Un grande cimitero da 120.000 loculi per un paese che conta circa 6 mila abitanti. Un’opera contestata: il consumo di suolo colpisce uno degli ultimi angoli di paesaggio agricolo alle porte di Roma

Abbiamo fatto qualche domanda sulla vicenda a Mario Galli, candidato sindaco al Comune di Gallicano nel Lazio nel 2013 poi consigliere comunale, referente di Salviamo Passerano, comitati e associazioni riuniti a difesa dell’integrità territoriale dell’ultimo polmone verde alle porte di Roma Est

Immagine in evidenza tratta dal blog: Salviamo la tenuta di Passerano

Partiamo dall’origine della proposta e dal suo avanzamento

Ormai questo mega-cimitero è più che una semplice proposta. Sebbene manifestazioni e consiglio comunale aperto abbiano dimostrato in modo lampante che la popolazione è contraria a questo tipo di progetto e di “sviluppo” del territorio, la politica comunale non ha voluto ascoltare ragioni, ma si è trincerata dietro scuse talmente false e bugiarde che per la loro gravità non voglio nemmeno ripetere per non rischiare qualche denuncia”.

La palla è in mano ai privati

Trattandosi poi di project financing, la consequenzialità degli atti da porre in essere è in mano al privato proponente il progetto. Il comune ha assunto l’impegno dell’interesse pubblico, la qual cosa non connota affatto la valenza pubblica dell’opera, sia chiaro. Che vi sia interesse pubblico è stato smentito in ogni sede, che l’opera sia pubblica è da vedere, visto che per 30 anni i proventi del cimitero andranno a chi investirà i capitali“.

Sono diverse le problematiche collegate al progetto: a partire da quelle ambientali.

L’area prevista per la costruzione di questo mega-cimitero è quella della Tenuta Agricola di Passerano, all’interno della quale si innalzano le mura di una fortezza del sec. XI appartenuta alle famiglie Colonna, Pallavicini e Rospigliosi: il Castello di Passerano. Quasi 1000 ettari di Agro Romano Antico, uno dei paesaggi più belli e caratteristici della campagna romana, un “unicum” da preservare per la sua natura agricola e storico culturale. Olio, latte, ortaggi e carne sono solo alcune delle produzioni di questa tenuta agricola; per non parlare del patrimonio storico ed archeologico in essa presente e che la natura ha preservato da duemila anni: può essere sostenibile sventrare qualcosa di unico ed irripetibile per far posto al cemento? Il mondo intero ci invidia questi paesaggi, queste produzioni agro alimentari e noi cosa facciamo? Li copriamo di cemento? Questo è il nostro petrolio e dobbiamo sfruttarlo per quello che rappresenta, non per quello che potrebbe diventare“.

Ci sono critiche, come già detto, anche sulla partecipazione e coinvolgimento dei cittadini. Cosa è successo?

” Il comune di Gallicano nel Lazio non ha mai reso partecipi i cittadini della scelta di costruire il mega-cimitero su Passerano. L’interesse pubblico è stato deliberato dal Comune nel 2013, a 40 giorni dalle elezioni comunali e senza che prima vi fosse mai stato un confronto pubblico con la popolazione. In tal modo, l’Ente, ha contravvenuto alla convenzione europea di Aarhus che (firmata dalla UE e dai suoi stati membri nel 1998) è stata approvata a nome della Comunità. La convenzione, in vigore dal 30 ottobre 2001, parte dall’idea che un maggiore coinvolgimento e una più forte sensibilizzazione dei cittadini nei confronti dei problemi di tipo ambientale conduca ad un miglioramento della protezione dell’ambiente”.

Oggi quali scenari si presentano?

Il comune ad oggi è stato commissariato. Da un lato troviamo l’azienda agricola di Passerano, che si è sempre opposta ad ogni tentativo di cementificazione. Dall’altro ci siamo noi associazioni ed organizzazioni che stiamo lottando contro questo scempio che si profila e che stiamo studiando e proponendo modelli di sviluppo alternativi. Poi ci sono i privati che hanno l’unico interesse di portare a termine il progetto“.

Dal Comune alla Regione, dove è stato proposto di istituire un vincolo di monumento naturale, la questione è arrivata  anche in Parlamento:

“Fino ad oggi, finché il sottoscritto è stato consigliere comunale di opposizione a Gallicano nel Lazio, non una pietra è stata posta in terra. La politica è la grande assente su questo tema. Da Zingaretti a Raggi nessuno si è mai espresso ufficialmente su questo progetto, eccezion fatta per i ragazzi del Movimento 5 Stelle e di Fratelli d’Italia della Regione Lazio che attraverso interrogazioni hanno dato battaglia insieme a noi e grazie ai quali è stato approvato un ordine del giorno per istituire il vincolo di monumento naturale a tutta la tenuta; grazie poi a Federica Daga, deputato 5 Stelle che ha presentato una interrogazione parlamentare su questo tema, ma alla quale non abbiamo ancora ricevuto risposta”.

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