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A febbraio del 2012, cioè più di un anno e mezzo fa, l’autostrada è finalmente arrivata a Cuneo, in un tripudio di giubilo bipartisan e la grande soddisfazione di chi si era speso per creare una “larga intesa” (sic) rispetto all’obiettivo comune.

Dopo vent’anni di attesa, la città è dunque da diciotto mesi collegata all’autostrada A6 tramite un serpentone d’asfalto a zig-zag lungo circa 25 chilometri e largo un’ottantina di metri, per lo più… deserto!

Infatti, tralasciando tutte le discussioni che ci sono state in passato per quanto riguarda la bretella Cuneo-Carrù, dal tracciato poco razionale ed enormemente impattante, dal momento che incide direttamente su un’area protetta, il Parco Fluviale di Cuneo, quello che avrebbe dovuto essere il toccasana per la congiunzione della remota e isolata provincia cuneese con la rete autostradale nazionale si sta rivelando uno dei buchi nell’acqua infrastrutturali più clamorosi degli ultimi anni!

Gli unici dati ad oggi disponibili, e che si riferiscono all’anno 2012, ci presentano una media mensile di circa 100.000 passaggi totali a fronte di un media, basata sui dati dell’intera rete nazionale, vicini ai 50.000 passaggi giornalieri; dati che dimostrano l’ennesimo, milionario spreco di risorse in opere scarsamente utili al territorio, indelebili ferite al paesaggio senza alcun beneficio diretto o indiretto. Tra parentesi, il sempre più frequentemente annunciato casello di Tagliata sull’A6 Torino-Savona, raggiungibile direttamente tramite la circonvallazione di Fossano, inciderà senza dubbio di molto su questo già scarsissimo e risibile dato di traffico.

E’ però di poche ore fa il proclama trionfalista del Sindaco Federico Borgna che ha, per citare nuovamente le “larghe intese” – squillo di trombe -, incontrato, in compagnia di Enrico Costa e di Teresio Delfino, nientepopodimeno che il ministro Lupi in persona per potergli “estorcere”, dopo il recente allarmante pronunciamento di non competenza diretta da parte del Tribunale Amministrativo Regionale in merito alla controversia sulle quotazioni del lotto 1,6 (tangenziale di Cuneo), una dichiarazione rassicurante sull’iter per la realizzazione dello stesso. Il tutto al fine di poter in prima istanza spendere in Consiglio Comunale, nel confronto con la propria maggioranza e con le opposizioni concordi sull’opera – per la terza volta aleggia il concetto di intese mooolto larghe… -, parole rassicuranti e a suggello del filone principale delle proprie linee programmatiche elettorali.

Si tratterebbe, vale la pena ricordarlo ancora una volta, di una spesa di risorse di derivazione pubblica di più di 150 milioni di euro per coprire, con un nastro autostradale di sette chilometri a doppio senso di marcia, il collegamento tra la A33 e una strada provinciale, la SP41, devastando irreversibilmente la piana fertile a nord del capoluogo e intersecando – dunque distruggendo – la fitta rete di strade vicinali e quella, ancor più delicata, dei canali irrigui presenti sul territorio.

Ma, dal mio personalissimo e forse limitato, anche se non isolato, punto di vista, quel che più rende “demenziale” l’inutile opera, è la logica ed il meccanismo da cui scaturisce: onde compensare i cittadini cuneesi rispetto all’irrecuperabile impatto sul Parco Fluviale della citata bretella autostradale di collegamento con l’A6 (lotti 1.4 e 1.5), ci “regaleranno” un nuovo imperituro gigantesco biscione di cemento e asfalto che, senza soluzione di continuità con l’autostrada, condurrebbe nessuna auto (traffico quantificato in meno di un dodicesimo della media nazionale autostradale) in nessun posto (mega-rotonda di innesto su una modesta Strada Provinciale)!

Se non è speculazione questa..!

Per inciso, i tempi condizionali utilizzati nel testo non sono casuali, in quanto finchè avrò voce, intelletto e volontà propria mi opporrò pacificamente ma con forza a questo scempio; visto che so che buona parte dei cittadini ha colto l’entità del problema, non mi resta che sperare, e alcuni segnali in questo mi confortano – ad esempio le precise linee programmatiche giovane Forum della Mobilità -, di non essere solo a resistere fattivamente!

Fabrizio Biolè, Consigliere Regionale
Gruppo Misto Progetto Partecipato

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