Un partecipato dibattito pubblico organizzato da Legambiente nel salone del Preziosissimo Sangue ha portato all’attenzione di tutti i cittadini piacentini il futuro riservato agli ex orti di via Campesio e al campetto di via Morigi, aree verdi che rischiano – in base agli accordi operativi proposti al Comune – di essere trasformate in nuove superfici commerciali.
La domanda che tutti i presenti hanno formulato è stata se davvero la città necessita di questi nuovi insediamenti. E la risposta conseguente si è evidenziata in maniera netta: no, la città non solo non ne ha bisogno, ma i progetti incombenti rappresentano un’autentica minaccia sotto il profilo sia urbanistico e sia della tutela della salute.

Tanto che Giuseppe Castelnuovo e la presidente di Legambiente, Laura Chiappa, hanno annunciato l’avvio di una raccolta di firme a una petizione popolare per richiedere all’amministrazione comunale una moratoria degli accordi operativi proposti e la piena tutela degli spazi verdi esistenti.

«Bisogna considerare la straordinaria espansione urbanistica che ha attraversato Piacenza negli ultimi decenni – sostengono i proponenti – con la costruzione di innumerevoli nuovi alloggi (nonostante la presenza di diverse migliaia di unità inutilizzate), con capannoni industriali e logistici, centri commerciali e supermercati. Tutto ciò è avvenuto senza un’adeguata pianificazione della mobilità urbana e provinciale (trasporto pubblico, piste ciclabili, isole pedonali, ecc). La qualità dell’aria della pianura padana è scientificamente classificata fra le peggiori del mondo e questo comporta rischi elevatissimi per la salute umana. Pertanto le aree verdi rimaste, soprattutto all’interno del perimetro urbano, e in particolare a ridosso del centro storico, rivestono un ruolo sempre più prezioso e irrinunciabile in funzione della qualità dell’aria, dei residui spazi ecologici, del benessere psico-fisico dei cittadini».

Per questo i proponenti chiedono una moratoria degli accordi operativi proposti all’Amministrazione comunale fino all’approvazione del nuovo PUG (Piano Urbanistico Generale), da avviare entro il 2020, consentendo in tal modo, «una più oculata analisi e pianificazione di interventi urbanistici che altrimenti potrebbero determinare effetti irrimediabili per il futuro di Piacenza».

Chiedono, inoltre, la tutela degli spazi verdi urbani ancora esistenti e, in particolar modo, l’area cosiddetta degli ex orti di Via Campesio e il campo fra via Morigi e Via 24 Maggio, «per la straordinaria valenza ambientale, ecologica e testimoniale che rappresentano».

La petizione e le richieste sono appoggiate da una rilevante parte della città e vede l’appoggio di sindacati e Confedilizia, contrari alle misure prospettate dall’Amministrazione.
I sindacati hanno sottolineato come questi poli del commercio non gioverebbero all’occupazione piacentina, già congestionata e in crisi nel settore del piccolo commercio, mentre Confedilizia, organizzazione storica dei proprietari di casa, ritiene sia solo “un espediente per aumentare gli oneri di costruzione piuttosto che per lo scopo addotto (perché comunque si arriva a buoi già scappati dato che oggi nessuno più costruisce)”…

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