Immagine_744Un contestato piano prevede il taglio di alberi all’interno dell’area naturalistica della faggeta di Monte Venere nel Lazio. Minacciosi precedenti e pareri esperti richiamano l’attenzione sui pericoli di questa scelta, mentre l’opinione pubblica si mobilita a difesa di questo delicato ecosistema.

Il Piano di Gestione e Assestamento Forestale

Il Comune di Caprarola, proprietario dei terreni, ha previsto un piano di taglio considerato rigenerativo sul 10% dell’area. Il 4 gennaio scorso è scaduto il termine per la presentazione delle osservazioni. Molti esperti hanno espresso il loro timore: i tagli potrebbero lasciare campo libero alle specie invasive.

L’area si trova infatti ad un’altitudine tale che la rigenerazione sarebbe estremamente complicata e ancor più difficile considerando lo sfruttamento già intenso della zona e i cambiamenti climatici in corso.

La faggeta inoltre è valutata in buono stato. Un intervento di tale rilevanza sembra quindi una forzatura, forse per questioni economiche. Perché rischiare di compromettere una foresta esistente di altissimo valore? Un assurdo se si pensa a quanto è difficile rincorrere a posteriore gli effetti negativi sull’ambiente con interventi di nuova forestazione.

Il delicato ecosistema e l’importanza storica dell’area

Siamo all’interno della Riserva Naturale del Lago di Vico, istituita dal 1982. Un’area di estrema importanza tanto che potrebbe essere nominata dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Un habitat unico, sia per la flora che per la fauna, ma molto fragile: lo sfoltimento sarebbe un evento altamente stressante per la natura e per gli equilibri idrogeologici.

In molti si chiedono se sono state fatte adeguate indagini, anche dal punto di vista delle eventuali presenze storiche e protostoriche. Fulcro Pratesi in un articolo del Corriere della Sera dello scorso Giugno dedicato alla Faggeta di Caprarola ricorda che già gli storici dell’antica Roma citavano questi luoghi tanto meravigliosi quanto intricati e spaventosi.

Una ventina di scienziati di elevato spessore, associazioni preposte e cittadini hanno elaborato le osservazioni allegate che sono il frutto della condivisione e del sentimento che si prova per la Natura, Papa Francesco direbbe “per il creato”. Le osservazioni sono state spedite in tempo utile al Comune di Caprarola ed alla Regione Lazio.  Sono arrivate numerose osservazioni che sono ora in esame.

I pericolosi precedenti

La questione è aperta da tempo. Precedenti interventi simili a quelli proposti dal piano sono già stati attuati qualche anno fa ed anche in altre zone (Bassano Romano). L’esperienza ha dimostrato che non hanno giovato al rinnovamento ma favorito le specie competitive. Meglio l’equilibrio naturale sostiene il Movimento 5 Stelle di Viterbo che contrasta il progetto appoggiando associazioni ambientaliste e cittadini.

Il Sindaco si difende e in un recente comunicato annuncia l’imminente avvio di una sperimentazione: per cinque anni su una parte di foresta saranno realizzati interventi ad impatto zero per capire e verificare concretamente se per il futuro della faggeta convenga effettuare i tagli oppure no.

Qualche mese Legambiente aveva già contestato l’Amministrazione Comunale per scelta di tagliare circa 900 alberi lungo la strada provinciale Valle di Vico con la motivazione della sicurezza stradale.

Intanto sul web l’associazione ambientalista, insieme a Lipu, Accademia Kronos, Amici della Faggeta e altre associazioni, ha lanciato una petizione per chiedere che in un ecosistema così delicato, unico e insostituibile, non vengano effettuati i tagli forestali previsti dal piano. Un appello già sottoscritto da oltre 2500 persone tra cui personaggi illustri ed esperti del settore.