maratea

MARATEA, la “perla del Tirreno”, è riuscita fino ad ora ad essere preservata dagli attacchi speculativi di una “cementificazione selvaggia” del territorio.  

Ora però sull’area incombe un progetto di ben 196 unità immobiliari! 

Le unità abitative dovrebbero sorgere  al centro dell’incantevole GOLFO di POLICASTRO  con un altezza massima di 9 m tutti ben visibili dal mare, zona ritenuta d’interesse paesaggistico. 

A fine agosto il TAR per la Basilicata si è pronunciato definitivamente sul ricorso presentato da Italia Nostra, relativamente alla realizzazione di 196 unità abitative (equivalenti a 30.000 mc di volumetria) da edificare sulla costa di Maratea, in seguito ad un piano di lottizzazione approvato nel 1981.

Gran parte delle opere (variano dai 45 ai 70 mq per un altezza massima di 9m) dovrebbero sorgere in una zona prospiciente un area S.I.C. (Isola di S. Ianni e costa prospiciente) rientrante anche nel programma europeo natura 2000.

Purtroppo il TAR ha dichiarato il ricorso di Italia Nostra in parte inammissibile ed in parte improcedibile.

Tutto questo nonostante la direttiva VAS dell’Unione Europea (che impone la valutazione ambientale strategica dei piani di lottizzazione che superano le soglie di volumetria autorizzata superiore a 25.000 mc) e nonostante le opere siano state autorizzate in una zona classificata ad elevato rischio idrogeologico dall’Autorità di Bacino (vedi mappa del rischio idrogeologico).

monte

L’area è situata in località Santa Caterina a quota 350 m sul livello del mare, nel centro del Golfo di Policastro, ai piedi del Monte San Biagio. Il monte, anticamente detto Monte Minerva, ospita sulla sua cima
le rovine dell’antica Maratea.

Ad oggi sulla medesima area d’intervento insistono numerose strutture turistiche realizzate in esecuzione di una convenzione urbanistica stipulata nel lontano 1981, opere per l’equivalente di 74.058 m3 di volumetria.

 

areadiintervento

A Maratea non servono colate di cemento o grandi opere che mirano solo ad arricchire i singoli speculatori, impoverendo il patrimonio comune e compromettendo il turismo.

Maratea deve essere custodita gelosamente e salvaguardata dai suoi cittadini per essere consegnata poi alle generazioni future in tutta la sua incantevole “bellezza”.

Associazione Nazionale Italia Nostra Onlus
info: appelli@italianostra.org

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Aggiornamento

Comunicato di  ITALIA NOSTRA (31-01-2014)

Maratea, soddisfazione e fiducia per il primo atto del Consiglio di Stato

Resa nota ieri l’ordinanza che accoglie l’istanza cautelare nel procedimento di Italia Nostra contro la costruzione di 196 villette in zona a rischio idrogeologico

Il Consiglio di Stato, Quarta Sezione, ha reso nota l’ordinanza con cui ha accolto l’istanza cautelare nel procedimento che vede Italia Nostra opposta alla società Simar per l’ampliamento, con ulteriori 30mila metri cubi di cementificazione, del complesso turistico Pianeta Maratea in zona ad alto rischio idrogeologico. Italia Nostra, che aveva visto bocciato il ricorso dal Tar della Basilicata, accoglie con soddisfazione e fiducia l’istanza del Consiglio di Stato considerato che – recita l’ordinanza – “ad un primo sommario esame, le censure prospettate dall’appellante in merito alla necessità di assoggettamento a VAS non appaiono del tutto sfornite di apprezzabili elementi di fumus” e dunque di fondatezza.

“Il parere definitivo del Consiglio di Stato è rinviato all’udienza di merito ma confidiamo in questo primo segnale positivo – afferma il Presidente di Italia Nostra Marco Parini -. Nelle ultime settimane abbiamo ottenuto significative vittorie nella tutela del paesaggio e del patrimonio culturale, da Capo Malfatano in Sardegna alla bocciatura del mega impianto eolico vicino Fabriano, dall’acquisto, su proposta di Italia Nostra, da parte del MiBACT della Reggia di Carditello, al sequestro del cantiere dell’ecomostro ‘Crescent’. Casi come questi dimostrano come la giurisprudenza consente di fare prevenzione a vantaggio della tutela dell’ambiente, del paesaggio, della salute e dell’incolumità dei cittadini”.

Attendiamo fiduciosi la sentenza del Consiglio di Stato a Maratea dove Italia Nostra è al fianco dei cittadini nella battaglia legale intrapresa per impedire la distruzione di uno dei paesaggi costieri più suggestivi e meglio conservati del Tirreno.

Sulla collina a ridosso del Golfo di Policastro, una società immobiliare ha ottenuto dal Comune l’autorizzazione a costruire 196 villette (equivalenti a 30mila metri cubi di cemento) per ampliare il complesso turistico Pianeta Maratea, sul Monte Minerva, vicino alle rovine dell’antica Maratea di fronte a un’area protetta di interesse comunitario, ma soprattutto in una zona classificata R4 (ad elevato rischio idrogeologico) dalle autorità di bacino.

Nell’agosto scorso il Tar della Basilicata ha bocciato il ricorso di Italia Nostra che però non si è arresa richiamando le recenti catastrofi e la drammatica sequenza di alluvioni e frane in diverse zone del Paese.

Concessioni di questo tipo da parte delle amministrazioni pubbliche sono da contrastare sia per garantire la sicurezza dei cittadini, sia per tutelare paesaggi ancora intatti come questo tratto di costa, uno dei paesaggi costieri più suggestivi della Nazione.