L’Associazione VAS-Vita, Ambiente e Salute Onlus ha inviato una lettera di messa in mora, prodromica per inizio azioni legali per risarcimento danni procurati, al Sindaco del Comune di Firenze, al Presidente della Regione Toscana e al Prefetto di Firenze in merito alla ormai storica questione dell’Aeroporto di Firenze Peretola.

Illustrissimi Sindaco, Presidente e Prefetto,
preso atto che il 29 ottobre scorso il giornale belga De Standaard ha riportato una sentenza inappellabile della corte d’Appello belga che condanna lo Stato a risarcire alcune decine di famiglie della periferia di Bruxelles del danno derivante dal sorvolo a bassa quota di aerei partenti dall’aeroporto nazionale di Zaventem.

Evidenziato che la motivazione si rifà all’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che stabilisce il diritto alla protezione di un ambiente sano, indipendentemente dal livello di rumore previsto dalla legge, agli articoli 22, 22bis e 23 della Costituzione belga e agli art. 1382 e 544 del Codice Civile belga. La Corte riconosce un problema di salute pubblica basato sul livello di disturbo acustico per i residenti locali che supera le soglie di rumore fissate dall’Organizzazione mondiale della sanità, molto inferiori a quelle delle legislazioni relative ai dintorni aeroportuali.

Preso atto che gli scriventi hanno più volte evidenziato a tutti gli organi competenti che l’attuale aeroporto di Firenze (i) non ha ottemperato a nessuna delle prescrizioni ambientali contenute nel Decreto Interministeriale di VIA 0676/2003 nonostante una parte sostanziale degli interventi previsti dal Master Plan 2001/2010 siano pacificamente stati realizzati, (ii) non detiene nessuna conformità urbanistica ai sensi del DPR 383/1994, fa operare un aeromobile (Airbus A 319) privo di compatibilità ambientale e di valutazione sulla sicurezza, visto che non è inserito nella “fleet mix autorizzata” dal Decreto di VIA 0676/2003.

Preso atto che ENAC a fronte di formali richieste accesso atti, tese a ottenere copia delle autorizzazioni abilitative sia per l’attuale aeroporto come per tale aeromobile, omette di rispondere nonostante gli scriventi siano stati legittimati a ottenere tali documentazioni sulla base di quanto disposto dallo stesso MIT (che esercita l’indirizzo, la vigilanza e il controllo su ENAC tramite il Dlg 250/1997) e della Commissione Accesso Atti presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri;

Preso atto che ENAC non solo non fornisce la documentazione di cui sopra, ma addirittura nonostante l’accesso atti, non fornisce neppure la documentazione pregressa, cioè quella che sarebbe oggi ancora valida in assenza del Decreto VIA 0676/2003 e della relativa conformità urbanistica;

Tutto ciò notificato le comunichiamo Sig. Sindaco, che tale aeroporto senza l’ostensione delle citate documentazioni, in altre parole documentazione autorizzativa e non semplici lettere e/o interpretazioni formali di ENAC che sono prive di sostanza se non supportate quindi da atti autorizzativi concreti e visibili in base “alla vigente normativa di settore”, opera in maniera illegittima, non rispettando la salute degli abitanti che subiscono gli effetti dell’opera.

Le ricordiamo sul punto che all’interno del Decreto di VIA 0676/2003 “che non ha mai smesso di avere la sua efficacia” riconfermato in toto dal Decreto Decisorio Presidenziale del Giugno 2012, erano previste fra le altre compensazioni e mitigazioni … ”la delocalizzazione delle case contermini alla pista, l’insonorizzazione e climatizzazione delle altre abitazioni”.

Le rammentiamo Sig. Sindaco che più volte Le è stato fatto presente il disagio acustico che da oltre 15 anni subiscono i Cittadini di Brozzi, Peretola e Quaracchi, visto che Lei spesso li ha incontrati, oltre alle evidenze che in base ai verbali della Commissione Rumore Aeroportuale, l’Airbus A 319 è citato come l’aeromobile che di gran lunga crea la maggiore problematicità di rumore:

Evidenziando inoltre come sulla base dell’Art. 32 della Carta Costituzionale, il Sindaco è il primo responsabile della Salute Pubblica, perciò un “ambiente salubre” come ulteriore condizione per rendere effettivo il diritto alla Salute.

Ribadiamo inoltre che la Regione Toscana sulla base di quanto disposto dal “Decreto Interministeriale di VIA 0676/2003” risulta essere l’unico soggetto preposto alla verifica delle “Prescrizioni Precettive”.

Ricordiamo che la Regione Toscana, non ritenesse validi il Decreto di VIA sopra citato unitamente alla conseguente Conformità Urbanistica, nonostante quanto confermato dalla DVA/MATTM,
dovrebbe allora fornire la copia delle autorizzazioni con le quali tale aeroporto oggi opera.

Sottolineiamo come l’Illustre Prefetto, appurato l’eventuale illegalità, ha l’autorità e la discrezionalità in base alle proprie facoltà, di poter intervenire in base alle vigenti disposizioni di legge.
Ci appelliamo perciò all’illustre Prefetto, perché come del resto ha fatto il Suo predecessore, inviando informative direttamente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, richieste che hanno poi generato quelle risposte contraddittorie e prive delle copie delle autorizzazioni operative di cui il Prefetto ha già contezza, esortando lo Stesso di procedere con la medesima modalità informativa nei confronti della Procura di Firenze, anche alla luce di quanto pubblicato da Il Tirreno in data 22 Febbraio, dove si parla di un dossier con denunce inviato da azionisti di minoranza della Società di Gestione ad alcune Procure e Corte dei Conti.

Tutto ciò premesso riteniamo doveroso sulla base dell’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, chiedere in via preventiva e precauzionale, la chiusura immeditata dell’Aeroporto di Firenze Peretola a causa della mancanza delle autorizzazioni previste ai fini della sua operatività in sicurezza almeno fino a quando il Gestore non provvederà alla messa in atto di tutte le prescrizioni precettive, derivanti dal Decreto interministeriale di VIA 0676/2003, e non otterrà la necessaria Conformità Urbanistica ai sensi del DPR 383/1994.

Una supplementare istruttoria di VIA, integrativa al Decreto 0676/2003 qualora l’aeromobile Airbus A 319 dovesse ancora far parte della fleet mix operativa al momento della riapertura.
Tale notifica, con preventiva e pregiudiziale informativa di risarcimento danni, con riserva di ogni azione nelle sedi competenti in caso di assenza di azioni consequenziali, a tutela della salute dei cittadini rappresentati.