Una sentenza del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato da 185 cittadini e da diversi Comuni bloccando i lavori per l’elettrodotto da 380.000 Volt “Dolo-Camin” . Stop immediato dell’opera e chiusura dei cantieri. E’ salvo uno dei più bei paesaggi dell’eccellenza veneta.

Pubblichiamo l’articolo segnalato da Massimo De Pieri sul progetto di un elettrodotto lungo l’asse idroviario Padova – Venezia, bloccato a seguito di ricorso con una sentenza del Consiglio di Stato depositata il 10 giugno 2013.

Accade talvolta che Davide vinca contro Golia …

Golia in questa storia è TERNA la società che gestisce le linee di distribuzione dell’energia elettrica nel nostro paese in regime praticamente monopolistico, un vero gigante; i Davide invece sono i piccoli comuni, le associazioni ed i comitati di cittadini che per anni hanno combattuto una strenua battaglia per fermare il progetto di elettrodotto aereo da 380 kV che doveva collegare la centrale ENEL di Fusina (Venezia) alla stazione di Camin (Padova), sviluppando il suo percorso aereo, con tralicci altri 60 mt., lungo la Riviera del fiume Brenta, luogo di paesaggi ameni, un tempo meta di villeggiatura per dogi, aristocratici e ricchi mercanti della Serenissima Repubblica di Venezia, celeberrima per la presenza delle storiche ville venete palladiane, edificate dalle nobili famiglie veneziane e ricca di testimonianze storiche, artistiche di immenso valore culturale.

Con sentenza depositata il 10 giugno 2013, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato da 185 cittadini e dai Comuni di Vigonovo (PD), Saonara (PD), Stra (VE), Camponogara (VE), Dolo (VE) e Fossò (VE) ed ha bloccato i lavori per l’elettrodotto da 380.000 Volt “Dolo-Camin” lungo l’asse idroviario Padova – Venezia. Con questa sentenza si è quindi decretato lo stop immediato all’opera e la chiusura e messa in sicurezza dei cantieri già avviati, perché “il parere del Ministero dei Beni Culturali non è stato adeguatamente motivato”, e questo in quanto, evidentemente, non ha saputo trovare argomenti sufficienti a convincere della bontà di un progetto che avrebbe interferito con buona parte di uno dei più bei paesaggi dell’eccellenza veneta.

Sono stati quindi accolti i ricorsi contro la realizzazione dell’opera presentati da cittadini, sindaci e Comitati per l’Ambiente e il Territorio (CAT) della Riviera del Brenta. Sono state annullate le sentenze pronunciate dal Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio, che avevano respinto i ricorsi presentati contro Terna Spa, contro il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Ministero dello Sviluppo Economico e contro la Regione Veneto.

Ora, per proseguire nel suo intervento, la società Terna Rete Italia Spa, dovrà presentare un nuovo progetto che rispetti l’aspetto paesaggistico dei luoghi attraversati dalla linea elettrica. Il Collegio giudicante ha annullato anche il decreto di Valutazione d’Impatto Ambientale dell’apposita commissione della Regione Veneto e tutte le autorizzazioni a costruire ed all’esercizio dell’elettrodotto.

Per la sentenza, attesa dallo scorso 30 aprile, giorno del dibattimento, sono stati necessari 40 giorni perché il Presidente della Sesta Sezione del Consiglio di Stato, Giuseppe Severini, depositasse il dispositivo.

Il progetto dell’elettrodotto aereo “Dolo-Camin” da 380.000 Volt prevedeva tralicci alti anche 60 metri a ridosso di centri abitati della Riviera del Brenta ed a edifici di grande valore storico, in particolare a ridosso di Villa Sagredo a Vigonovo, un tesoro forse poco conosciuto ma di immensa importanza per la storia, la cultura dell’Italia. Questa meraviglia del passato fu luogo di soggiorno per molti illustri personaggi, tra tanti spicca assidua la presenza di Galileo Galilei, il padre della scienza moderna, che era solito recarsi in quel di Vigonovo a soggiornare e rilassarsi, ospite del suo amico fraterno Giovan Francesco Sagredo, tanto che la gente del luogo era solita chiamare la dimora “el sofà del siensiato” (il sofà dello scienziato – in dialetto veneto) in suo onore. Galilei era legatissimo a questi luoghi ed all’amico Francesco tanto che, nel suo testo fondamentale, “Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo”, Galileo immaginò tre interlocutori: Simplicio Salviati e SAGREDO, in omaggio all’amico defunto.

C’è chi immagina Galileo nella ricca dimora immersa nel silenzio della campagna veneziana, intento a redigere il suo storico capolavoro … di chi vide sotto l’etereo padiglion rotarsi più mondi…

Massimo De Pieri