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Il Movimento “Cesena SìAmo Noi – Tutela dei Beni Comuni” afferma che, nonostante i proclami del Sindaco per il consumo zero di territorio, vengono approvati nuovi insediamenti produttivi che consumeranno aree agricole (già in pericolo per il passaggio della nuova autostrada Cesena-Mestre e per la possibile realizzazione di un nuovo stadio).

Ecco il comunicato di “Cesena SìAmo Noi”:

CESENA CEMENTO ZERO: LE BUGIE DEL SINDACO PAOLO LUCCHI SONO PLATEALI.

Con “Carta Bianca”, la due giorni di coinvolgimento della cittadinanza sull’urbanistica del 24 e 25 maggio scorso, il sindaco Paolo Lucchi del PD annunciava in pompa magna lo “stop al consumo del territorio”, una rivoluzione politica, una svolta sulle politiche urbanistiche: affermava in maniera ipocrita che sarebbe stata realizzata una “Cesena a consumo zero di nuovo territorio; fermeremo ogni ulteriore pressione urbanistica nel territorio rurale, rilanceremo solo le politiche di riqualificazione e di rigenerazione urbana”. Tali proposte sono poi state rilanciate dal sindaco in persona in tutti e 12 i Quartieri cesenati.

Le bugie plateali del sindaco Paolo Lucchi del PD vengono subito al pettine: sono state approvate recentemente dalla Giunta due importanti delibere (la n. 360 e la 361 del 12.11.2013) che riguardano l’insediamento in pieno territorio rurale di due aziende produttive con circa 100.000 mq di terreno agricolo da cementificare (Jolly Service Logistica a Torre del Moro, nuovo insediamento da realizzare fra l’E45 e la ferrovia, e Gobbi Frutta a Villa Calabra, nuova lottizzazione tra il Canale Emiliano Romagnolo, via Violone di Gattolino e via Calabria), due accordi coi privati – la solita urbanistica contrattata ad hoc al di fuori di una seria programmazione – di nuovo cemento in zona agricola.

Sarebbe stato al contrario intelligente ed innovativo – per queste due aziende produttive – un progetto di serio riutilizzo dei tanti capannoni vuoti (in città sono circa 80 i capannoni inutilizzati).

Il sindaco Lucchi non può fare diversamente: è legato alle lobby del cemento; ricordiamo il suo fondamentale appoggio ai 135 km di nuova autostrada Cesena-Mestre su terreni vergini e agricoli; il sindaco intende proporre nel nuovo PSC – Piano Strutturale Comunale – la realizzazione del nuovo stadio a Pievesestina in zona agricola (occasione di nuovi investimenti immobiliare con immobiliaristi per costruire una bolla speculativa da 100 milioni di euro in area agricola ora non edificabile, prevedendo la costruzione di infrastrutture polifunzionali per attività sportive, alberghiere, turistico-ricettive e poi sicuramente residenziali e commerciali), per non parlare poi della folle idea di trasferimento dell’Ospedale in area agricola.

Cesena comunque si sta risvegliando: un risveglio collettivo delle coscienze, un risveglio culturale di cittadini attivi, fortemente motivati a difendere il proprio territorio, per cercare di impedire nuove ferite all’ambiente e al paesaggio, per cercare di diffondere una idea diversa di comunità e di modernità. E questo risveglio contrasterà con forza la politica doppiogiochista del sindaco Lucchi.

Davide Fabbri
“Cesena SìAmo Noi – Tutela dei Beni Comuni”

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