Ultime da Mediapolis (Ivrea): ora si parla di un parco dedicato alle “nuove tecnologie”

Continuano le polemiche per il caso Mediapolis: l’ultima proposta di rendere l’area un parco tecnologico ha suscitato non poco sconcerto dal FAI e da altre associazioni ambientaliste. Il progetto stupisce per l’indeterminatezza sui contenuti e la solita mancanza di copertura economica, tanti infatti i dubbi sulla reperibilità e trasparenza dei fondi necessari per la sua realizzazione.

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Se c’è una dote che non manca a Villa, il dominus di Mediapolis, è la fantasia.

Secondo notizie apprese dalla stampa (“La Sentinella del Canavese”, 10 maggio 2013: Mediapolis, si cambia rotta: “Un parco tecnologico”; “La Stampa” – pagina del Canavese, 16 maggio 2013: Svolta Mediapolis, sarà una via di mezzo fra Apple e Olivetti), l’ultima invenzione di Alfredo Villa, amministratore delegato di Mediapolis, è un parco dedicato alle “nuove tecnologie”, ispirato, niente meno, alla figura di Adriano Olivetti.

Lasciamo ad altri e più titolati interventi la protesta per questo indegno accostamento, noi ci limitiamo a ricordare che questa è solo l’ennesima trovata per nascondere l’assoluta indeterminatezza del progetto e l’inconcludenza di tutte le suggestioni ad esso collegate: prima fra tutte l’illusione dei posti di lavoro.

Tra partner mancati e contenuti improvvisati, siamo passati da Tivoli a Futuroscope, da Rockland a Parques Reunidos, dal Parco delle Alpi al Cirque du Soleil e ora al Parco Tecnologico, senza che mai siano stati modificati le previsioni e gli impegni.

Villa si affretta a dire che non ci sarà “nessuna variazione dal punto di vista urbanistico”, ma non spiega come sia possibile che il progetto, che nell’Accordo di Programma valeva 450,7 milioni di euro (totalmente a carico di Mediapolis, poiché ha rinunciato ai finanziamenti pubblici), costi ora “almeno 300 milioni” . Variazioni economiche così importanti mal si conciliano con l’affermazione che non cambia niente.

Anche l’aver affidato la presidenza di Mediapolis al signor Vittorio Casale, immobiliarista già condannato per “bancarotta fraudolenta” non è cosa che tranquillizzi, ma per Villa l’importante è che aiuti a “centrare l’obiettivo”.

Naturalmente, tutto ciò andrà spiegato nei dettagli a chi dovrà valutare la coerenza del progetto con gli impegni sottoscritti e con gli obblighi imposti dal procedimento autorizzativo. Tra gli obblighi figura infatti la sottoscrizione di “un’intesa procedimentale (che) formalizzerà gli obblighi della Società Mediapolis S.p.A. nei confronti degli Enti pubblici firmatari dell’Accordo di Programma, nonché definirà l’acquisizione delle garanzie finanziarie per l’attuazione dell’iniziativa, sulla base di un quadro economico validato dagli Enti istituzionali preposti all’erogazione delle risorse finanziarie.”

In altre parole, Villa non ha nessuna ragione per chiedere: “prima mi dicano se posso partire con i lavori, poi risponderò alla domanda sulla sostenibilità finanziaria dell’iniziativa” perché, invece, è vero il contrario: è Villa che deve prima fornire garanzie e dimostrare che dispone dei necessari finanziamenti.

Al momento, Mediapolis (che nel frattempo ha dimezzato il valore delle proprie azioni) è ben lontana dal possedere i capitali necessari e la sua situazione di bilancio (anche nel 2012 è ancora in perdita) si sostiene soltanto grazie a una assai consistente rivalutazione dei terreni di Albiano, a 35 milioni di euro.

Nemmeno si può dire che sia la capogruppo, Clear Leisure, ad avere abbondanza di risorse da destinare a questo investimento, anzi, l’intenzione dichiarata è quella di vendere i terreni di Mediapolis, anche se non pare che abbiano finora trovato un acquirente gradito.

Forse, in definitiva, l’obiettivo che Villa si ripromette di “centrare” è solo quello di assicurare un elevato valore ai terreni di Albiano per potersi avvantaggiare delle conseguenti e ormai indispensabili plusvalenze.

Per questo, forse, è costretto a mantenere vive le aspettative e le illusioni su Mediapolis con sempre nuove e fantasiose invenzioni e, per contro, attribuire ai “cattivi” (la Regione, noi) la responsabilità di un possibile gigantesco flop di un progetto imperfetto e incostante e, per certo, lontanissimo e incoerente con il mondo e le idee di Adriano Olivetti.

FAI (Fondo Ambiente Italiano), Italia Nostra Piemonte e Valle d’Aosta, Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, Pro Natura Torino, WWF Piemonte e Valle d’Aosta

Un commento

  1. anche questa è una storia triste e deprimente: Mediapolis è stata autorizzata dalla Regione di sinistra governata da Mercedes Bresso, da non poterci credere… e invece è proprio così.

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