di Franco Tassi, Centro Parchi Internazionale.

Cosa sta accadendo oggi in Italia? Si sta favorendo il mutamento climatico e correndo verso la desertificazione? Si tagliano alberi e massacrano boschi, ma nessuno interviene a bloccare questi scempi… Cosa ne pensa il Ministro dell’Ambiente?
E su SIC eZPS, l’Unione Europea tace? Sono stati informati i Carabinieri Forestali? Ci sarà un giudice a Berlino?
Corriamo dunque il rischio che “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur” (Tito Livio).

Ieri avevamo diramato gli ultimi articoli sul conflitto in atto, in cui si accennava anche al “Caso Cascine”. Ma intanto, la festa delle motoseghe continua, e abbiamo la sensazione che i Comuni tagliatori abbiano pieno conforto da parte di certi “geni indiscussi”, che hanno architettato un nuovo “green-washing“. Si lanciano grandi campagne per piantare alberi, amplificate dai giornaloni, ma si tratta del solito “maquillage”, un “trucco” vero e proprio. Perché, nel frattempo, gli alberi più antichi e maestosi di Firenze continuano ad essere massacrati impunemente. E qualche vivaista (per carità, del tutto disinteressato!), ha il coraggio di sostenere che le nuove piante prodotte forzatamente nei vivai offriranno benefici maggiori.

Viene alla mente la vicenda dell’Amazzonia, dove gli incendi dell’era Bolsonaro hanno messo a nudo e fatto censire alberi altissimi, svettanti oltre la volta forestale (canopy), superanti 80 metri d’altezza, veri miracoli della natura. Uno solo di questi giganti è capace di immagazzinare fino a 40 Tonnellate di Carbonio, pari a quello stoccato da 300-500 alberi più piccoli, ma occupando assai meno spazio!

E allora, non sarebbe il caso di rispettare e ringraziare i grandi, antichi alberi cittadini? O dobbiamo continuare a credere alle solite storielle circolanti? (In città gli alberi hanno vita corta, se i tecnici dicono che sono malati, occorre buttarli giù, un fuscello – messo al posto del vecchio albero – produrrà benefici nettamente superiori, le città rinascono con piante nuove…).
Forse sarà tempo di svegliarsi, passando dalle favole alla realtà del mutamento climatico che avanza, grazie a noi che ci affanniamo con ogni mezzo ad accelerarlo. Non sarà il caso, invece, di lanciare un forte Appello contro questo nuovo assurdo “Crimine contro la Natura“?

Consigliamo di riflettere bene su ciò che insegnava l’antica Roma, per bocca di Marco Tullio Cicerone: “Un buon cittadino è chi non tollera nella sua patria un potere che pretende di essere superiore alle leggi”, e “Il benessere del popolo deve essere la legge fondamentale”.

Condividi: