Recuperati i primi terreni a uso civico occupati illegittimamente in Sardegna

Carloforte, Stea

A cura di Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus.

Risultato storico per la difesa delle terre collettive in Sardegna: per la prima volta, addirittura in via bonaria, vengono recuperati al demanio civico dei terreni occupati illegittimamente da Privati.

Accade a Carloforte, dove il Comune di Carloforte ha comunicato (nota Area Tecnica prot. n. 5993 del 22 giugno 2018) che ben tre terreni a uso civico occupati illegittimamente da Privati sono stati restituiti al demanio civico in seguito a richiesta comunale nelle località di Cala Lunga, Le Commende e Bricco Nasca: si tratta complessivamente di quasi 48 ettari, in passato pervenuti nelle mani di Privati per usucapione e compravendita, atti giuridicamente nulli nei confronti di terreni a uso civico (legge n. 1766/1927 e s.m.i., legge n. 168/2017, regio decreto n. 332/1928 e s.m.i., legge regionale Sardegna n. 12/1994 e s.m.i.).

Il Comune di Carloforte ha, poi, recentemente provveduto ad affidare incarico per la redazione del piano di valorizzazione e recupero delle terre civiche a libero professionista, così da poter provvedere al pieno recupero e alla razionale gestione in favore della collettività locale di un grande patrimonio ambientale, concludendo una virtuosa operazione avviata nel 2010, poi interrotta e recentemente ripresa.

Infatti, quasi un quinto (circa il 18,5 % della superficie isolana) dei poco più di 5.100 ettari dell’Isola di San Pietro, territorio comunale di Carloforte (CI), è demanio civico.
8.930.161 metri quadrati, cioè più di 893 ettari. Terreni ad uso civico, insomma. In varie località: Guidi, Punta delle Oche, il Pulpito, il Lago, Tacche Bianche, Cala Lunga, La Punta, Tacca Rossa, Bricco Napoli, La Borrona, Bricco Nasca, Stea, Le Commende, Guardia Mori, S. Anna – Tortoriso, Gioia, Memerosso, Giannuringo, Punta Grossa, Le Tanche, Canale di Sana, Paradiso, Rocchette, Gianchin, Montagne, Bricco Spagnolo, Rombi, Canalfondo, Patella, La Golfa, Piana, Sabina, Pozzino, Pitro, Fontane, Stagnetto, il Giunco, Cimitero, Fonde, Porta Leone.

Lo afferma la determinazione del Direttore del Servizio Affari legali, controllo, usi civici dell’Assessorato regionale dell’agricoltura e riforma agro-pastorale n. 243 del 24 febbraio 2005 (pubblicata sul supplemento ordinario B.U.R.A.S. n. 2 del 17 gennaio 2006).

Decine e decine di ettari (oltre 282) risultano occupati da Privati o, addirittura, edificati da tempo (ai Guidi, a Tacche Bianche, a Cala Lunga, a Tacca Rossa, a Nasca, a Le Commende, a Gioia, a Memerosso, a Punta Grossa, a Patella, a Paradiso, a Gianchin, a Sabina, a Pitro, allo Stagnetto, alla Porta Leone, al Cimitero, a Fonde, al Giunco).

Questi primi recuperi di terreni al demanio civico insieme alla recente emanazione da parte dell’Agenzia Argea Sardegna di ben 45 provvedimenti di accertamento di altrettanti demani civici sono fra i risultati positivi a cui ha contribuito la campagna per la tutela delle terre collettive della Sardegna che il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus sta conducendo da anni, da ultimo con la recente istanza (30 maggio 2018)per il recupero ai rispettivi demani civici (art. 22 della legge regionale n. 12/1994 e s.m.i.) di migliaia di ettari di terreni a uso civico occupati illegittimamente da Privati e da Società immobiliari e l’emanazione dei provvedimenti di accertamento di ben 120 demani civici rientranti in altrettanti Comuni, nonché la razionalizzazione delle terre collettive (artt. 36-41 della legge regionale n. 11/2017). Azioni legali, petizioni popolari, iniziative di sensibilizzazione, un incontro con il Presidente della Regione Francesco Pigliaru hanno contribuito non poco all’emanazione della recente legge regionale Sardegna n. 11/2017 (artt. 36-41) che consente una razionalizzazione e un ritorno alla legalità in tema di usi civici e, soprattutto, un lento inizio delle operazioni di conclusione degli accertamenti dei demani civici e una ancor più lenta presa d’atto delle competenze in tema di recupero dei terreni a uso civico illecitamente occupati da privati.

Tuttavia questi primi importanti risultati fan ben sperare per la progressiva conquista della legalità e della corretta gestione di diritti collettivi e di un patrimonio che interessa 4-500 mila ettari di coste, boschi, pascoli, terreni agricoli, circa un sesto dell’Isola.

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