Cambiano i governi e per l’Italia e la Lombardia potrebbero mutare le prospettive sul pericoloso sfruttamento del territorio finalizzato alla ricerca di idrocarburi. Anche in Lombardia servirebbe una legge per vietare le perforazioni.

Strategia superata che va ora ribaltata

La caduta del Governo Monti potrebbe cambiare lo scenario che qualche mese fa incombeva sul territorio italiano: trivelle e perforazioni, per mare e per terra, seguendo i principi di una strategia energetica non proprio green.

Una strategia, quella dell’ormai ex Ministro dello sviluppo Economico Passera, che per il territorio italiano sarebbe devastante. Tante infatti le richieste di esplorazione ed i progetti di perforazione che proprio lo stesso Ministero ha il compito di valutare ed autorizzare.

La strategia energetica nazionale, sottoposta anche ad un procedimento di consultazione pubblica (era infatti possibile presentare osservazioni fino allo scorso 30 novembre), proponeva tra gli obiettivi una decarbonizzazione “spinta” del comparto energetico, in linea con le strategie europee.

Incentivare però il rilancio della produzione di idrocarburi risultava contraddittorio oltre che pericoloso : ogni ragionamento sulle distanze di sicurezza dalle coste potrebbero risultare banalmente inefficace in caso di disastro perché il petrolio sversato non si fermerebbe certo ai limiti stabiliti.

Le scelte sopra prospettate avrebbero ulteriormente prolungato gli ingiustificati sussidi ai settori del petrolio, del gas e del carbone, mascherati da sgravi fiscali, che si sarebbero sommati agli altri sussidi indiretti che già riceve questo settore.

La politica dovrebbe ora considerare l’opportunità di un netto cambio di direzione: l’introduzione ad esempio di una Carbon Tax sulle produzioni di energia più inquinanti, già utilizzata anche in altri paesi, porterebbe a numerosi vantaggi.

Oltre all’introito economico, il settore energetico si sposterebbe volontariamente verso produzioni rinnovabili, fondamentali per ridurre gli effetti dei cambiamenti climatici, salvando quindi il territorio sia nell’immediato da spregiudicati sfruttamenti, sia a lungo termine dagli effetti dannosi di scelte insostenibili.

Una legge di tutela per il territorio lombardo

In Lombardia, al centro di un particolare interesse da parte di società petrolifere rifiorito negli ultimi mesi, è stato dato parere negativo ad un piano di perforazione in Lomellina. La Regione ha giudicato il programma dei lavori troppo generico e privo di rassicurazioni sulla salute dei cittadini.

Sembra quindi salva un’ampia area pianeggiante destinata a risaie, nella zona del comune di Semiana (PV) al centro di un progetto che con la sua area di ricerca avrebbe coinvolto ben 15 comuni.

La speranza ora è che si adottino efficaci strumenti, già esistenti, per fermare la distruzione del territorio, soprattutto a livello regionale. Per il territorio lombardo, già sconvolto dall’urbanizzazione selvaggia e dalle innumerevoli autostrade esistenti ed in fase di realizzazione, sarebbe di vitale importanza vietare le trivellazioni.

Come fatto in Veneto quasi un anno fa: il consiglio Regionale ha vietato ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi sul territorio delle province di Venezia, Padova e Rovigo.

Un segnale deciso ai poteri forti delle multinazionali petrolifere per porre chiaramente al primo posto la sicurezza del territorio e non il suo sfruttamento.

Luca D’Achille

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