Arriva al Parlamento Europeo la petizione in difesa di Piazza d’Armi e dei magazzini militari del quartiere Baggio di Milano.

Tutti questi argomenti si prestano a perorare la causa della creazione di un grande Parco urbano pubblico onde preservare l’integrità dell’area verde e boschiva – ex Piazza d’Armi – intesa come ”capitale naturale della biodiversità”. Si chiude così la sintesi della petizione n.0480/2018 che si può leggere sul portale dedicato alle istanze dei cittadini che si rivolgono al Parlamento Europeo. Da lì è possibile sostenere la proposta e aggiungere il proprio nome a quello del presentatore, Diego Profili, e alla lista degli altri 86 firmatari.

Nel testo si chiede l’inedificabilità della vasta area verde contenuta nel tessuto urbano di Milano, di grande interesse per molti motivi. Ne abbiamo parlato lo scorso marzo descrivendo il lavoro dei comitati impegnati a sostenere il valore pubblico di questo spazio. Tra i membri del coordinamento figurano il Comitato Cittadini Per Piazza D’armi, l’Associazione Parco Piazza d’Armi-Le Giardiniere, Dimensioni Diverse, Soy Mendel, Trotto Bene Comune, Off Topic e Comitato Intercomunale Silla 2.

Dalla possibile vendita alla richiesta di vincolo paesaggistico

Passata nel 2016 dal ministero della Difesa a quello dell’Economia e delle Finanze, l’area, storicamente destinata alle esercitazioni militari, era stata messa in vendita tramite una società di gestione. Di fronte a qualche lamentela per  la situazione di degrado della zona, il coordinamento ha messo in campo iniziative pubbliche per illustrare tutte le sue specificità e promuovere proposte alternative all’intervento edilizio con un progetto concreto, innovativo e sostenibile.

A maggio un potenziale acquirente, ben conosciuto, si è tirato indietro e il bando per la vendita è andato deserto. Per cercare di proteggere definitivamente l’area da possibili nuovi interessi edificatori e sostenere invece il progetto dei comitati ecco ora la Petizione n. 0480/2018 che sottolinea, in sintesi, quanto sia vitale la conservazione di quest’oasi naturale di ben 35 ettari.
Perché incombe ancora la possibilità di un intervento da 4.000 nuovi alloggi: un indice di fabbricabilità altissimo. In più, altro spettro che i comitati cercano di scacciare, c’è la possibile demolizione di edifici ad uso militare di pregio storico e architettonico.

Lo scorso 21 marzo il FAI – Fondo Ambiente Italiano – ha presentato una richiesta di apposizione di vincolo paesaggistico sull’area, ai sensi della legge 42 del 2004 – “Codice dei beni ambientali e culturali”. A questa richiesta si aggiunta un’ulteriore istanza, presentata dall’Osservatorio per il Paesaggio ‘Monte Stella Milano’, per il riconoscimento di “luogo di particolare interesse pubblico“.

Per la tutela della qualità dell’aria, della biodiversità e della vocazione agricola

Non si tratta di una battaglia ideologica: quest’area di qualità con boschi di latifoglie, zone umide e orti urbani, garantisce con la sua naturalità fondamentali servizi ecosistemici come la regolazione del deflusso delle acque meteoriche, il tamponamento dell’inquinamento atmosferico, la regolazione del clima, l’assorbimento della CO2.
Ancor più significative sono le funzioni di assorbimento delle polveri sottili e gli effetti sulla qualità dell’aria: le concentrazioni di biossido di azoto qui sono minori rispetto a tante altre aree della città proprio grazie alla presenza dell’area verde di Piazza d’Armi.

La perdita di questi servizi sarebbe grave, dal punto di vista sanitario, economico e anche naturale. Alterare questi spazi avrebbe un pesante impatto sulla flora e sulla fauna selvatica presente nell’area umida. Soprattutto sugli uccelli migratori protetti dalla Direttiva 2009/147/CE, nonché dalla direttiva 92/43/CEE ”Habitat”.
L’area è stata anche segnalata alla Regione Lombardia dall’Istituto Erpetologico Italiano per la sua rilevanza anche in questo ambito. Il prossimo 25 novembre sarà organizzata una passeggiata-racconto in occasione dell’evento CamminaForeste URBANE 2018.

Seppur assediata dal cemento, che domina anche nella zona ovest del capoluogo, c’è ancora spazio per un’area su cui si riconosce anche l’originaria vocazione agricola che ha preceduto quella militare: ci sono quindi vincoli paesaggistici da considerare. Da Milano all’Europa, la voce dei comitati continua con determinazione a chiedere un grande parco pubblico, unica speranza per preservare l’integrità dell’area e per consentirle di mantenere il fondamentale ruolo che ha avuto fino ad oggi.

Luca D’Achille @LucaDAchille

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