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L’aeroporto di Parma atterra al Parlamento Europeo

Prevista per il 22 gennaio a Bruxelles l’audizione dei firmatari della Petizione contro l’allungamento della pista

Il progetto di trasformazione dell’aereoporto Verdi di Parma, approvato dal Consiglio Comunale lo scorso ottobre, prevede l’allungamento della pista, l’ampliamento dello scalo per ospitare il traffico aereo cargo (con l’abilitazione ad aerei per il trasporto merci con una maggiore apertura alare e maggior peso al decollo), un aumento considerevole del numero di decolli-atterraggi e pesanti modifiche della viabilità. Un’area di 350.000 metri quadrati sarà cementificata per costruire la nuova porzione di pista, nuovi piazzali, hangar, capannoni della logistica al posto di terreni agricoli.

Dal 2017 NO Cargo Parma (comitato spontaneo di cittadini, che nel 2020 ha costituito anche una Associazione di promozione sociale) cerca di contrastare il progetto, che distrugge ulteriormente il territorio e aumenta l’inquinamento acustico e dell’aria su una vasta area della città. Un progetto che consentirebbe alla società proponente SO.GE.A.P. S.p.A. (controllata col 60,2% dall’Unione Parmense Industriali), che gestisce lo scalo in perdita da tantissimi anni, di accedere a milioni di fondi pubblici.

Si riporta qui il Comunicato Stampa di No Cargo Parma relativo alla Petizione al Parlamento Europeo.

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L’aeroporto di Parma atterra al Parlamento Europeo: prevista per il 22 gennaio a Bruxelles l’audizione dei firmatari della petizione contro l’allungamento della pista.

Sarà discussa il 22 gennaio, in audizione al Parlamento Europeo, la petizione presentata dai cittadini e dai rappresentanti delle associazioni che si erano riuniti il 6 novembre in occasione della fiaccolata contro il progetto di allungamento della pista dell’aeroporto di Parma.

Attraverso questa iniziativa, i firmatari chiedono alla competente Commissione Petizioni di verificare se il finanziamento di 12 milioni di euro stanziato per il piano di sviluppo dell’aeroporto rispetta le norme in materia di aiuti di Stato e se il progetto è coerente con gli obiettivi di qualità dell’aria e di riduzione delle emissioni fissati dalla legislazione europea, nonché con l’impegno preso dall’amministrazione comunale con il Contratto per la neutralità climatica.

Le petizioni sono uno dei diritti fondamentali previsti dai trattati della UE: chiunque, in qualsiasi momento, può esercitare questo diritto, individualmente o in associazione con altri, e presentare una petizione al Parlamento Europeo su materie che lo concernono e che rientrano nel campo di attività dell’Unione Europea.

E’ questo il caso delle norme europee sugli aiuti di Stato e di quelle relative alle emissioni e alla qualità dell’aria, per la quale l’Italia sconta già una condanna da parte della Corte di Giustizia Europea per i ripetuti superamenti delle soglie di inquinamento, in particolare nelle zone della pianura padana.

Per quanto concerne gli aiuti di Stato, lo specifico regolamento europeo vieta la concessione di finanziamenti statali per aeroporti ubicati a meno di 100 chilometri di distanza da altri aeroporti, come è il caso tra quelli di Parma e Bologna, a meno che il traffico non sia inferiore ai 200.000 passeggeri all’anno. In base ai documenti presentati dalla stessa società di gestione So.Ge.A.P., tale limite non pare essere rispettato per i due anni successivi a quello di concessione del finanziamento.

Nella petizione si evidenzia che i rappresentanti di So.Ge.A.P., in più occasioni, compreso in sede di audizione presso la conferenza dei capigruppo del consiglio comunale di Parma del 24/07/2023, hanno dichiarato di puntare ad un obiettivo di più di 1 milione di passeggeri dopo il 2025, come riportato dalla stampa locale e registrato nei verbali della conferenza. I firmatari ritengono quindi palese la volontà da parte della società di gestione di sviluppare, grazie al finanziamento statale, il traffico passeggeri ben oltre il limite di esenzione dal divieto di concessione di aiuti di Stato di 200.000.

Segnalano inoltre che So.Ge.A.P. in vent’anni ha accumulato perdite per oltre 70 milioni di euro e che tra i principali soci c’è ancora, con il 27% delle quote, la Meinl Bank (ora AAB Bank) a cui nel 2019 la Banca Centrale Europea ha ritirato la licenza bancaria per ripetute e gravi violazioni delle norme in materia di anti-riciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo.

Grazie al sostegno del gruppo dei verdi europei, la petizione è stata calendarizzata con procedura d’urgenza nella prima seduta utile della Commissione Petizioni che si terrà appunto il 22 gennaio presso il Parlamento Europeo a Bruxelles. In quella sede, una rappresentanza dei firmatari potrà esporre contenuti e ragioni della petizione e la Commissione Europea sarà chiamata a rispondere, per quanto di competenza, sui rilievi presentati.

Non appena tradotta in tutte le lingue della UE, la petizione sarà anche pubblicata sul portale on-line del Parlamento Europeo e potrà essere continuamente alimentata con nuove evidenze e dati e sostenuta dalle cittadine e cittadini interessati con un semplice click.

I cittadini e le associazioni firmatari della petizione

Per maggiori informazioni è possibile seguire No Cargo Parma sul sito, oltre che su Facebook e Instagram.