logo_salviamoilpaesaggioComunicato Stampa del 29 ottobre 2013

Compleanno importante per il Forum “Salviamo il paesaggio”: a due anni esatti dalla sua costituzione, l’invito delle Commissioni riunite Agricoltura e Ambiente della Camera

A due anni dall’assemblea di Cassinetta di Lugagnano che ha segnato la nascita del Forum italiano dei movimenti per la terra e il paesaggio, oggi alcuni esponenti della rete che riunisce 934 realtà tra associazioni e organizzazioni nazionali e comitati locali sono stati auditi a Roma dalle Commissioni congiunte Agricoltura e Ambiente della Camera dei deputati.

I deputati hanno richiesto al Forum – che promuovere la campagna nazionale “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori” – di presentare le proprie osservazioni in merito a due proposte di legge (attualmente in discussione nelle Commissioni) dedicate al contenimento del consumo di suolo agricolo e alla valorizzazione delle aree agricole.

Questo riconoscimento rappresenta una indubbia conferma del lavoro propositivo che in questi due anni il Forum ha realizzato, e che ha saputo porre al centro dell’agenda politica il delicato tema del consumo di suolo libero e del depauperamento dei paesaggi, un aspetto divenuto ormai centrale tanto nelle comunità scientifiche quanto negli orientamenti dell’Unione Europea” dichiara Alessandro Mortarino, coordinatore del Forum.

Nel corso dell’ultimo fine settimana, con un lavoro partecipato, il Forum ha redatto un documento di suggerimenti e “osservazioni” che oggi una delegazione di cinque componenti del Forum ha portato all’attenzione dei deputati delle due Commissioni. Il Forum invita il Parlamento a un intervento legislativo coraggioso (quale quello necessario oggi in Italia, dato che l’Ispra certifica un consumo di suolo di 69 ettari al giorno), che non si limiti a disporre una riduzione del consumo di suolo agricolo, come attualmente previsto all’articolo 3 delle proposte di legge in esame, ma persegua l’obiettivo di uno “stop al consumo di territorio agricolo e rurale” e consideri l’implicazione negativa derivante anche dalle nuove opere infrastrutturali (dissipatrice di suoli, molto spesso, di elevata classe agronomica).
E, soprattutto, non cada nell’errore concettuale di voler definire una sorta di “contabilità” che determini l’estensione massima di superficie agricola ancora consumabile ma stabilisca, semmai, la riduzione in termini quantitativi del consumo di suolo agricolo.

Scarica il testo articolato presentato dal Forum (file pdf, 553 kb) >>

Per maggiori informazioni:
info@salviamoilpaesaggio.it

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La nostra delegazione prima di entrare in Parlamento:

delegazione-SIP-parlamento

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