di Dante Schiavon.

34 foto a colori, copertina in carta patinata: è l’opuscoletto “elettoralistico” distribuito casa per casa nell’area veneta neopromossa “Patrimonio dell’Umanità“. Si sono spesi fino ad oggi almeno 850.000 euro di soldi della Regione per far “luccicare” un territorio e nascondere “ferite ambientali e sociali” enormi…

Mi soffermo su un aspetto, forse per qualcuno secondario, in cui dissesto idrogeologico, slancio turistico-commerciale, cura del territorio mal si mescolano, creando una sintesi estetica e geofisica sgradevole agli occhi di chi vuole il bene del Veneto e non è vittima dell’imbambolamento mediatico, avvenuto a suon di abusati e talvolta scorretti riferimenti antropologici e culturali che nascondono la prevalente valenza economica dell’operazione Unesco.

Mi soffermo sullo “stato manutentivo dei sentieri delle Prealpi Trevigiane” che fanno da cornice, a Nord, dell’area Unesco del Prosecco. Se si esclude l’area boscosa e montana di Cison di Valmarino, dotata di una sentieristica e segnaletica in buone condizioni, il resto del territorio prealpino e collinare “non viticoltivatopresenta molti sentieri privi di cartelli, cartelli malconci o con segnaletica orizzontale e verticale consumata dal tempo, quando non presenta addirittura sentieri in stato di abbandono con la vegetazione e rovi che si riappropriano dei tracciati.

Non mi stanco di dirlo: il Veneto (e l’Italia) ha bisogno di un’Unica Grande Opera: la manutenzione delle grandi e delle piccole infrastrutture. Fra quest’ultime inserisco i sentieri e gli stessi muretti a secco, anch’essi spesso avvolti dalla vegetazione o travolti dagli effetti del dissesto idrogeologico.
I comuni delegano la cura e la manutenzione dei sentieri ai gruppi di volontari. Ma oggi non è più possibile affidare al volontariato compiti di cura del territorio.

Primo: per l’invecchiamento della popolazione.
Secondo: perché il dissesto idrogeologico e gli effetti dei cambiamenti climatici impongono personale, macchinari, tecnologia e competenze di tipo forestale e geologico e, nel caso dei sentieri, ciò dovrebbe avvenire in collaborazione con il Cai e altre associazioni del territorio.

Al turista che verrà a visitare il Patrimonio dell’Umanità e che desidera percorrere i boschi che limitano l’area Unesco che spettacolo vogliamo offrire?

La manutenzione e le buone condizioni dei sentieri, l’uniformità della loro segnaletica, senza campanilismi e diversificazioni di segnaletica e cartine toponomastiche localistiche, oltre a rispondere all’esigenza di aumentare l’attrattività e la fruizione turistica dei luoghi è anche occasione per i residenti di riappropriarsi della valenza identitaria, naturalistica ed etnografica di luoghi che, pur vivendoci, non conoscono…

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