappa1

Ed ecco, zoomando, l’area delle ville venete, in cui spiccano le future colate di cemento:

mappa2

Vi invitiamo ad inviare una mail al sindaco e agli assessori competenti per invitarli a VOTARE NO AL PROGETTO.

Grazie!

Comitato di cittadini Salva Arbizzano 

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Istruzioni per mandare la mail:

DESTINATARI:

sindaco@comunenegrar.it
segreteria@comunenegrar.it
a.boldo@virgilio.it
lavoripubblici@comunenegrar.it
servizisociali@comunenegrar.it
urbanistica@comunenegrar.it
ecologia@comunenegrar.it
ediliziaprivata@comunenegrar.it
salviamoarbizzano@libero.it
redazione@larena.it

MESSAGGIO:

Se il Piano degli Interventi sarà approvato, una colata di cemento senza precedenti comprometterà non solo Arbizzano, ma tutta la Valpolicella.

La prego di ricordare che non si tratta soltanto di un piano degli interventi, bensì di un evento di più ampia portata, con conseguenze terribili e irreversibili sulla vivibilità, la storia e la bellezza paesaggistica di un territorio, patrimonio civile e morale di tutti noi e del futuro dei nostri figli.

Voti NO al piano, impedisca la distruzione della Valpolicella come oggi la conosciamo, che amiamo e di cui andiamo fieri.

Grazie

Nome e cognome

Indirizzo

Approfondimenti:

Scarica il documento completo (file pdf, 680 Kb) >

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Ottobre 2013

Commenti alle dichiarazioni del sindaco di Negrar, Giorgio Dal Negro (apparse su giornali e email)

Sindaco: «Costruzioni? Si tratta di bifamiliari e residenziale a vantaggio delle nostre famiglie, e armonizziamo il paesaggio, altro che cemento».
Comitato: nella frazione di Arbizzano, dei quasi 45.000 mc. previsti solo 1.600 mc. sono per usi familiari, il resto appartiene a grandi interventi speculativi. Tanto è vero che i 2/3 dell’intera cubatura comunale sono al di sopra degli 800 mc! I documenti e gli atti sono pubblici e i cittadini li stanno consultando rendendosi conto di come stanno le cose e di quanto i fatti siano diversi dalle sue parole. Dire che si armonizza il paesaggio è davvero il colmo! In un giornale locale, per il suo P.I. il sindaco ha parlato addirittura di “risanamento ambientale”…

Sindaco: «Esigenze delle famiglie e lavoro sono la nostra mission».
Comitato: anche il collegio dei docenti di Scienze dei Beni Culturali (UNIVR), ha spiegato al Sindaco quale dovrebbe essere la mission di un amministratore lungimirante e quali sono le vere esigenze del territorio, dei cittadini e soprattutto delle nuove generazioni. Ma lui continua a essere sordo e insensibile a questi appelli e a quelli della cittadinanza! La cittadinanza è costituita da persone consapevoli e non ignoranti, che sanno bene qual è il meglio per loro: questa stessa cittadinanza e quindi le famiglie stanno dicendo che il meglio per noi è che non si costruisca ad Arbizzano e in Valpolicella. Solo così difenderà le esigenze delle famiglie: ascoltandole.

Sindaco: «Non devastiamo nulla, anzi armonizziamo il nostro paesaggio, quattro case bisogna pur farle».
Comitato: 16.000 mc tra ville storiche e pieve di Arbizzano. E tutte costruzioni speculative. Forse bifamiliari, ma più di 50 abitazioni! Sul «quattro case bisogna pur farle»: una frase che si commenta da sola…

Sindaco: «L’ambizione di ogni sindaco è veder crescere le aziende».
Comitato: I cittadini e il territorio sono la prima azienda di un Sindaco, che deve essere in grado di salvaguardare il bene più importante che è l’interesse dell’intera collettività.

Sindaco: «Il Pat è stato approvato dalla precedente amministrazione e le regole del Pat sono state definite prima che arrivassi».
Comitato: Peccato che quel PAT sia stato “colpito e affondato”. Il PAT, fatto dalla passata amministrazione ha ricevuto come eredità dal vecchio PRG degli anni ’90 un residuo di 287.000 mc. A quel residuo non era stata aggiunta alcuna cubatura, aumentata invece da questa amministrazione con il nuovo PAT e di nuovo incrementata con questo Piano Interventi.
Si ricorda, inoltre, che la firma su questo P.I. è sua e di nessun altro, così come la responsabilità che si assume di fronte al futuro dei nostri figli.

Sindaco: «Molte opere pubbliche saranno a vantaggio della città».
Comitato: Ecco, appunto. A vantaggio della città…
E poi: “opere pubbliche”? Ma non aveva parlato di costruzioni per le famiglie?

Concludiamo dicendo che, finora, grazie alla mobilitazione di TUTTI (residenti ma anche cittadini e utenti da tutta Italia), sono stati raggiunti i seguenti risultati:
– 1200 firme di residenti raccolte e depositate a sostegno di Osservazioni sul P.I.
– lettera di condanna dal mondo accademico veronese (Collegio dei Beni Culturali di UniVR)
– articoli su stampa locale e nazionale (Corriere della Sera, L’Arena, Primo Giornale)
– lettera di condanna dall’Istituto Regionale Ville Venete
– parole di condanna pubblica dal WWF
– decine e decine di email di condanna da tutta Italia
– manifestazioni di protesta su Facebook, sui blog, su vari siti
– chiamata in causa del Ministro Massimo Bray
– passeggiata di protesta
– interrogazione parlamentare alla Camera dei Deputati sul Piano degli Interventi del Comune di Negrar per chiedere al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo: “quali iniziative s’intendono assumere con urgenze al fine di evitare una colata di cemento senza precedenti che rischia di condannare alla devastazione l’area di Arbizzano con conseguenze gravi e irreversibili sulla vivibilità dell’intera Valpolicella”.

Comitato di cittadini Salviamo Arbizzano

Per ulteriori informazioni o contatti:
https://www.facebook.com/SalviamoArbizzano

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