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Con un dettagliato contributo la Federazione Regionale Lombarda degli ordini dei dottori agronomi e dottori forestali propone alla Regione il suo contributo per una revisione normativa verso l’obiettivo di una nuova sostenibilità ambientale, economica e sociale della pianificazione.

Da tempo è iniziato un percorso di riflessione sul tema del consumo di suolo e della sostenibilità della pianificazione territoriale in Lombardia. La Federazione Regionale Lombarda degli ordini dei dottori agronomi e dottori forestali sostiene un costruttivo confronto con tutte le rappresentanze interessate alla tutela del territorio e ha diffuso, lo scorso gennaio (leggi il comunicato stampa), il proprio contributo sul tema.

Suolo: il consumo di un bene comune non rinnovabile

La federazione si dichiara “disponibilità a collaborare con la Regione “ per una legge di governo del territorio che sia in grado di sostenere e premiare la corretta gestione del territorio lombardo anche ai fini della prevenzione del dissesto e della riduzione del consumo di suolo

Il territorio extraurbano, agricolo o forestale, rappresenta tuttora la componente predominante della superficie territoriale regionale”. In grave pericolo però e proprio per questo servono “scrupolose valutazioni dei costi-benefici derivanti dalla trasformazione di ulteriore suolo agrario” nonché “atteggiamenti prudenti e lungimiranti” che attualmente non sono applicati”.

Nel recupero delle aree c’è anche il rilancio del settore edile

La soluzione al problema è chiara: preferire il recupero delle aree già urbanizzate, inutilizzate o abbandonate anche perché, si sottolinea nel contributo “la tutela del suolo agricolo ed il freno al consumo di suolo non devono essere visti come necessità contrapposte rispetto allo sviluppo del settore edile” che verrebbe rilanciato dando nuova vita e nuove funzioni ad edificazioni obsolete o dismesse e riqualificando dal punto di vista energetico,antisismico e paesaggistico .

L’importanza di un’urbanistica attenta, soprattutto a livello sovra-comunale

I PGT dovrebbero comprendere norme che preservino la destinazione agricola dei suoli – afferma Tiziana Stangoni, coordinatrice del Dipartimento “Paesaggio e pianificazione territoriale” –, “tenendo in adeguata considerazione il carattere multifunzionale dell’attività agricola ed i servizi ecosistemici ad essa collegati e non la mera produttività economica”.

Sarebbe inoltre auspicabile che i Piani di governo del territorio – aggiunge Mario Carminati, membro dello staff del Dipartimento – compensassero le difficoltà del comparto agricolo mediante nuove forme di remunerazione delle prestazioni ambientali e delle funzioni di presidio territoriale svolte dalle aziende agricole, incentivando ad esempio forme più efficaci di valorizzazione dei prodotti di qualità e di tutela attiva dei rispettivi luoghi e paesaggi di produzione, anche attraverso adeguate forme di partecipazione della cittadinanza e dei consumatori”.

E’ importante infine che ci sia “una puntuale pianificazione sovra comunale, che possa ad esempio fornire ai Comuni facenti parte di un medesimo comprensorio, precise linee guida e indirizzi per il governo del territorio agro-forestale”. Questo aspetto è confermato ad esempio dai recenti casi di scontro, a suon di ricorsi, tra le scelte pianificatorie di molti comuni brianzoli in contrasto con le direttive di conservazione del piano territoriale di coordinamento provinciale.

“Questa nostra proposta – chiarisce il presidente della Federazione lombarda, Gianpietro Bara – non mira certo a privare i singoli Comuni della facoltà di pianificare il proprio territorio, bensì punta a fornire alle comunità locali indirizzi e criteri di giudizio più articolati e meglio rispondenti alle esigenze dei diversi ambiti territoriali della regione.
L’estensione delle aziende agricole e le caratteristiche del territorio non dipendono infatti dai confini amministrativi comunali: in una fase storica particolarmente delicata, in cui oltretutto viene messa in discussione l’esistenza stessa delle Province, il livello di pianificazione sovra comunale può consentire economie di scala e rispondere a indiscutibili principi di semplificazione normativa e procedurale”.

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Luca D’Achille