La Provincia di Cremona è prima in Italia per quanto riguarda gli impianti a biogas, secondo i dati GSE (Gestore Servizi Energetici). Un fenomeno che, insieme a quello dei campi fotovoltaici a terra, sta mutando rapidamente l’assetto del territorio agricolo della Valle Padana.

Secondo la nostra rielaborazione dei dati forniti dalla Provincia di Cremona, gli impianti autorizzati, tra biogas e biomasse, ammontano a ben 135 unità (data di riferimento: 27 Settembre 2012).

Autorizzazioni rilasciate dalla provincia di Cremona su impianti biogas / biomasse

Si tratta per la maggior parte di impianti a biogas (130 unità) alimentati a reflui e trinciato (ad eccezione di un’autorizzazione per scarti di macellazione ed una per gas da discarica). A questi si aggiungono 4 impianti a biomasse legnose (due a cippato, uno a scarti di segheria ed uno a rifiuti legnosi) e un impianto autorizzato all’utilizzo di grasso animale. Nel complesso sono 97 gli impianti già in esercizio, mentre altri 27 sono in costruzione. Bisogna poi considerare almeno altri 7 iter autorizzativi in corso. Osservando la localizzazione degli impianti si comprende come il fenomeno sia uniformemente distribuito su tutto il territorio provinciale.

Il boom degli impianti a biogas e biomasse si è verificato nel 2010 (44 autorizzazioni rilasciate dalla sola Provincia di Cremona, cui si aggiungono quelle rilasciate a livello comunale), mantenendosi su alti livelli anche negli anni successivi (22 autorizzazioni provinciali nel 2011, dato annuale già superato alla fine di Settembre del 2012). La potenza elettrica di questi impianti spesso non è commisurata alle dimensioni dell’azienda: basti pensare che il 70% delle autorizzazioni rilasciate riguardano impianti la cui potenza prevista è superiore ai 500kW, corrispondenti a circa 160 utenze domestiche).

Autorizzazioni rilasciate dalla provincia di Cremona su impianti fotovoltaici a terraOltre a questi dati, la Provincia di Cremona ha fornito quelli relativi agli impianti fotovoltaici a terra: 62 autorizzazioni rilasciate tra il 2010 ed il 2011 (47 impianti sono già in esercizio), anche questi uniformemente distribuiti sul territorio provinciale, per un’estensione totale superiore a 150 ha.

Come per gli impianti a biogas e biomasse, che spesso necessitano di coltivazioni dedicate per la loro alimentazione, anche in questo caso ci si trova di fronte ad una crescente e rilevante sottrazione di territorio agricolo, a scapito della tradizionale vocazione alla produzione di alimenti per il consumo umano ed animale, con conseguenze anche sul paesaggio rurale.

In tempo di crisi dell’agricoltura, la produzione di energia da fonti rinnovabili rappresenta un’integrazione del reddito sempre più rilevante per gli agricoltori, ma rischia di diventare un’ulteriore sfaccettatura di un sistema non più sostenibile.

Come coordinamento locale di Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori abbiamo inviato a tutti i comuni della Provincia una proposta di mozione di impegno per la regolamentazione delle installazioni di impianti fotovoltaici a terra e a biomassa.

In questo documento si chiede l’approvazione di un regolamento per il risparmio energetico e la produzione di energia da fonti rinnovabili che si ponga tra i principali obiettivi la limitazione delle dimensioni degli impianti a biomassa al fabbisogno energetico e alla quantità di rifiuti, scarti e reflui dell’azienda agricola proponente ed il divieto di installazione di campi fotovoltaici a terra nelle aree definite dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) come ambiti agricoli strategici.

Ad oggi sei comuni hanno risposto positivamente; il nostro obiettivo è quello di continuare a sensibilizzare le Amministrazioni, convinti che gli impianti a biomassa debbano essere funzionali all’attività agricola e che i pannelli fotovoltaici debbano essere realizzati sui tetti degli edifici – laddove questo non sia in contrasto con l’edificato tradizionale – con particolare riferimento agli edifici di recente realizzazione, ai capannoni industriali e a quelli agricoli.

Continueremo quindi ad opporci agli impianti a carattere speculativo, che ipotecano il paesaggio per le future generazioni mettendo a rischio la sovranità alimentare anche in un territorio a vocazione agricola come quello della Pianura Padana.

Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori
Coordinamento Cremonese, Cremasco, Casalasco

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