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L’associazione Spazi Popolari di Sannicola (Lecce) mette nero su bianco i propri dubbi sull’intervento di eradicazione di ulivi secolari deciso dalla Regione. E’ veramente necessario? E’ efficace? E’ stata seguita la giusta procedura?

E’ iniziata il 14 aprile l’estirpazione degli ulivi a Surbo. Più di 100, ultracentenari. La decisione dell’intervento viene dalla regione con una direttiva che individua l’area come infestata dal batterio della xylella fastidiosa.

I proprietari degli ulivi, informati frettolosamente e con vaghe e vane promesse di indennizzo, hanno visto un prezioso patrimonio fatto a pezzi.

L’Associazione si è mobilitata a difesa degli ulivi e in un comunicato ha espresso tanti dubbi e domande: l’autorità europea per la sicurezza alimentare ha sostenuto che non è nota alcuna strategia che abbia avuto successo nell’eradicazione di X. Fastidiosa. Quindi è motivato tale sacrificio?

Come mai si è proceduto ad abbattere alberi verdissimi e rigogliosi salvando invece quelli successivi leggermente malandati?

L’Associazione sottolinea infine che una Regione più attenta a questo patrimonio avrebbe dovuto affidarsi alle cure dei migliori esperti, ascoltando anche le voci del territorio e cercando di proporre una sperimentazione agro-ecologica che ad oggi continua ad essere ignorata.

Approfondimenti al sito: http://spazipopolari.blogspot.it/

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Foto della strage di ulivi secolari:

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Il comunicato di “Spazi Popolari”

14 aprile 2014
La mattanza degli ulivi del Nord Salento

Oggi a Surbo, sulla strada per Torre Chianca ed a Trepuzzi sulla strada che porta a Squinzano, accanto alla linea ferroviaria, sono iniziate le estirpazioni degli ulivi, i primi 100,ma i proprietari dicono che dovrebbero essere anche di più, a conti fatti. Appena appresa la notizia abbiamo cercato invano il primo sito, trovando qualche capitozzatura su ulivi ultracentenari, ma senza riuscire a trovare l’area, a causa delle interruzioni per lavori di ampliamento della strada provinciale(che tra l’altro prevede l’espianto di alcuni ulivi).

Giungiamo nel secondo luogo e lì assistiamo allo scempio. Questa dovrebbe essere la zona definita “nuovo focolaio”, dove xylella è presente, dicono, ma non manifesta sintomi ,impercettibili a distanza di pochi passi(da vicino qualche fogliolina) mentre il secco, presente su pochi esemplari, era dovuto, come ci spiega un contadino del posto, alla mancata rimonda oltre che al largo uso dei diserbanti. La Regione emana una direttiva il 10 aprile ed il 12 aprile, sabato,dei funzionari si presentano a casa degli interessati informandoli che, presenti o no, consezienti o no, il giorno 14 aprile, dalle ore 8.00 saranno eradicati i lori alberi. Ognuno di loro ha impresso su quel foglio le coordinate delle piante interessate ed il numero di alberi coinvolti dalla misura. Vaghe e vane promesse di indennizzo, si fa leva sulla responsabilità verso i vicini e le altre regioni. Costernati vedono fare a pezzi un patrimonio. Tutti ci vengono incontro, vogliono sfogarsi, fare domande,capirne qualcosa.”vedete, quest’albero mi avrebbe dato tanti frutti, guardate che impollinazione, mi sono sacrificato perché mi hanno detto che con questi esemplari si fermerà la malattia”. Ci ha detto uno dei proprietari. Un esemplare bellissimo quello che ci mostrava. Una chioma rigogliosa giaceva per terra. Alla presenza dell’ispettore provinciale all’agricoltura che gli aveva portato i documenti a casa, esprimo quel che ricordava l’autorità europea per la sicurezza alimentare a tal proposito“Non è nota alcuna strategia precedente che abbia avuto successo nell’eradicazione di X. Fastidiosa , una volta insediatasi all’aperto” quindi con mio rammarico devo anche dirgli del suo sacrificio vano. Estirpare le proprie piante non serve a debellare il batterio e purtroppo la ricerca continua ad essere concentrata nelle mani di pochi, il che rende ancora più lontana la speranza di trovare delle soluzioni che siano a garanzia del territorio ed alimentando il vuoto di conoscenze(nessuno sa nulla di quel che accade) ed i dubbi.

Come mai si è proceduto ad abbattere (non si comprende il criterio) alberi verdissimi e rigogliosi salvando invece quelli successivi leggermente malandati?

È lecito che i diretti interessati non siano mai stati informati neanche del campionamento effettuato nel mese di ottobre e che lo apprendano solo ora?

È corretta una procedura con soli due giorni di avviso formale?

Sui giornali ne parlavano da tempo, non è stata una decisione presa frettolosamente,eppure, perché gli interessati li hanno lasciati all’oscuro di tutto fino a due giorni prima dello svolgersi della procedura?

È normale che di sabato sera ti si vengano a bussare alla porta e ti dicano che si esegue una quarantena(a cui tu non ti puoi imporre) perché i tuoi alberi sono affetti da xylella fastidiosa senza peraltro che ti vengano consegnate le analisi eseguite su di essi?

Come hanno fatto ad individuare la malattia in quell’ area se non mostrava segni? Hanno campionato tutto il Salento e non ce ne siamo accorti?

“L’EFSA raccomanda pertanto che le strategie preventive per il controllo dei focolai si concentrino sulle due principali vie di infezione (piante da messa a dimora e insetti infetti presenti nelle partite di vegetali) e si fondino su un approccio basato su sistemi integrati.” Da quanto sopra si apprende che il parere era mirato alla prevenzione e non all’eradicazione. La Regione Puglia nelle mani del Servizio Fitosanitario Regionale che si sa, in caso di emergenze fitosanitarie è investito dei maggiori poteri, come si è mossa a tutela dei suoi ulivi secolari e non? Forse, una regione che ha a cuore il proprio patrimonio olivicolo, oltre che a seguire la prassi di una quarantena (di una batteriosi “atipica”) mai verificatasi su olivo ma da cui non si sfugge, avrebbe cercato di aprirsi, in questo dramma che ci sta affliggendo, alle cure dei migliori esperti,ascoltando anche le voci del territorio e cercando di proporre una sperimentazione agroecologica che ad oggi continua ad essere ignorata.

Associazione Spazi Popolari
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