di Luciano Bracaglia, referente di Salviamo il Paesaggio – Frosinone.

Era il 21 novembre 2018, quando un cittadino di Frosinone volle risalire l’asta fluviale del Sacco ove alcuni giorni prima era comparsa tanta strana schiuma sul corso d’acqua.
Non era la prima volta che si verificava un simile evento e tenendo conto che, in genere, la schiuma appariva nei weekend o in occasione di forti piogge, decise di percorrere l’asta del fiume: la sera precedente, vigilia del weekend, v’era stata una pioggia torrenziale.

Seguendo le anse del fiume arrivò ad un punto dove il fiume faceva un piccolo salto, la cascata di Mola Bragaglia a Ferentino, sul torrente Alabro, affluente del fiume Sacco, dove la corrente, l’eccessiva ossigenazione e dunque la schiuma. I corsi d’acqua della Valle del Sacco fanno parte del SIN (Sito di Interesse Nazionale) e dovrebbero beneficiare di attenzioni ed interventi necessari ad una seria bonifica. Ma ad oggi ancora dopo decenni e nonostante lo stanziamento di fondi, nulla si è mosso.

Il depuratore ASI in territorio di Anagni, che doveva entrare in funzione dal 2012, per gli scarichi provenienti da decine di industrie non è stato mai realizzato. Da decine di denunce e relativi prelievi eseguiti da ARPA Lazio, non hanno mai lasciato trapelare niente. L’arroganza di questi delinquenti arriva al punto che, nonostante le Forze dell’ordine e pattuglie della Capitaneria di porto di Gaeta inviate dal Ministro Costa stiano presidiando l’intera Valle del Sacco e procedendo con prelievi ed indagini, continuano a sversare veleni.

Sul fiume, ad iniziare dalla confluenza dell’Alabro, fino alla cascata di Ceccano, la schiuma continua ad invadere la corrente anche con densità e spessore preoccupanti (intensa schiuma bianca che raggiunge in alcuni punti l’altezza di circa 3 metri) e minaccia seriamente il Liri di cui il Sacco è affluente, e di conseguenza il Garigliano, per poi sfociare, a Minturno, nel golfo di Gaeta.

Le associazioni hanno attivato, immediatamente dopo la prima “scoperta”, una ‘Task Force Allerta Valle del Sacco’, organizzata dal Coordinamento Interprovinciale Ambiente e Salute Valle del Sacco e Bassa Valle del Liri (conta 28 associazioni) ed una cabina di regia con numero telefonico dedicato per le segnalazioni, presidiato H24, tutti i giorni. Alla Task Force, fin dal primo incontro si sono iscritti a partecipare 33 volontari.
Alla manifestazione di domenica 2 dicembre “presidiamo i ponti”, sul ponte di Ceccano se ne sono aggiunti un altro centinaio. Volontari che continueranno a presidiare il territorio per segnalare alle FF.OO. eventuali altri sversamenti di sostanze inquinanti.
Altri appuntamenti di “presidiamo i ponti” sono previsti nei comuni della Valle, per reperire nuovi volontari.

Il ministro Costa è stato informato della organizzazione Task Forze. I volontari hanno chiesto un incontro al Prefetto per chiedere la formale istituzione di una cabina di regia presso la Prefettura che coordini tutte gli enti istituzionali che hanno compiti di vigilanza ambientale e sanitaria, con la presenza anche delle organizzazioni civili.
La gente da tempo allarmata si sente minacciata, in questi ultimi anni si registra un incremento scandaloso dei tumori, in quantità e caratteristiche esogene. Si sta facendo strada anche tra i sindaci che non si può più tacere né soprassedere a tali atti delinquenziali.

Per maggiori informazioni visitate il blog Frosinone Bella e Brutta a questo link: http://frosinonebellaebrutta.blogspot.com/2018/11/task-force-allerta-valle-del-sacco.html

Sul blog è possibile vedere anche un video girato nella notte del primo dicembre, dove è stato ripreso un tubo di corrugato proveniente da un’azienda da cui fuoriesce un denso liquido che, senza essere pre-filtrato by-passa il depuratore ASI e sversa il liquido direttamente in un tombino, per poi scaricare direttamente sul fiume Sacco. “Stanno indagando” (Sic!?!)

La regione Lazio che ha deliberato l’attivazione del Registro dei Tumori, non ha mai controllato né fatto rispettare tale delibera per cui le Asl continuano a non fare niente, pertanto con la Task Force ci si sta organizzando per far deliberare, in tutti i comuni della provincia, un registro tumori comunale. Già diversi comuni hanno aderito e deliberato.

Sono previste nuove manifestazioni per non far calare l’attenzione sul delicato momento. I volontari contano, a breve, di lanciare una campagna per l’esposizione di un lenzuolo bianco alle finestre delle case in cui vi sia stato almeno un caso di tumore. Un lungo striscione bianco, con vari slogan di denuncia, sarà steso lungo la recinzione dell’A1, all’altezza della cascata Mola Bragaglia a Ferentino.

È possibile anche firmare online una petizione da recapitare a: Giulia Grillo, Ministro della Salute; Nicola Zingaretti, Presidente Regione Lazio; Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri; Sergio Costa, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare collegandosi qui.

 

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