A cura del Gruppo d’Intervento Giuridico odv.

Il Consiglio comunale di Cagliari, su proposta della Giunta Truzzu, ha approvato, con deliberazione n. 84 dell’1 giugno 2021, il “Progetto guida ‘Nuovo stadio Sant’Elia e relative connessioni urbane’ e della relativa variante urbanistica consistente nel riassetto delle aree circostanti lo stadio Sant’Elia e nella modifica dell’art. 64 delle NTA (QN 15 Borgo Sant’Elia, Su Siccu) relativamente alla parte che disciplina la trasformazione delle suddette aree (unità cartografiche 2c, 2d, 2e, 2f, 5, 6, 7 e 8)”.

Modificato, così, il progetto di demolizione e ricostruzione dello Stadio di S. Elia (25-30 mila posti) come originariamente proposto dalla Cagliari Calcio s.p.a. e adottato dal Comune di Cagliari.

Stavolta il nuovo Stadio sembra proprio la non casuale occasione per un progetto immobiliare e di ampia risistemazione di S. Elia: uffici, residenze, strutture commerciali per circa un milione di metri cubi di nuove volumetrie, abbattimento parziale del Viale Salvatore Ferrara, modifica della viabilità.

Da non dimenticare il passaggio fondamentale evidenziato dal Servizio valutazioni ambientali della Regione autonoma della Sardegna (nota prot. n. 26679 del 12 dicembre 2018 e nota prot. n. 2645 del 5 febbraio 2019): il nuovo progetto di stadio va assoggettato alla preventiva procedura di verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale (V.I.A.), anzi “ln virtù della complessità delle opere previste, delle caratteristiche dell’area d’intervento, su cui insistono molteplici vincoli, e delle ripercussioni che interventi di questa natura hanno, non solo a livello di sito, ma anche di area vasta, sia in fase di cantiere che di esercizio … si ritiene opportuno suggerire al Proponente di valutare l’eventualità di attivare una VIA su base volontaria, che potrà eventualmente essere preceduta da una fase di scoping, al fine di meglio definire i contenuti dello Studio di lmpatto Ambientale”.

La nuova variante, poi, pone dei dubbi per l’accesso al credito sportivo per la realizzazione dello stadio (i fondi possono essere utilizzati solo per realizzare impianti sportivi).

Ma, in primo luogo, la domanda è immediata: come fa il Comune di Cagliari, che non ha tuttora, per colpevole ignavia, adeguato il proprio piano urbanistico comunale (P.U.C.) al piano paesaggistico regionale (1° stralcio, P.P.R.), ad approvare una variante urbanistica di ampio respiro in contrasto con il divieto posto dall’art. 20 bis della legge regionale Sardegna n. 45/1989 e s.m.i.?

Al di là degli annunci trionfalistici, sembra proprio che la realizzazione del nuovo Stadio S. Elia si stia allontanando.