A cura del Comitato Salviamo il Paesaggio di Mogliano Veneto (Treviso).

L’Ambiente che ci circonda vorrebbe festeggiare con noi, ma in realtà non c’è molto da festeggiare.
Per quanto si predichi a tutti i livelli che bisogna arrestare il consumo di suolo, nel nostro comune esso prosegue inarrestabile.
Si dice che la colpa sia sempre delle precedenti amministrazioni, ma resta il fatto che, permanendo l’acquisizione degli oneri di urbanizzazione a servizio della spesa corrente, anche questo comune ha fatto la sua parte (per fortuna dal gennaio 2018 entra in vigore una nuova norma che vieta questo utilizzo).

Basta andare nell’area destinata al VEGA tra Bonisiolo e Zerman, per capire cosa significhi consumare il suolo. Un’area che prima era un fiore della frutticoltura moglianese ora sta per essere coperta dal grande centro gestionale di quest’azienda commerciale.
Eppure dall’altra parte della strada esiste un’area a destinazione artigianale e commerciale con capannoni ancora non utilizzati e spazi liberi.

Insomma dalle nostre parti (si intende il Veneto) l’urbanistica è una pratica che deve ancora acquisire il senso di essere al servizio di un’ordinata gestione del territorio e di quel bene insostituibile che è la TERRA.
TERRA come spazio da destinare al verde, sia quello agricolo che quello che serve a mitigare i cambiamenti climatici in corso, spazio che serve a far percepire alla cittadinanza il suo essere un bene eco sistemico, cioè che porta valore al nostro vivere, al nostro tempo libero, quando c’è.

Un primo positivo, per quanto timido intervento, si è concretizzato nella realizzazione di un piccolo bosco in un’area periferica ove l’agricoltura ancora predomina. Scelte del genere dovrebbero vedere i privati sempre più coinvolti, promuovendo la possibilità del cambio d’uso dei terreni incentivando le “varianti verdi”.

Questa amministrazione comunale ha avviato alcune buone pratiche a livello ambientale, soprattutto nel far percepire ai cittadini, attraverso regolamenti, conferenze, opuscoli informativi, quali dovrebbero essere i comportamenti corretti nella gestione dei rifiuti, nell’uso dell’energia destinata al riscaldamento e refrigerazione degli edifici, nel tentativo di limitare l’uso di erbicidi e pesticidi che avvelenano i nostri terreni.
Ha recuperato alcune situazioni urbanistiche prima lasciate al più totale degrado, ma non è riuscita a cambiare la sensazione che senza una netta inversione di rotta a livello nazionale e regionale le misure adottate a livello locale rimangono palliativi.

Anche la recente Legge della Regione Veneto che si propone di porre un argine al Consumo di suolo, lascia nei suoi articoli finali tante e tali deroghe da rendere inefficaci i pur ottimi propositi.
A livello nazionale la Legge che ha gli stessi obiettivi, e cioè limitare/bloccare, l’uso insensato del nostro suolo, da anni è bloccata in Commissione.
Si continuano ad aprire centri commerciali e supermercati col risultato di uccidere i negozi di vicinato indispensabili a tenere in vita i centri cittadini.

Inoltre, nel nostro Comune, contrariamente a quanto affermato in campagna elettorale, non c’è alcun coinvolgimento dei portatori d’interesse in relazione a determinate politiche ambientali.
Non è mai stato chiesto un nostro coinvolgimento in fase di preparazione del PAT, neppure sulla questione in cui, per il nostro passato e per l’azione che continuiamo a portare avanti, si trattava di definire il destino delle Cave di Marocco. Di recente abbiamo appreso solo dai quotidiani locali che si sta approvando un progetto di nuova viabilità a ridosso dell’area di nostro interesse, e cioè tra il Dese e la Marocchesa, senza che si sia sentito il bisogno di informarci/coinvolgerci nella sua definizione.
Non pretendiamo certo di definire gli indirizzi di questa amministrazione, ma almeno essere informati/ascoltati, questo si.

In conclusione, alcuni segnali e sforzi nella giusta direzione a livello locale, non riescono a darci una qualche fiducia che il domani sia migliore dell’oggi anche se non dobbiamo cessare di darci da fare per tentare di cambiare una cultura che sembra molto attenta all’Ambiente con le parole e troppo poco coi fatti, e purtroppo questo riguarda tutti noi e non solo i politici che ci governano.

Auguri comunque.