A cura di Franco Tassi & Collaboratori, Centro Parchi Internazionale.

Il vergognoso attacco scatenato qualche giorno fa a Pescasseroli contro il Parco Nazionale d’Abruzzo, e in particolare contro uno dei suoi più validi e impegnati esponenti, fa scattare un serio campanello d’allarme sulla disastrosa situazione dei Parchi italiani, che da troppo tempo ormai attendono non solo le nomine dei nuovi responsabili, ma anche adeguate risorse, e un vigoroso rilancio, per tornare ad essere, come un tempo, modelli di conservazione e motori di riscatto per le zone montane e marginali del nostro Paese.

Auspichiamo ora un deciso intervento del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, e dello stesso Governo, se si vuole che la salvaguardia dell’ambiente, della natura e del paesaggio non restino soltanto meri manifesti declamatori di buone intenzioni, ma si traducano immediatamente in azioni concrete e incisive, che riportino l’Italia all’avanguardia, come avveniva nell’ultimo trentennio del secolo scorso.

Purtroppo insulti e minacce, denigrazioni e calunnie, per chi opera sul fronte della Natura, sono pane quotidiano… Credevamo che nelle terre arricchite dalla stessa esistenza di un Parco Nazionale, di fama internazionale, la civiltà fosse ormai un valore dominante, e che certi rigurgiti di ignoranza, stupidità, violenza, malaffare e omertà non affiorassero più. Eravamo forse un po’ troppo ottimisti, e questa ultima recente squallida bravata lo dimostra. E’ la prova sicura che la persona aggredita sta compiendo il proprio dovere, per il rispetto delle leggi, nell’interesse della collettività. Ed è anche la conferma che il metodo seguito dai contestatori è quello tipico dei più vigliacchi, che non avendo seri argomenti da esporre, sfoderano nell’anonimato il proprio ampio repertorio di banalità e volgarità.

Nel nostro Paese, la vita di chi si prodiga per il bene comune non è facile, e spesso viene costellata non da elogi, appoggi e riconoscimenti, ma da dolorose corone di spine. Del resto, proprio un illustre figlio d’Abruzzo, Ennio Flaiano, non aveva forse lucidamente e tristemente osservato, già molto tempo fa, che purtroppo “In Italia si perdona tutto, ma non il successo”?

Episodi criminali del genere erano piuttosto frequenti mezzo secolo fa, ma noi speravamo di non doverne più registrare… La reazione indignata di molti cittadini e di varie istituzioni incoraggerà però a proseguire, con decisione, sulla strada intrapresa. Con il pieno appoggio della parte più sana, responsabile e lungimirante della nostra società. Al fianco della quale ci auguriamo di vedere schierati tutti gli Abruzzesi, tutti i media, e specialmente tutta la cittadinanza del Parco.

Solidarietà e appoggio ad Andrea Gennai, pilastro del Parco Nazionale d’Abruzzo!

Il primo aprile, all’apertura del Centro visita del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise a Pescasseroli, è stato ritrovata sull’inferriata di recinzione una testa di agnello scuoiata e sanguinante e un foglio con insulti e minacce al responsabile del servizio tecnico, Andrea Gennai.
La scritta contiene un esplicito riferimento alle demolizioni e, pertanto, un chiaro riferimento alle attività di repressione di abusi messe in atto dall’Ente, che prende di mira il responsabile dell’ufficio direttamente impegnato nei procedimenti. E’ stato subito allertato il servizio di sorveglianza e sono stati chiamati i Carabinieri per i rilievi.
Andrea Gennai, 49enne di Pisa, da un paio d’anni è funzionario degli uffici del Prco, in provincia dell’Aquila, in cui è responsabile del servizio tecnico e insieme all’ufficio legale dell’Ente si occupa della repressione degli abusi edilizi commessi nell’area protetta.

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