Forum Ambiente e Salute del Grande Salento – sigla che rappresenta un cospicuo numero di comitati e associazioni locali per la difesa del territorio e della salute pubblica – rivolge un appello a Riccardo Iacona, noto soprattutto per la sua attività di giornalista d’inchiesta, in particolare con la trasmissione televisiva Presa Diretta. Nell’appello è espresso l’auspicio che il giornalista possa, attraverso una puntuale opera di denuncia, aiutare il Forum nella sua azione di difesa del territorio dalle innumerevoli opere di devastazione del paesaggio.

Nel testo dell’appello si traccia un quadro davvero allarmante per il territorio salentino. Si parla, infatti, di migliaia di grandi impianti per la produzione d’energie rinnovabili che cancelleranno, e in alcuni casi hanno già cancellato, terreni agricoli e aree di particolare valenza paesistica e culturale.

E si denuncia, in questo senso, la complicità della politica. Sia a livello nazionale, con la concessione di “eco-incentivi” anche là dove questi impianti vanno ad intaccare il patrimonio ambientale. Sia a livello locale, con politici troppo accondiscendenti nella concessione dei permessi necessari a costruire.

Ma a preoccupare non è solo il moltiplicarsi di questi impianti fotovoltaici o ad energia eolica (su tutti, il mega impianto off-shore di Tricase, nel mezzo del Canale d’Otranto).

Si parla anche di centrali a biomasse, di rigassificatori, di trivellazioni in mare per l’estrazione di idrocarburi e soprattutto del progetto che prevede, nella provincia leccese, l’arrivo di due gasdotti dall’Asia.

La richiesta rivolta a Iacona è anche quella di farsi portavoce nei confronti del Governatore della Puglia Nichi Vendola, affinché venga messa a punto una moratoria per contrastare il proliferare di queste opere a forte impatto ambientale.

Fino ad ora – denuncia il forum – a nulla sono valse le numerose iniziative di protesta che hanno coinvolto i cittadini del Salento, né la pubblica presa di posizione da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali e al Paesaggio per la Puglia.

Né tantomeno le inchieste giudiziarie che hanno raccolto denunce di vario genere: da quelle di associazioni come Italia Nostra, per la salvaguardia di beni quali il parco megalitico del Salento, ad altre che hanno evidenziato come alcuni progetti contengano espedienti studiati appositamente per aggirare le normative di tutela in vigore (è il caso dell’impianto fotovoltaico nella contrada Miggianello a Scorrano, sempre nel leccese).

Sono tanti i casi citati nell’appello, in cui non si parla soltanto di fermare questo scempio ambientale. Si va anzi al contrattacco, proponendo idee per invertire la rotta. Attraverso il rimboschimento del Salento, per esempio, puntando soprattutto su specie forestali autoctone.

Secondo il Forum è qui che dovrebbe intervenire il governo coi suoi finanziamenti: favorendo i privati ad investire nell’opera di riforestazione della regione e al tempo stesso incentivando l’installazione di pannelli fotovoltaici su aree dove l’impatto ambientale sarebbe nullo, come i tetti di case e capannoni. E’ questa, secondo il Forum, la vera sfida della “green economy”.

Di seguito, il link al testo completo dell’appello:

 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/Lettera-a-Riccardo-Iacona.-Help-Salento.pdf

 

Roberto Caravaggi

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