Lungomare di Catania (foto di Francesco Raciti)

Catania, 14 dicembre 2013

Le trentatré associazioni promotrici e aderenti alla Petizione “In difesa del Lungomare di Catania” – depositata appena una settimana fa in Comune – esprimono soddisfazione per la delibera di indirizzo politico adottata dalla Giunta comunale nella giornata di giovedì, con la quale si dispone l’annullamento e la revoca di tutti i provvedimenti emessi a partire dal 2007 riguardo la realizzazione, in project financing, del progetto denominato “Viabilità di scorrimento Europa-Rotolo”.

La Petizione, firmata da oltre cinquecento cittadini e da trentatré associazioni catanesi, presentata il 5 dicembre a norma dell’art. 44 dello Statuto comunale, ha rappresentato ­l’ultimo passo di un lungo percorso di opposizione al progetto intrapreso dalla società civile fin dal 31 luglio 2009 quando tredici associazioni catanesi, numerosissimi cittadini, professionisti, tecnici e docenti universitari avevano rivolto un appello agli organi di informazione, alla cittadinanza ed alle istituzioni affinché non venisse realizzato il progetto denominato “Viabilità di scorrimento Europa-Rotolo” nei termini descritti in alcune inchieste pubblicate su “La Sicilia” e sul “Quotidiano di Sicilia”.

La condivisibile idea di completare il Viale Alcide De Gasperi e chiudere al traffico il Lungomare di Viale Ruggero di Lauria, per ragioni di sicurezza in caso di terremoto e per una valorizzazione turistica e ambientale del nostro territorio, si era infatti trasformata in un inaccettabile progetto che, riducendo l’area che si vorrebbe destinata alla pedonalizzazione, avrebbe sostituito l’attuale assetto del Lungomare di Ognina con una vasta area commerciale in concessione per 38 anni ad un gruppo imprenditoriale.

Prendendo atto che, finalmente dopo quattro anni, gli appelli della società civile sono stati ascoltati, le scriventi associazioni esprimono il loro più fermo convincimento in ordine all’opportunità, oltre che all’urgenza, che il Lungomare sia valorizzato dal punto di vista ambientale e collocato nell’ambito di una pianificazione del territorio che includa la cittadinanza nei processi decisionali (così recita d’altronde il nostro Statuto comunale all’art. 40), rendendola adeguatamente informata su ciò che si propone di realizzare.

Le Associazioni promotrici dell’appello “In difesa del Lungomare”: 

CITTA’INSIEME – COMITATO BORGO MARINARO DI OGNINA – COMITATO PORTO DEL SOLE – FORUM NAZIONALE SALVIAMO IL PAESAGGIO DIFENDIAMO I TERRITORI SEZ. DI CATANIA – ITALIA NOSTRA – LIPU CATANIA – WWF CATANIA

Le Associazioni aderenti all’appello: 

ADDIOPIZZO CATANIA – AKKUARIA – ARTISTS&CREATIVES – AS.A.A.E. – C.A.D. DELEGAZIONE DI CATANIA – CENTRO ASTALLI CATANIA – CIVES PRO CIVITATE – CIRCOLO DI “LIBERTA’ E GIUSTIZIA” DI CATANIA – COORDINAMENTO PROVINCIALE DI “LIBERA” CATANIA – ASSOCIAZIONE DOMENICANI PER GIUSTIZIA E PACE – FORUM CATANESE ACQUA BENE COMUNE – GAPA (CENTRO DI AGGREGAZIONE POPOLARE SAN CRISTOFORO CATANIA) – I CORDAI – I SICILIANI GIOVANI – LABORATORIO DELLA POLITICA – LABORATORIO SOCIO-POLITICO “IL PREZIOSO AVANZO” – LEGAMBIENTE CATANIA – NIKE – PAX CHRISTI CATANIA – RES.CA. – #SALVAICICLISTI – RIFIUTI ZERO CATANIA – ASS. ANTIMAFIE RITA ATRIA – ASSOCIAZIONE 51 PEGASI DIMENSIONE DONNA – ASSOCIAZIONE SOCIETÀ DI SAN VINCENZO DE PAOLI DI CATANIA – ASSOCIAZIONE TALITÁ KUM
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Ecco l’articolo che avevamo pubblicato a novembre 2012:

Catania: 33 associazioni contro un centro commerciale sul mare

Allontanerà i turisti e rovinerà il paesaggio marinaro del lungomare di Catania, creerà posti di lavoro fasulli, cancellerà l’unicità del Borgo di San Giovanni Li Cuti e sostituirà con traffico e smog una delle poche risorse urbane ambientali rimaste ai catanesi.

Eppure, il progetto di “Viabilità di scorrimento Europa-Rotolo” rimane ancora in piedi e  – se realizzato – sostituirà il paesaggio di un Lungomare con:

– 400 mila metri cubi di sbancamento a 10 metri sul livello del mare;

–  56 mila metri quadri di centro commerciale;

– 48 mila mq di parcheggi a pagamento spalmati lungo 1200 metri di costa dati in concessione per 38 anni ad un gruppo imprenditoriale.

Un  sacrificio inutile, visto che la realizzazione di un ennesimo centro commerciale in un periodo in cui i consumi calano, non serve ad alcuna categoria, neppure a quella commerciale.

Se, poi, viene realizzato a due passi dal mare ci aiuta anche perdere quel treno dello sviluppo turistico che oggi si è dimostrato l’unico in grado di creare “veri” posti di lavoro a lungo termine e resistere a crisi e oscillazioni di mercato.

Ecco le uniche cose che succederanno DAVVERO se il progetto verrà realizzato:

– la strada V.le De Gasperi perderà le sue finalità a servizio della sicurezza in caso di terremoto, riducendosi a via di accesso o avvicinamento al Centro commerciale ed ai vari parcheggi;

il traffico aumenterà, così come la quantità di cittadini che, in caso di pericolo, dovranno lasciare l’area con maggiori rischi;

il Borgo marinaro di San Giovanni Li Cuti, che oggi è un contesto identitario a parte, perderà la sua attraente unicità e verrà letteralmente inglobato dal centro commerciale;

cambieranno i punti di visuale dal Lungomare (V.le Ruggero di Lauria) del Borgo di San Giovanni Li Cuti;

– da affascinante paesaggio e percorso ambientale, il Lungomare diventerà un caotico percorso commerciale;

le attività commerciali delle strade interne, come Corso Italia o Via Gabriele D’Annunzio, verranno danneggiate: chi andrà a comprare al centro commerciale, dove ha anche parcheggiato, difficilmente si sposterà per proseguire i propri acquisti;

– un gigantesco parcheggio interrato disgregherà la scogliera lavica e le relative grotte in corrispondenza di Piazza Tricolore.

La realizzazione di un ennesimo centro commerciale, opinabile già di per sé, è inconcepibile in una porzione di città così importante come il Lungomare, per il quale, in mancanza di una pianificazione regolata, i progetti andrebbero valutati secondo modalità più democratiche e partecipative.

Ed invece, l’iter procedurale del progetto ha visto:

–  l’esclusione della cittadinanza dai processi decisionali ai quali dovrebbe invece partecipare in qualità di contribuente e primo soggetto destinatario del progetto;

– la mancanza di un’informazione adeguata e in grado di far conoscere al cittadino cosa si vuole realizzare nel proprio territorio. Anzi, spesso la cittadinanza si mostra convinta della positività di interventi simili grazie ad una informazione scarsa, fallace o poco trasparente;

l’abuso dell’utilizzo del project financing, strumento che lascia eccessivo margine di azione al soggetto privato proponente;

– lo stravolgimento del paesaggio urbano che, vista l’entità del progetto e il luogo di destinazione, dovrebbe essere preceduto da studi e valutazioni sugli effetti e sulle reali esigenze e necessità di quella parte di territorio;

In qualità di portavoce di parte della cittadinanza catanese, dopo tre anni di denunce e relazioni tecniche contrarie, 33 associazioni catanesi hanno deciso di rinforzare la loro lotta contro un progetto che mette gli interessi di un’intera cittadinanza al di sotto di quelli di qualche costruttore.

Per farlo, hanno deciso di avviare una campagna  congiunta volta a coinvolgere tutta la cittadinanza al fine di chiedere che il progetto, in variante, venga sottoposto al controllo democratico del consiglio comunale, ad oggi raccolto nella unica persona del commissario ad acta. 

Hanno già sottoscritto: CITTA’INSIEME – COMITATO BORGO MARINARO DI OGNINA – COMITATO PORTO DEL SOLE – FORUM NAZIONALE SALVIAMO IL PAESAGGIO DIFENDIAMO I TERRITORI SEZ. DI CATANIA – ITALIA NOSTRA – LIPU CATANIA – WWF CATANIA

In difesa del Lungomare di Catania – Il nuovo appello delle associazioni (file pdf, 360 kb) >  

Foto di Francesco Raciti