La scheda di Occhio al paesaggio: La piana costiera di Portoscuso (Sud Sardegna)

di Frederick Bradley.

La recente apertura di FAI, Legambiente e WWF nei confronti dell’eolico consente una nuova riflessione su un tema che è strettamente correlato al rapporto tra Uomo, Natura e Paesaggio. E’ noto come l’opposizione alle installazioni eoliche si basi prevalentemente sull’impatto che le distese di torri hanno su ciò che viene riconosciuto come valore estetico del territorio. In realtà la nuova posizione delle associazioni ambientaliste non rinnega certo la centralità della questione estetica, ma ritiene che la transizione ecologica in atto debba necessariamente implicare lo sviluppo delle energie rinnovabili, e che questo possa e debba essere fatto senza pregiudicare la bellezza del paesaggio, almeno come intesa nell’accezione comune. Non si tratta dunque di rinnegare il pensiero ambientalista, semmai di estenderlo a una visione che alla valutazione estetica del territorio associ la capacità di affrontarne i mutamenti resi inevitabili dalla crisi climatica. Di fatto, in quest’ottica, gli impianti eolici vengono visti non più, o non solo, come elementi brutti, ma come elementi utili per la salvezza del pianeta, e come tali da valutare in un contesto paesaggistico senza comprometterne la bellezza. In sostanza, ora la valutazione di un paesaggio non si limita più all’esperienza estetica ma coinvolge anche il significato degli elementi che lo compongono. Così facendo il pensiero ambientalista ha fatto propri i dettami della Convenzione Europea del Paesaggio riconoscendo al paesaggio la capacità di trasmettere informazioni invece di considerazioni estetiche; condizione, questa, che pertiene più all’osservazione della scena, cioè del panorama che non del paesaggio in sé.
Sono molti i casi in cui l’interpretazione del paesaggio in base al significato dei suoi elementi, e alle loro interazioni, porta a conclusioni del tutto inattese e senz’altro inarrivabili se si limita l’osservazione alla sola esperienza estetica. La piana costiera di Portoscuso, in Sardegna, è uno di questi; qui l’elemento chiave del paesaggio, pur essendo molto meno visibile della Centrale eolica lì installata, risulta molto più impattante sia per l’ambiente che sotto il profilo sanitario e socio-economico. Buona lettura…

Il paesaggio della piana costiera di Portoscuso (Sud Sardegna)

L’elemento predominate nel paesaggio della pianura costiera di Portoscuso è il Parco eolico dell’ENEL, le cui torri coprono pressoché l’intero territorio. Si tratta, tuttavia, solo dell’ultimo tassello di un processo di utilizzo del suolo che di fatto corrisponde alla storia recente di Portoscuso. A partire dagli anni 70 del secolo scorso nelle immediate adiacenze del paese si sviluppò la zona industriale di Portovesme, alimentata dalla Centrale termoelettrica “Grazie Deledda”. Portovesme rispondeva a due esigenze sostanziali dell’epoca: sostituire le attività minerarie del Sulcis, in via di esaurimento, e offrire un’opportunità di lavoro ai locali. Portoscuso, infatti, non era in grado di sopperire a quest’ultima necessità a causa della limitata potenzialità della sua tradizionale attività della pesca del tonno.

I bacini dei fanghi rossi

Asso portante dell’impianto industriale era la lavorazione della bauxite per produrre alluminio grezzo, un’attività che causava un’enorme quantità di reflui tossici che per decenni furono stoccati sotto forma di fanghi rossi in bacini a cielo aperto. Ancora oggi, pur essendo cessata quasi ogni attività industriale, questi bacini, sebbene poco visibili nel paesaggio attuale, ne costituiscono forse la componente più importante perché incidono pesantemente sulle condizioni ambientali, sociali e sanitarie e dell’intero territorio. Oltre a costituire un serissimo pericolo per la salute pubblica, l’inquinamento ambientale prodotto dai fanghi rossi limita fortemente l’attività agricola nel territorio di Portoscuso, cancellando, di fatto ogni possibilità di sviluppo del settore. E’ in questo contesto che, in virtù della forte ventosità della zona, il Parco eolico si inserisce a sostituzione della Centrale Termoelettrica, un passaggio, tuttavia, avvenuto proprio in concomitanza dell’inizio della dismissione delle industrie locali, creando così le condizioni per il dissenso popolare non perché esteticamente inaccettabile ma perché non più in grado di generare vantaggi concreti per la zona.

Tratto da http://www.wikitinera.it/index.php/it/piana-costiera-di-portoscuso-portoscuso-ci-sardegna

Immagini:
Fig. 1: La piana costiera di Portoscuso
Fig. 2: I bacini dei fanghi rossi